venerdì 22 aprile 2016

Notti al circo - Angela Carter

"L'allegria creata dal clown cresce in proporzione alle umiliazioni che è costretto a subire ... in un certo senso si potrebbe anche dire che il clown è l'immagine stessa del Cristo"



Parto subito dicendo che questo non è un romanzo facile.
E' un romanzo difficile non solo da comprendere, ma anche da leggere perché la scrittura della Carter non è propriamente adatta al grande pubblico.
Se però riuscite a leggere anche qualcosa di più impegnativo degli autori più "commerciali", allora consiglio di avventurarvi in questa lettura, perché vi troverete di fronte ad un romanzo veramente bello.
La trama di "Notti al circo" è pressochè questa, un giornalista di nome Walser intervista la donna alata, dal nome Fewers.
L'intervista con lo scopo di sbugiardarla: lei si vanta di essere l'unica donna alata vergine al mondo, nonostante sia vissuta in un bordello, ma lui non crede a nessuna di queste due cose.
Decide quindi di seguirla, facendosi assumere nel circo in cui lei lavora, come clown.

L'impressione che ho avuto è che a reggere il romanzo non sia tanto la trama, quanto i personaggi. La Carter, in quest'opera, crea dei personaggi veramente forti, stupendi.
La menzione d'onore, per me, spetta ad uno di quelli che appare di meno, ma che rende veramente tantissimo.
Parlo di Buffo, il clown triste e depresso, a cui appartiene la citazione con cui ho aperto il post.
Altro gran personaggio è la protagonista, che pare sia piena di diffidenza verso i maschi, diffidenza, a dir la verità, alimentata dalla sua amica Lizzie che ha con lei un rapporto veramente morboso.
Infine vorrei spendere due parole sulla tenutaria del bordello in cui è cresciuta Fewers, questa tratta le sue prostitute con un umanità, con una dolcezza, che stentiamo a credere a quello che leggiamo.
Perché ho voluto scrivere della tenutaria del bordello? Perché è una delle chiavi di lettura per la tematica che più mi ha interessato nel romanzo
Quando Fewers ci racconta di lei, noi stentiamo a crederle, come già detto. Ma stentiamo a credere anche al fatto che Fewers sia vergine e che abbia davvero le ali.
Una tematica del romanzo è, appunto, fin dove ciò che appare sia reale o finzione. Tutto il romanzo vive di questo: dubitiamo di tutto, ma nello stesso tempo diamo per possibile tutto ciò di cui dubitiamo.
Nel romanzo ci sono altre mille tematiche, dal femminismo all'antifemminismo, ma questa ambiguità che pervade l'opera dall'inizio alla fine è quella che mi ha più affascinato.

By Ivan
From Hell

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