sabato 24 dicembre 2016

Neonomicon - Alan Moore



Breve, ma intenso, post!
Grazie al regalo di Natale di un amico, mi sono letto questa interpretazione a fumetti che Alan Moore, qualche anno fa, ha fatto dell'opera di Lovecraft.
Veramente un ottima opera fra il noir e l'horror che, oltre ad essere una bella storia, pone l'accento su ciò che Lovecraft ha sempre trattato superficialmente a causa della sua visione del mondo estremamente bigotta: il sesso.
Ne la "Maschera di Innsmouth", ad esempio, si parla di accoppiamenti fra orribili mostri marini ed umani, ma il tutto viene trattato superficialmente, senza andare troppo a fondo. In questo fumetto si esplora quella parte che lo scrittore di Providence non voleva esplorare.

By Ivan
From Hell

domenica 27 novembre 2016

Romance - Chuck Palahniuk


"Ci sono bugie che cementano i matrimoni più dei voti nuziali"

Negli USA le riviste ancora pubblicano racconti, lo hanno sempre fatto sin dai tempi di Poe e Lovecraft ed è fondamentalmente per questo che esiste un mercato per questo genere letterario, mercato che invece manca in Italia.
"Romance" raccoglie tutti i racconti che Palahniuk ha scritto per riviste come "Playboy" nel corso degli ultimi dieci anni, più o meno.
A volte, quando un autore inizia a deludermi con i romanzi, mi capita di riassaporare le qualità che mi hanno fatto innamorare di lui nella narrazione breve, è con questa speranza che ho comprato "Romance"
Ho trovato quello che cercavo? Anche questa volta mi tocca scrivere "ni"
Il punto è che ci sono raccolte di racconti che nascono come tali, intendo dire che i racconti contenuti vengono scritti proprio per far parte della raccolta.
Altre, invece, si limitano a raccogliere racconti che sono già stati pubblicati precedentemente. Il problema di quest'ultima tipologia è che la loro stessa natura le rende discontinue.
Cosa vuol dire questo? Che in alcuni racconti ho assaporato il vero Palahniuk, in altri non era semplicemente lui... gli mancava quel tocco di originalità che me lo faceva riconoscere già dalla prima riga.
Chiariamoci, tutti i racconti presenti in questa opera sono stati scritti chiaramente per sbarcare il lunario, la rabbia dirompente di Fight Club è ormai molto lontana, sono dei "lavori" più che delle "opere",  ma alcuni di questi sono lavori fatti davvero bene, altri sono un po' arronzati.
I racconti più meritevoli sono:
- Di come scimmia si sposò, comprò casa e trovò la felicità a Orlando
- Fenice
- Perché formichiere non è mai arrivato sulla luna

By Ivan
From Hell

domenica 20 novembre 2016

Animali Notturni - Tom Ford



Animali NOTTURNI (notturni, non quegli altri, sia chiaro) è un film forte, potente, che ti colpisce duro, con una cattiveria di fondo che non cede all'happy ending.
Ci voleva un film come questo, in un'epoca di rassicuranti remake ed idee riciclate.
E, mentre tutto il cinema andava a guardarsi "Soldi facili e come farli", io mi sono goduto questa perla, senza bimbiminchia chiassosi.
Un uomo scrive un thriller e lo dedica alla sua ex moglie, un thriller violento che non è altro che la metafora della loro storia d'amore, fallita tragicamente.
Ma il film non è solo questo, il film è anche una riflessione sulla difficoltà e sull'impossibilità di essere una persona sensibile in un mondo governato dai prepotenti e dai violenti, scambiati per "forti" dalla collettività, che al contrario considera i sensibili dei "deboli"
Aggiungiamoci un finale che, ovviamente senza raccontarlo, vi posso dire che si presta a più interpretazioni, ed ecco che abbiamo uno dei thriller più belli degli ultimi anni.

By Ivan
From Hell

venerdì 28 ottobre 2016

Dopo un lungo silenzio - Tiziano Sclavi


"e dopo un lungo silenzio potrò sentirti... potrò risentire la tua voce"


Un breve post per salutare, e festeggiare, il ritorno di Tiziano Sclavi alla sua creatura più famosa.
Poco da dire su questa storia, in Bonelli stanno provando a rilanciare il personaggio con restyling, fasi uno, due e tre, gli hanno dato un cellulare, nuovi nemici, una sorta di continuity, etc...
Beh, per rilanciare la serie in realtà basterebbe convincere il signor Sclavi a tornare ad occuparsi di Dylan Dog.
Si, perché in "Dopo un lungo silenzio" ho ritrovato il Dylan di cui mi ero innamorato: struggente, che quasi mi fa scendere la lacrimuccia a fine albo. Un Dylan che combatte contro i suoi demoni, non contro quelli che gli sono stati appioppati in seguito. Dylan è questo ragazzi, con buona pace di chi dice che debba cambiare.
Inoltre aggiungiamoci che Casertano è sempre stato uno dei disegnatori migliori della serie e che, a mio parere, è uno di quelli che meglio si adatta allo stile surreale di narrazione che ha sempre avuto Sclavi, ed ecco confezionata la migliore storia da quando è entrata in gioco la nuova gestione del fumetto.
Dopo un lungo silenzio, finalmente sei tornato Tiz!

By Ivan
From Hell

martedì 25 ottobre 2016

L'albero di Halloween - Ray Bradbury


"Ed era il pomeriggio della vigilia di Halloween. E tutte le case erano serrate contro il vento freddo. E un pallido sole illuminava la città. Ma improvvisamente il giorno svanì. La notte uscì dagli alberi e allargò il suo manto"

Dato il periodo, ho pensato che sarebbe stata una cosa carina consigliare ai lettori del mio blog/pagina FB un romanzo da leggere per Halloween.
Esistono canzoni a tema, film a tema, ma esistono anche romanzi a tema e perché non immergersi in uno di questi, mentre sulla tv scorrono le immagini di "Nightmare before christmas" e dalla radio suonano le note dei Misfits?
Il romanzo che vi voglio consigliare per l'occasione è "L'albero di Halloween" di uno dei maestri della letteratura di fantascienza: Ray Bradbury.
Non mi stancherò mai di scriverlo, Bradbury non è solo stato un autore di fantascienza, ma anche di horror e fantasy, come dimostra il romanzo "Il popolo dell'autunno" e come dimostra questo, che è una via di mezzo proprio fra horror per ragazzi e fantasy.

Un gruppo di ragazzi, usciti la sera di halloween per il consueto dolcetto o scherzetto, incontra il misterioso Moundshroud, che nel suo giardino possiede uno strano ed inquietante albero di zucche di halloween.
Si, esatto, un albero i cui frutti sono delle zucche intagliate.
Moundshroud li porterà a fare un giro nel passato, dall'alba della umanità fino ai giorni più vicini ai nostri, tutto questo per fargli scoprire il culto della morte attraverso le varie popolazioni che si sono susseguite nella storia.
"Notte e giorno. Estate e inverno, ragazzi. Tempo di semina e tempo di raccolto. La vita e la morte. Ecco che cos'è Halloween" questo è ciò che capiranno i ragazzi alla fine del loro viaggio.
Ma lo scopo del viaggio non sarà solo quello di capire le origini di Halloween, dovranno anche salvare un loro amico, sacrificando una briciola di loro stessi.
"Quando smetteremo di aver paura della notte e della morte?", ci fa chiedere Ray Bradbury alla fine del romanzo.
Ci da anche la risposta: quando la comprenderemo.


By Ivan
From Hell

lunedì 10 ottobre 2016

Fight Club 2 - Chuck Palahniuk / Cameron Stewart



"Le idee coltivano noi"

Si, Chuck è riuscito ad avere nuovamente i miei soldi, ero riuscito a dirgli di no con "Beautiful You", che non ho avuto ancora il coraggio di comprare, ma non ho resistito alla possibilità di rileggere gli aforismi nichilisti di Tyler Durden.
Ma allora, com'è questo Fight Club 2? Né no né si, diciamo un "ni"
Partiamo dai disegni, essendo una graphic novel sono importanti, su questi non c'è nulla da criticare. Sono ottimi, ma non nel senso che sono perfetti come disegni in se, nel senso che si sposano perfettamente col tipo di storia che ci viene raccontata. 
Purtroppo, lo dico da estimatore di Chuck, è proprio la storia che vacilla un po'.
Chiariamoci, gli ingredienti ci sono tutti: abbiamo le psicosi dei protagonisti, abbiamo il nichilismo, abbiamo quell'atmosfera surreale che caratterizza le migliori opere di Palahniuk.
Ho anche apprezzato tantissimo la componente metaletteraria, Chuck Palahniuk stesso è un protagonista della storia.
Ed allora, cosa c'è che non va?
Il romanzo "Fight Club" ti "avvinghiava" come un boa, quando il protagonista raccontava le sue paranoie, e quando Tyler recitava i suoi aforismi, venivi quasi ipnotizzato.
Ti perdevi nelle loro frasi.
Ecco, il fumetto difetta di questo, ti coinvolge di meno.
Arriviamo alle tematiche, di cosa parla quest'opera?
Essenzialmente di due cose.
La principale è di come un idea possa essere più forte della mente che l'ha pensata, Tyler non è più solo la parte schizzoide del narratore, Tyler diventa un entità a parte che vuole sbarazzarsi della stessa mente che l'ha generata.
Questa è la tematica che salta subito all'occhio, ma ce n'è un altra che andiamo a cogliere nel finale e che è comunque collegata al concetto "idea più forte della mente che l'ha partorita"
Quest'altra tematica è: Fight Club 2 è una lotta fra l'autore ed il suo personaggio, ed il problema è che i lettori sono schierati dalla parte del personaggio, quindi l'autore si ritrova solo e senza più voce in capitolo riguardo le sue creazioni.

By Ivan
From Hell

mercoledì 28 settembre 2016

Le tre stimmate di Palmer Eldritch - Philip K. Dick



"La mandibola sdentata si dimenò e le orbite disabitate si spalancarono. L’evoluzione che ha subìto non è avvenuta in vita, ma sottoterra."


Su Marte la vita fa schifo, il terreno non è particolarmente fertile e le persone vivono in dei tuguri.
Su Marte la gente è obbligata ad andarci, perché le nazioni unite vogliono ad ogni costo colonizzare il pianeta rosso.
Per sfuggire a questa vita indegna, i coloni adoperano una particolare droga: il Can-D.
Il Can-D funziona accoppiato ad una sorta di plastico, i coloni diverranno gli omini di quel plastico e grazie a questo sistema vivranno, per la durata dell'effetto della droga, una vita da sogno o quantomeno dignitosa.
Leo Bulero è un ricco imprenditore, produttore di Can-D, ma il suo impero viene minacciato dal misterioso Palmer Eldritch e dalla sua nuova droga, il Chew-Z.
Il Chew-Z offre un illusione di vita molto più potente e realistica, inoltre non ha bisogno del plastico. Questa nuova droga, però, ha anche un lato inquietante: tutto ciò che succede nei trip sembra essere creato dalla mente di Palmer.

Questa è, grossomodo, la trama di uno dei migliori romanzi di Dick: "Le tre stimmate di Palmer Eldritch", che nella mia classifica personale viene immediatamente dietro ad i tre grandi capolavori di Dick, ovvero "Ubik", "Un oscuro scrutare" e "La svastica sul sole".
Cosa rende così importante questo romanzo? Il fatto che sia una delle più grandi riflessioni che un autore di fantascienza abbia mai fatto sulla religione.
Attraverso il Chew-Z, che metaforicamente è l'ostia che il prete da ai fedeli, si entra in un mondo in cui tutto è creato da Palmer Eldritch: lui è quasi sicuramente una rappresentazione del divino.
Andando avanti nel romanzo noteremo che qualcosa, però, sfugge a Palmer, che sia il libero arbitrio? Potrebbe, la cosa certa è che con questa storia Dick ci propone una sua personale visione della religione, della spiritualità.

Altro particolare del romanzo è che, qui come non mai, i personaggi sono terribilmente deboli ed indecisi, lo si capisce benissimo nel passo che recita: "qualsiasi cosa scegliamo, sappiamo questo: era l’alternativa sbagliata".

Anche dal punto di vista puramente narrativo Dick qui è particolarmente "potente", nei punti in cui i personaggi hanno trip allucinogeni, causati dalla droga, quasi riusciamo ad entrare anche noi in questi viaggi assurdi, a patto di lasciarsi trasportare completamente da ciò che leggiamo, senza pensare che ci stiamo distaccando da una trama logica.

By Ivan
From Hell

martedì 20 settembre 2016

Molto dopo mezzanotte - Ray Bradbury


"La vera saggezza, dicono, sta nelle cose che non vengono dette"


Questo è un post della serie "pubblicazione che dovete cercare assolutamente in un mercatino dell'usato"
Si, perché la raccolta in questione è stata pubblicata negli anni 70 da Urania e poi ciao ciao, non ha più visto la luce (che io sappia, se mi sbaglio correggetemi pure).
"Molto dopo mezzanotte" dovrebbe avere un sottotitolo: "Come dovrebbe essere un racconto breve" questo perché se Ray Bradbury può non piacere come romanziere (secondo me era un grandissimo anche nello scrivere opere lunghe, ma son gusti) è indubbia la sua abilità nei racconti.
Bradbury è uno dei grandi maestri della short story, il suo nome può essere affiancato agli altri maestri del genere, e non faccio i nomi di questi perché sarebbe inutile, penso.
Il punto è che Bradbury è conosciuto per i suoi racconti di fantascienza, questa raccolta vi farà cambiare idea.
In questa raccolta potrete trovare storie di fantascienza, certo, ma anche horror, noir, thriller e perfino sentimentali. Alcune potrebbero essere collocate anche al di fuori della letteratura di genere.
Insomma, questa raccolta la consiglio soprattutto perché smentisce la fama di Bradbury scrittore di fantascienza e basta. Bradbury era uno scrittore, uno scrittore che ha scritto tanta fantascienza, certo.
Come al solito, consiglio tre racconti in particolare:
- Delitto senza castigo Un noir, dove un uomo vuole ucciderne un altro, ma in realtà è un pretesto per uccidere il suo passato.
- I miracoli di Jamie Una strana storia di un ragazzo che si crede la reincarnazione di un certo messia.
- Gioco d'ottobre Un thriller, dove abbiamo il macabro gioco di un uomo con un grosso problema matrimoniale.

By Ivan
From Hell

lunedì 19 settembre 2016

Racconti Liguri - AA.VV. (Tra cui me)




E niente, ho dovuto aspettare i 30 anni, ma alla fine la soddisfazione di una pubblicazione l'ho avuta.
A pagina 25 di questa raccolta è presente un mio racconto: "Il signor Qualunque (Il signor Nessuno)", un racconto vagamente surreale.
A chi interessasse, la raccolta è acquistabile a questo link: http://www.historicaedizioni.com/prodotto/racconti-liguri/

Buona lettura.
By Ivan
From Hell

domenica 10 luglio 2016

It Follows - David Robert Mitchell




Ieri sera sono andato a vederlo, che dire: gran film.
Il film mette tensione, ed alcune scene sono davvero inquietanti, ovvero fa il suo mestiere.
Ma il pregio più grande non è questo, il pregio più grande è il messaggio che da, è un film che parla della solitudine!
I ragazzi sono tutti soli, abbandonati al loro destino dai genitori che son quasi inesistenti nella pellicola, e non a caso.
Le riprese della periferia abbandonata americana sono fatte anch'esse allo scopo di veicolare questo messaggio, ed alcune le ho trovate molto più inquietanti della creatura stessa.
Per chi si lamenta del fatto che non spiega l'origine della creatura... ragazzi, è fatto apposta, non è un buco di sceneggiatura, non è quel genere di film in cui tutto deve venir spiegato, è un film che vive di emozioni, di sensazioni, di atmosfere, non di una trama dettagliata e chiara.
Liberi di non farvi piacere questo, ma non di dire che è un difetto.

By Ivan
From Hell

domenica 19 giugno 2016

Il popolo dell'autunno - Ray Bradbury




"La figura femminile, dentro la cassa di vetro, abbassò il capo e fissò i ragazzi con il naso appuntito, mentre quelli passavano, guidando gli uomini. La sua fredda mano di cera sfiorò la Polvere del Destino su un ripiano nell’interno della bara. I suoi occhi non vedevano; erano cuciti da ragnatele tessute da vedove nere, fili scuri"

Ray Bradbury è conosciuto per la famosissima distopia "Fahrenheit 451" e per i suoi racconti di fantascienza, ma in realtà è stato uno scrittore molto prolifico e che ha sperimentato diversi generi letterari.
Oltre alla fantascienza si è cimentato con fantasy, hard boiled, romanzi per ragazzi ed horror come questo: "Il popolo dell'autunno"
In una cittadina americana arriva uno strano luna park, tutto nero, il cui proprietario è un inquietante signore tatuato, tatuaggi che sembrano avere vita propria.
In questo luna park c'è una giostra molto particolare, ovvero una giostra che, dipendentemente dal senso di rotazione, può farti invecchiare o ringiovanire.
Bambini che vogliono diventare grandi bramano un giro sulla giostra, ma anche vecchi che vogliono tornare giovani.
Tutto ciò, però, non sarà indolore, visto che solo il corpo sarà interessato al cambiamento, non la mente.

Il bello dei romanzi dell'orrore è che sono dei contenitori, dentro ci si può mettere di tutto, ed effettivamente in questo romanzo ci sono varie tematiche.
Dietro alla storia della battaglia fra Will ed il luna park abbiamo un rapporto padre e figlio molto particolare.
Il padre di Will è molto vecchio, forse troppo rispetto alla giusta età che dovrebbe dividere un ragazzo dal proprio genitore. Diciamo che il padre di Will potrebbe essere tranquillamente suo nonno. Bradbury, quindi, snocciola tutte le particolari problematiche che si sommano ad un rapporto che già sarebbe delicato di suo, in condizioni normali.
Non abbiamo solo questo, abbiamo anche il rapporto di amicizia che lega Will e Jim, fortissimo ma fragile allo stesso tempo.
Ed infine abbiamo la tematica principe del romanzo: il tempo.
Il tempo è l'argomento che la fa da padrone fra i personaggi di questo romanzo, questi non accettano il tempo che passa, sia che lo faccia troppo velocemente (nel caso degli adulti) sia che lo faccia troppo lentamente (nel caso dei ragazzi, che vorrebbero essere già grandi).
E come si fa a battere un demonio che ti tenta, dicendoti che può risolvere per te questo problema "tempo"?
Semplicemente accettandosi, accettando le proprie rughe o la propria inesperienza. E, possibilmente, facendolo con una risata.
E' questo che ci dice Ray Bradbury, con questo romanzo.

By Ivan
From Hell

domenica 12 giugno 2016

"Stare qui con te", su Grado Zero



Buongiorno a tutti i miei, pochi ma buoni, lettori del mio blog.
Volevo segnalarvi che la rivista on-line "Grado Zero" mi ha pubblicato un racconto, ed ora lo voglio condividere con voi che leggete le mie recensioni.
Perchè dietro ad ogni recensore, c'è anche l'aspirazione di essere recensito.
Ecco qua il link che vi porta al racconto: https://rivistagradozero.wordpress.com/2016/06/12/racconto-stare-qui-con-te-ivan-castellucci/

Spero vi piaccia, alla prossima!
By Ivan
From Hell

domenica 5 giugno 2016

Infernalia - Clive Barker





"Guance fatte di corpi; orbite cavernose dalle quali osservavano l'esterno cinque teste legate insieme per ciascuna pupilla; un naso largo e piatto e una bocca che si apriva e richiudeva, nel ritmico flettersi dei muscoli delle mascelle. E da quella bocca, corredata dai denti costituiti da bambini calvi, la voce del gigante ormai ridotto a una debole caricatura della passata possanza intonava un'unica nota di musica idiota"
 
La storia della letteratura è piena di raccolte di racconti in cui vi è presente la cosiddetta "cornice", ovvero una storia che raccoglie in se le altre presenti nella raccolta.
Ora, se si vuole usare qualcosa di "stra-usato" lo si deve fare con la giusta originalità, per non risultare scontato.
Barker, in questa raccolta di racconti del 1984, ci riesce.
"Infernalia" è il primo dei suoi cosiddetti "libri di sangue" e si apre con una cornice, appunto, che svolge la funzione di introdurre gli altri racconti presenti nel libro.
Un finto medium, un truffatore, fa arrabbiare le anime che, a quanto pare, non amano essere usate come infimo sotterfugio per guadagnare soldi.
Cosa fanno allora queste anime? Prendono il finto medium ed iniziano ad incidergli la carne, scrivendogli sul corpo i loro racconti. Quei racconti saranno i racconti della raccolta, ecco di cosa parliamo quando si parla di originalità.

Andando oltre l'originalità della cornice, la raccolta in se è molto valida, Barker è ovviamente una garanzia per quanto riguarda il genere horror.
Il difetto è, comunque, quello che hanno tutte le raccolte di racconti: ovvero non tutti saranno sullo stesso livello, ci saranno racconti "migliori" e racconti più "mediocri".
Ciò che distingue i due livelli è un fattore puramente soggettivo, ma è questo il motivo per cui, ogni volta che consiglio una raccolta, scelgo tre racconti e li segnalo come i racconti "cardine", quelli che danno valore al tutto.
Se una raccolta fosse un palazzo, sarebbero i muri portanti.
In questo caso, questi muri portanti, sono:
- "Macelleria Mobile di Mezzanotte" dove non vi è un mostro, dove il mostro è la città stessa che deve essere nutrita col male che scaturisce dall'uomo, ma sotto forma di carne.
-  "Sesso, morte e stelle" dove l'arte è capita meglio dai morti che dai vivi. Ed è anche inscenata meglio.
- "In collina, le città" ovvero una metafora horror della situazione politica della penisola jugoslava di quegli anni.

Come potete notare dalle brevi descrizioni dei racconti che ho fatto, Barker in questi usa lo splatter anche per parlare di qualcos'altro, c'è un messaggio dietro le membre strappate, dietro i fiumi di sangue.
Non è così con tutti i racconti della raccolta, lo è sicuramente con i tre che vi ho elencato.
Forse è uno dei motivi per cui mi sono piaciuti più degli altri.

By Ivan
From Hell

lunedì 16 maggio 2016

Coraline - Neil Gaiman


"Assomigliava un po’ a sua madre. Solo che... Solo che aveva la pelle bianca come la carta. Solo che era più alta e più magra. Solo che aveva le dita troppo lunghe, che non stavano mai ferme, e le unghie, adunche e affilate, di un rosso scuro. - Coraline? - disse la donna. - Sei tu? Quindi si voltò a guardarla. Al posto degli occhi aveva due grossi bottoni neri"

Breve post per questo breve, ma stupendo, romanzo.
Romanzo che, forse forse, può essere considerato una fiaba.
"Coraline" dovrebbe essere un horror per ragazzi. Dico dovrebbe perché, di solito, nei romanzi horror per ragazzi tutto viene "diluito", questo per renderlo più accettabile ad un pubblico più giovani, per spaventarli senza turbarli.
Non è il caso di "Coraline"
Gaiman, in questo suo romanzo del 2002, non si fa problemi a scrivere una storia inquietante, non si fa problemi a descrivere situazioni e personaggi da turbare non solo un ragazzo, ma forse anche un adulto.

SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER

E' il caso della tremenda scena del "Altro Padre" ridotto in forma mostruosa e rinchiuso in cantina, cosa che mi ha ricordato vagamente il film di Fulci "Quella villa accanto al cimitero", per niente un film per ragazzi, credetemi.

FINE SPOILER FINE SPOILER FINE SPOILER FINE SPOILER FINE SPOILER FINE SPOILER

E sono tante altre le descrizioni da "leggero brivido lungo la schiena"
Leggere per carità, si tratta sempre e comunque di un romanzo per ragazzi, anche se penso che il suo pubblico sia stato, e continui ad esserlo, formato perlopiù dai cosidetti "giovani uomini"
Inquetudine, ecco, se dovessi trovare una parola per descrivere "Coraline" utilizzerei questo termine, inquietudine.

La trama è la più semplice del mondo: una ragazzina annoiata e non considerata dai genitori trova un altro mondo all'interno della sua casa. Un mondo dove i suoi genitori la considerano di più e dove non deve lottare per avere ciò che vuole, certo, ma un mondo dove tutto sembra avvolto da una strana atmosfera, un atmosfera alquanto gotica.
Coraline capirà presto che della sua "Altra Madre" ed "Altro Padre" non ci sarà tanto da fidarsi, perché i loro animi sono come i bottoni che hanno al posto degli occhi: neri.

Come tutte le favole, c'è una precisa lezione morale in questo, Gaiman vuole dirci di non fidarsi della strada troppo agevole, dell'avere tutto e subito.
Il diavolo ti accarezza per avere la tua anima, questo è il messaggio di "Coraline"

By Ivan
From Hell

venerdì 22 aprile 2016

Notti al circo - Angela Carter

"L'allegria creata dal clown cresce in proporzione alle umiliazioni che è costretto a subire ... in un certo senso si potrebbe anche dire che il clown è l'immagine stessa del Cristo"



Parto subito dicendo che questo non è un romanzo facile.
E' un romanzo difficile non solo da comprendere, ma anche da leggere perché la scrittura della Carter non è propriamente adatta al grande pubblico.
Se però riuscite a leggere anche qualcosa di più impegnativo degli autori più "commerciali", allora consiglio di avventurarvi in questa lettura, perché vi troverete di fronte ad un romanzo veramente bello.
La trama di "Notti al circo" è pressochè questa, un giornalista di nome Walser intervista la donna alata, dal nome Fewers.
L'intervista con lo scopo di sbugiardarla: lei si vanta di essere l'unica donna alata vergine al mondo, nonostante sia vissuta in un bordello, ma lui non crede a nessuna di queste due cose.
Decide quindi di seguirla, facendosi assumere nel circo in cui lei lavora, come clown.

L'impressione che ho avuto è che a reggere il romanzo non sia tanto la trama, quanto i personaggi. La Carter, in quest'opera, crea dei personaggi veramente forti, stupendi.
La menzione d'onore, per me, spetta ad uno di quelli che appare di meno, ma che rende veramente tantissimo.
Parlo di Buffo, il clown triste e depresso, a cui appartiene la citazione con cui ho aperto il post.
Altro gran personaggio è la protagonista, che pare sia piena di diffidenza verso i maschi, diffidenza, a dir la verità, alimentata dalla sua amica Lizzie che ha con lei un rapporto veramente morboso.
Infine vorrei spendere due parole sulla tenutaria del bordello in cui è cresciuta Fewers, questa tratta le sue prostitute con un umanità, con una dolcezza, che stentiamo a credere a quello che leggiamo.
Perché ho voluto scrivere della tenutaria del bordello? Perché è una delle chiavi di lettura per la tematica che più mi ha interessato nel romanzo
Quando Fewers ci racconta di lei, noi stentiamo a crederle, come già detto. Ma stentiamo a credere anche al fatto che Fewers sia vergine e che abbia davvero le ali.
Una tematica del romanzo è, appunto, fin dove ciò che appare sia reale o finzione. Tutto il romanzo vive di questo: dubitiamo di tutto, ma nello stesso tempo diamo per possibile tutto ciò di cui dubitiamo.
Nel romanzo ci sono altre mille tematiche, dal femminismo all'antifemminismo, ma questa ambiguità che pervade l'opera dall'inizio alla fine è quella che mi ha più affascinato.

By Ivan
From Hell

martedì 12 aprile 2016

La libreria della Rue Morgue




Breve post "pubblicitario", su Facebook ho fondato, insieme ad un mio amico, un gruppo che si rivolge a tutti gli appassionati di letteratura horror.
Il nome è "La libreria della Rue Morgue", ed è chiaro a chi si ispiri, no?
Se vi interessa passate ed iscrivetevi: https://www.facebook.com/groups/860128870760289/?fref=nf

By Ivan
From Hell

domenica 27 marzo 2016

Noir - Richard Matheson


"I funerali non sono piacevoli. Concepiti dalla società con l'intento di permettere ai parenti dei defunti di rendere loro l'ultimo omaggio, si trasformano in grandi farse. A mio avviso sono morbosi e insipidi. Non si riesce a inventare niente di invitante con i cadaveri. Sono troppo morti"
 
Innanzitutto apro questo post dicendo che tutti i lettori italiani, di letteratura di genere, dovrebbero ringraziare la Fannucci.
Sia perché ha in pratica ristampato tutto Dick, sia perché se ne esce con queste interessantissime pubblicazioni, che recensisco oggi.
"Noir" contiene tre racconti lunghi di Matheson pubblicati negli anni 50 e mai più ristampati, fino ad ora, dai titoli: "Qualcuno si agita", "Una domenica di rabbia" e "Incubo".
Va detto che sono quasi dei romanzi brevi piuttosto che dei racconti lunghi, ma stiamo parlando di poche cartella di differenza (le cartelle sono l'unità di misura che ci permettono di sapere quando un opera è un racconto, racconto breve, romanzo, etc...)
Di queste tre opere, racconti o romanzi che siano, vorrei soffermarmi sul primo, "Qualcuno si agita", questo perché mi pare che sia la vera gemma della raccolta.
Perché dico questo? Perché questo racconto è un noir che ci parla del vero amore.
Due uomini ed una donna lunatica, una donna dal passato violento e che potrebbe anche essere un assassina. Fino alle ultime pagine non sapremo la verità, ovviamente.
I due uomini sono molto diversi, uno è uno scrittore squattrinato, l'altro è un ricco avvocato, ma alla fine solo uno di loro riuscirà ad andare oltre il sospetto, ad amarla nonostante la sua aurea di oscurità.
In pratica questo racconto ci parla dell'amore incondizionato, di quell'amore che va oltre tutto, quell'amore che non ti fa considerare se quella persona sia giusta o sbagliata, tu la ami e basta.
Insomma, la tematica c'è, e per quanto riguarda la scrittura? Stiamo parlando di Matheson, uno dei più grandi scrittori di genere, certo la sua è una scrittura classica che non si avventura in sperimentazioni o che altro, ma è dotata di due caratteristiche molto importanti: è incalzante e scorrevole.
Insomma chiunque abbia letto Matheson sa che stiamo parlando di uno scrittore di razza.
Una razza che, purtroppo, sembra in via d'estinzione.

By Ivan 
From Hell

venerdì 26 febbraio 2016

Noi marziani - Philip K. Dick



"Devo vedere ancora una volta la chiara realtà normale, dove non c’è questo massacro schizofrenico, questa alienazione, questa bestiale avidità, e la morte"


Marte, il pianeta rosso, è sempre stato il pianeta che più ha solleticato la fantasia degli scrittori di fantascienza.
Non è un caso che uno dei migliori (per me il migliore) scrittori di questo genere, Philip K. Dick, abbia scritto varie opere ambientate su questo pianeta.
Quella di cui vorrei parlare in questo post è: "Noi marziani"
Sin dalle prime righe ci appare chiaro che Dick prende la storia coloniale americana e l'ambienta su Marte.
I terrestri sono gli europei sbarcati sul nuovo continente, i marziani (chiamati Bleekman, in quanto somiglianti ad uomini di colore) sono il corrispettivo dei nativi americani.
E, come successe ai nativi americani, le loro terre gli vengono sottratte, mentre il loro popolo viene decimato.
Ecco snocciolata la prima tematica del romanzo, quindi.
Su Marte l'acqua scarseggia, quindi il capo del sindacato degli idraulici, Arnie Kott, guadagna grande potere.
Arnie è, come da classico copione, il cattivo avaro e vuole sfruttare per i suoi fini un ragazzo autistico, ragazzo che sembra avere il potere di conoscere il futuro.
Questo è, grossomodo, il nucleo principale della vicenda.
Tramite questo ragazzo autistico, Manfred Steiner, scopriamo un altra tematica della vicenda: l'emarginazione del diverso.
I ragazzi come Manfred vengono consegnati e dimenticati in una clinica, una clinica che, tra le altre cose, è guardata in malo modo sia da parte dei terrestri che dai marziani.
Una clinica che tutti vorrebbero chiudere, perché testimonianza dell'imperfezione umana.
Non è un caso che, lo scopriremo andando avanti con la storia,  solo i Bleekman riescono a dialogare veramente con Manfred.
Le tematiche del romanzo non finiscono qui, un altra importante è la scuola.
Qui Dick è molto critico con questa istituzione, tanto da far dire ad un personaggio che: "la scuola non era là per informare ed educare, ma per plasmare e, per di più, plasmare secondo linee rigidamente limitate"
Questo personaggio è Jack Bohlen, personaggio che veicolerà altre due tematiche: la schizofrenia e l'infedeltà di coppia.
C'è molto altro in questo romanzo: la speculazione, lo sfruttamento dei terreni, il rapporto uomo macchine, sfiducia nella psichiatria, etc...
Insomma, ci troviamo di fronte ad uno dei Dick più impegnati, a mio parere.

By Ivan
From Hell

venerdì 12 febbraio 2016

Il cimitero senza lapidi e altre storie nere - Neil Gaiman


"Quello che ti resta più attaccato è il racconto horror. Se riesce sul serio a provocarti un brivido sulla schiena, se una volta finita la storia ti ritrovi a chiudere il libro pian piano, per paura di disturbare qualcosa, e ad allontanarti furtivamente, allora non ti lascerà mai più."

Vorrei davvero iniziare questo post senza criticare il mondo dell'editoria italiana che non da la giusta importanza ai racconti.
Purtroppo non ci riesco.
C'è questo pregiudizio, nella nostra penisola, che lunghezza sia sinonimo di qualità, i racconti non piacciono per questo, non hanno mercato.
Eppure, grazie ad internet e ai social, il linguaggio narrativo è cambiato, se vogliamo raccontare qualcosa dobbiamo farlo in maniera sintetica, possibile che i racconti non possano beneficiare di questo?
No, il pregiudizio rimane. Possibile che non si capisca che per uno scrittore è molto più difficile sintetizzare, piuttosto che divagare?
La capacità di sintesi è una qualità che ogni bravo scrittore ha, non è un sintomo di pigrizia.
L'editoria questo lo sa bene, ma comunque ha paura a proporre raccolte di racconti, ed è un peccato.
E' un peccato perché esistono raccolte di racconti veramente valide, come "Il cimitero senza lapidi e altre storie nere" di Nei Gaiman.

Gaiman, famoso autore fantasy, qua si confronta con la narrativa gotica, come si capisce molto bene sia dal titolo che dalla copertina (sembra uscita dalla mente di Burton).
Dieci racconti, più una poesia, racconti che spaziano fra vari generi come fantasy, horror, commedia, addirittura noir, ma con un unico comune denominatore: hanno tutti un "estetica" gotica.
Penso che Gaiman si sia divertito tantissimo a scrivere questi racconti, ha preso tutti gli elementi tipici del gotico e li ha mescolati insieme ad altro, e sapete qual è la cosa più importante? La cosa più importante è che non si diverte solo lui, ma fa divertire anche il lettore.
Non si tratta certo di ciò che gli è riuscito meglio in carriera, ma è un libro proprio bello da leggere.
Lo si legge senza la minima fatica, anche se non si è lettori voraci.
Lettura consigliatissima se si ha voglia di svago, specialmente in una fredda notte invernale, quando piove ed il vento ulula.

I tre racconti migliori della raccolta, le tre perle, sono:
- Il cimitero senza lapidi
- Il ponte del troll
- Come parlare con le ragazze alle feste

By Ivan
From Hell

domenica 7 febbraio 2016

The Hateful Eight - La mia opinione, ovviamente non richiesta



Un breve post per farvi sapere la mia, nel caso ve ne importi, sull'ottavo film di Quentin Tarantino.
A mio parere le critiche al film sono, più che altro, dovute al fatto che la gente si aspettasse un altro Django, questo è semplicemente un altro tipo di film.
Si tratta di un giallo, mascherato da western, ed è normale che, in quanto giallo, debba essere lento e non ci sia spazio per l'azione come in Django, appunto.
Un film che, prima che in pellicola, fu portato in teatro, e la cosa si vede. I personaggi vanno visti anche in quest'ottica, come maschere teatrali. 
È probabilmente il film più cupo di Tarantino, qualsiasi patina pop, che Quentin ha sempre e comunque messo in ogni suo film, qua è del tutto assente. 
Non c'è un personaggio positivo, non lo è il nero, né il bianco, tantomeno la donna, sono tutti dei bastardi e non proviamo simpatia per nessuno. Sono odiosi, appunto. 
Insomma, un Tarantino più cupo e disincantato dalla vita, diverso. 
A me piace anche così, il suo cinema mi risulta speciale, qualsiasi sia il suo approccio.

By Ivo
From Hell

mercoledì 20 gennaio 2016

Honky Tonk Samurai - Joe R. Lansdale


"A voler essere onesti fino in fondo, siamo tutti un po' capre. Ci piace trovare un pascolo tutto nostro dove brucare, ma ogni tanto ficchiamo la testa tra una sbarra e l'altra del recinto, per assaggiare un filo d'erba sull'altro lato."

In giro per il web ho letto commenti su questo romanzo del caro Lansdale, commenti che dicevano sostanzialmente la stessa cosa: la serie su Hap & Leonard sta diventando monotona.
E' vero? Finito di leggere il romanzo posso dire che si, purtroppo è vero.
Hap & Leonard sono, inevitabilmente, schiavi dei loro cliché e sia chiaro che questo può comunque piacere benissimo, se sono proprio quei cliché ciò che si va a cercare.
Malgrado questo non si può dire di no, questi fantastici personaggi hanno dato quello che dovevano dare.
Le azioni che compiono sono proprio quelle che ti aspetti da loro e le tematiche insite nelle loro storie sono, per quanto importanti, pressoché le stesse: critica al razzismo, alla chiusura mentale della gente texana, problemi sociali, etc...

Però...... però..... si, c'è un "però" grosso come una casa.

Però, Lansdale, storie brutte proprio non riesce a scriverle.
E' vero, quando giravo le pagine di questo romanzo sapevo benissimo cosa avrei trovato, ma non riuscivo comunque a smettere di girarle.
Per quanto possa essere scontato, un romanzo di Lansdale ti diverte sempre, ti tiene col fiato sospeso sempre.
E' una droga, non riesci a smettere.
Non importa cosa scrive, il modo in cui lo scrive ti terrà gli occhi incollati alle pagine.
Ed anche questo romanzo non fa eccezione.
E poi,insomma, le dinamiche saranno scontate ma...

SPOILER SPOILER SPOILER 

nel finale abbiamo un colpo di scena veramente inaspettato.

FINE SPOILER

Quindi, romanzo consigliato (come sempre, quando si parla di questo autore)

By Ivan
From Hell