venerdì 26 febbraio 2016

Noi marziani - Philip K. Dick


"Devo vedere ancora una volta la chiara realtà normale, dove non c’è questo massacro schizofrenico, questa alienazione, questa bestiale avidità, e la morte"

Marte, il pianeta rosso, è sempre stato quello che più ha solleticato la fantasia degli scrittori di fantascienza.
Non è un caso che uno dei migliori (per me il migliore) scrittori di questo genere, Philip K. Dick, abbia scritto varie opere ambientate su questo pianeta.
Quella di cui vorrei parlare in questo post è: "Noi marziani"
Sin dalle prime righe ci appare chiaro che Dick prende la storia coloniale americana e l'ambienta su Marte.
I terrestri sono gli europei sbarcati sul nuovo continente, i marziani (chiamati Bleekman, in quanto somiglianti ad uomini di colore) sono il corrispettivo dei nativi americani.
E, come successe ai nativi americani, le loro terre gli vengono sottratte, mentre il loro popolo viene decimato.
Ecco snocciolata la prima tematica del romanzo, quindi.
Su Marte l'acqua scarseggia, quindi il capo del sindacato degli idraulici, Arnie Kott, guadagna grande potere.
Arnie è, come da classico copione, il cattivo avaro e vuole sfruttare per i suoi fini un ragazzo autistico, ragazzo che sembra avere il potere di conoscere il futuro.
Questo è, grossomodo, il nucleo principale della vicenda.
Tramite questo ragazzo autistico, Manfred Steiner, scopriamo un altra tematica della vicenda: l'emarginazione del diverso.
I ragazzi come Manfred vengono consegnati e dimenticati in una clinica, una clinica che, tra le altre cose, è guardata in malo modo sia da parte dei terrestri che dai marziani.
Una clinica che tutti vorrebbero chiudere, perché testimonianza dell'imperfezione umana.
Non è un caso che, lo scopriremo andando avanti con la storia,  solo i Bleekman riescono a dialogare veramente con Manfred.
Le tematiche del romanzo non finiscono qui, un altra importante è la scuola.
Qui Dick è molto critico con questa istituzione, tanto da far dire ad un personaggio che: "la scuola non era là per informare ed educare, ma per plasmare e, per di più, plasmare secondo linee rigidamente limitate"
Questo personaggio è Jack Bohlen, personaggio che veicolerà altre due tematiche: la schizofrenia e l'infedeltà di coppia.
C'è molto altro in questo romanzo: la speculazione, lo sfruttamento dei terreni, il rapporto uomo macchine, sfiducia nella psichiatria, etc...
Insomma, ci troviamo di fronte ad uno dei Dick più impegnati, a mio parere.

By Ivan
From Hell

Nessun commento:

Posta un commento