domenica 5 giugno 2016

Infernalia - Clive Barker






"Guance fatte di corpi; orbite cavernose dalle quali osservavano l'esterno cinque teste legate insieme per ciascuna pupilla; un naso largo e piatto e una bocca che si apriva e richiudeva, nel ritmico flettersi dei muscoli delle mascelle. E da quella bocca, corredata dai denti costituiti da bambini calvi, la voce del gigante ormai ridotto a una debole caricatura della passata possanza intonava un'unica nota di musica idiota"
 
La storia della letteratura è piena di raccolte di racconti in cui vi è presente la cosidetta "cornice", ovvero una storia che raccoglie in se le altre presenti nella raccolta.
Ora, se si vuole usare qualcosa di "stra-usato" lo si deve fare con la giusta originalità, per non risultare scontato.
Barker, in questa raccolta di racconti del 1984, ci riesce.
"Infernalia" è il primo dei suoi cosidetti "libri di sangue" e si apre con una cornice, appunto, che svolge la funzione di introdurre gli altri racconti presenti nel libro.
Un finto medium, un truffatore, fa arrabbiare le anime che, a quanto pare, non amano essere usate come infimo sotterfugio per guadagnare soldi.
Cosa fanno allora queste anime? Prendono il finto medium ed iniziano ad incidergli la carne, scrivendogli sul corpo i loro racconti. E quei racconti saranno i racconti della raccolta, ecco di cosa parliamo quando si parla di originalità.

Andando oltre l'originalità della cornice, la raccolta in se è molto valida, Barker è ovviamente una garanzia per quanto riguarda il genere horror.
Il difetto è, comunque, quello che hanno tutte le raccolte di racconti: ovvero non tutti saranno sullo stesso livello, ci saranno racconti "migliori" e racconti più "mediocri".
Ciò che distingue i due livelli è un fattore puramente soggettivo, ma è questo il motivo per cui, ogni volta che consiglio una raccolta, scelgo tre racconti e li segnalo come i racconti "cardine", quelli che danno valore al tutto.
Se una raccolta fosse un palazzo, sarebbero i muri portanti.
In questo caso, questi muri portanti sono:
- "Macelleria Mobile di Mezzanotte" dove non vi è un mostro, dove il mostro è la città stessa che deve essere nutrita col male che scaturisce dall'uomo, ma sotto forma di carne.
-  "Sesso, morte e stelle" dove l'arte è capita meglio dai morti che dai vivi. Ed è anche inscenata meglio.
- "In collina, le città" ovvero una metafora horror della situazione politica della penisola jugoslava di quegli anni.

Come potete notare dalle brevi descrizioni dei racconti che ho fatto, Barker in questi usa lo splatter anche per parlare di qualcos'altro, c'è un messaggio dietro le membre strappate, dietro i fiumi di sangue.
Non è così con tutti i racconti della raccolta, lo è sicuramente con i tre che vi ho elencato.
Forse è uno dei motivi per cui mi sono piaciuti più degli altri.

By Ivan
From Hell

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