sabato 31 gennaio 2015

Letteratura & Musica



Letteratura e Musica sono due arti che sono sempre andate d'accordo, possiamo dire che si sono sempre reciprocamente influenzate.
A volte è stata la letteratura ad influenzare la musica, altre volte romanzi hanno preso in prestito titolo e suggestioni da pezzi musicali.

- "America Psycho" dei Misfits ed il romanzo di Ellis

Non ho letto conferme ufficiali, ma considerando che il brano dei Misfits è del 97, è dunque lecito pensare che si siano ispirati al romanzo horror/satira di Bret Easton Ellis: American Psycho (del 1991).





- "Midian" dei Cradle Of Filth ed il romanzo "Cabal" di Barker.

Qua invece l'influenza è chiara ed attestata: i Cradle hanno dedicato un album intero ad uno dei romanzi più famosi di Clive Barker, Cabal.




- "Glamodrama" dei Verdena e "Glamorama" di Ellis.

Di nuovo Ellis, questa volta non è stato omaggiato il famoso American Psycho, ma Glamorama.
Nel testo della canzone non sono presenti riferimenti al romanzo, ma il titolo è ovviamente la storpiatura del opera di Ellis.




- "Atrocity Exhibition" dei Joy Division e "La mostra delle atrocità" di J.G.Ballard.

Se ho letto e conosco Ballard lo devo grazie ad Ian Curtis & company che, con questo brano, omaggiano l'opera sperimentale dello scrittore inglese.






"Meno di zero" di Bret Easton Ellis e "Less Than Zero di Elvis Costello.

Come visto prima, Ellis è stato parecchio omaggiato.
Ogni tanto, però, l'ha fatto anche lui. Spesso si scopre leggendo i suoi romanzi, dove il citazionismo di certo non manca.
Ecco un esempio eclatante, il primo romanzo dello scrittore americano ha lo stesso titolo di una canzone di Elvis Costello.



- "The call of Ktulu" dei Metallica e "Il richiamo di Cthulhu" di Lovecraft.

Ci mettono una K, semplificano il nome, ma l'omaggio è chiarissimo: i Metallica compongono uno splendido brano strumentale, che è anche un omaggio ad uno dei più grandi scrittori horror di sempre.




- "For whom the bell tolls" dei Metallica e "Per chi suona la campana" di Hemingway.

E dire che dall'aspetto non gli daresti mai delle persone colte, eppure... dopo aver omaggiato Lovecraft, i quattro omaggiano un altro grande della letteratura americana: Ernest Hemingway.
Sempre nello stesso album, fra l'altro.





- "Arrivederci amore ciao" di Massimo Carlotto e "Insieme a te non ci sto più" di Caterina Caselli.

Arriviamo anche alla nostra penisola.
Carlotto intitola uno dei suoi romanzi più famosi, "Arrivederci amore ciao", omaggiando alcuni versi di "Insieme a te non ci sto più" di Caterina Caselli.
La canzone della Caselli farà parte anche del film ispirato al romanzo in questione, insieme alla versione più moderna di Battiato.




- "Almost Blue" di Carlo Lucarelli ed "Almost Blue" di Chet Baker.

Lucarelli intitola quello che è il suo romanzo migliore, come una canzone di Chet Baker.
E bisogna dire che non è solo il titolo ad essere omaggiato, l'atmosfera del romanzo prende molto da questo pezzo jazz.




-  "Sister" dei Sonic Youth e Philip K. Dick.

Non solo ad un romanzo, i Sonic Youth dedicano questo intero album a tutto il lavoro del celebre autore di fantascienza americano.




- "Murders in the Rue Morgue" degli Iron Maiden e "I delitti della Rue Morgue" di Edgar Allan Poe.

Beh, penso che non ci sia bisogno di spiegare che autore e quale racconto abbiano voluto omaggiare i Maiden in questa occasione, spero proprio....




- "Rime of the Ancient Mariner" degli Iron Maiden e "La ballata del vecchio marinario" di Coleridge.

Sempre i Maiden, sempre un classico. 
"La ballata del vecchio marinaio" di Coleridge parla di un marinaio che viene colpito da una maledizione, perché ha ammazzato un albatro.
Il testo della canzone riprende, abbastanza fedelmente, il testo del poema.




 -  "Are 'Friends' Electric?" di Gary Numan & The Tubeway Army, e "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" di Philip K. Dick.

Torna ad essere omaggiato Dick, questa volta però un romanzo specifico: "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?"
C'è da dire che Numan ripropone bene le atmosfere che si trovano nel romanzo di Dick.



Concludo qua, ovviamente ci sono altre mille citazioni, omaggi ed influenze fra questi due mondi.
Non li ho messi semplicemente perché non potrei elencarli tutti.

By Ivan
From Hell

martedì 27 gennaio 2015

La città sostituita - Philip K. Dick



"Aveva fatto male i suoi calcoli. Si era aspettato che lui facesse parte del panorama, e non aveva pensato che invece potesse essere il panorama. Era tutta quella parte del mondo; il limite della vallata, delle montagne, il cielo. Tutto."

Ted Barton torna nel paesino dove ha passato l'infanzia, Millgate, ma scopre che tutto è diverso.
Dove sta la stranezza? Penserete. Il mondo cambia in continuazione, mi direte, ed in effetti è così.
Il punto è che la Millgate che ricorda Burton non è cambiata, non è proprio mai esistita.
A rendere il tutto più surreale si aggiunge il fatto che, secondo i documenti del luogo, Ted risulta deceduto proprio l'anno in cui se ne andò da Millgate.
Ma le stranezze non finiscono qui, Ted si porta dietro una bussola che, simbolicamente, sparirà appena la situazione inizierà a farsi strana, trasformandosi in un tozzo di pane.
Ho detto simbolicamente non a caso: la sparizione della bussola è, secondo me, un modo di Dick per dirci che tutto ciò che giudichiamo sensato e realistico da questo momento in poi non esisterà più.
Infatti Ted inizia a fare conoscenza con uno strano bambino, Peter, che ha il potere di dare vita ad omini di creta (Golem, vengono chiamati nel romanzo).
Non è finita qui, la nuova Millgate sembra infestata da strani fantasmi (che fantasmi non sono), detti "Vaganti".
La cosa strana, però, non sono tanto i vaganti, è come vengono accettati dagli abitanti di Millgate.
Li reputano una cosa normale, come se in tutte le città fossero presenti questi strani esseri.

"La città sostituita" di Dick si ascrive al filone "strane cittadine con un segreto" che, sia la letteratura che il cinema, ci hanno proposto più volte (Twin Peaks è l'esempio che mi viene subito in mente, anche se non c'entra nulla con questo romanzo) e bisogna dire che regge bene il confronto con le altre.
Ho riscontrato due tematiche in questo romanzo: la prima è una tematica tipica Dickiana, ovvero la perdita della distinzione fra realtà e finzione, il non saper più riconoscere da quale parte siamo, dove ci troviamo.
La seconda tematica è l'importanza della memoria: la memoria assumerà un importanza fondamentale nella risoluzione del romanzo. Non solo la memoria del posto, ma anche la memoria di noi stessi, di quello che siamo stati.

La città sostituita non è uno dei Dick più "impegnati" che ho letto, non ha certo la profondità de La svastica sul sole, ma è una storia avvincente che non vi annoierà mai.

By Ivan
From Hell

domenica 18 gennaio 2015

Cabal - Clive Barker

 
"Tu non sei un Notturno, -  lo accusò,  -  tu sei carne. Ecco che cosa sei. Carne per la bestia."

Prima di Cabal non avevo mai letto nulla di Barker, lo conoscevo soltanto come regista.
Barker, però, è principalmente uno scrittore, ed era veramente uno scandalo che un appassionato di letteratura horror, come me, conoscesse questo autore solo per la sua occupazione secondaria e non per quella principale.
Così mi sono messo a leggere "Cabal"

Aroon Boone, il protagonista, è un depresso e con dei problemi con la sua ragazza (problemi che non vengono spiegati bene, ma che possono essere facilmente intuiti).
Aroon Boone è in cura da uno psicologo e, sotto ipnosi, rivela di essere stato autore di alcuni crudeli omicidi.
Quando questa verità viene fuori Boone ne rimane abbastanza scosso e decide di uccidere la bestia che si trova dentro di lui nel modo più semplice, togliendosi la vita.
Il suicidio, però, non va a buon fine e Boone si ritrova in ospedale dove, grazie ad un matto di nome Narcisse, sente parlare di Midian.
Midian è un posto dove i mostri come Boone sono ben accolti.
Boone va quindi alla ricerca di questo posto e lo trova, ma quando arriverà a Midian scoprirà che, in questa comunità, i mostri non sono solo quelli dentro l'uomo.

Midian mi ha ricordato tantissimo la Innsmouth di Lovecraft, ma più inquietante e cupa. 
Una versione più estrema di Innsmouth, insomma.
Oltre a Lovecraft, un altra influenza che ho sentito in questo romanzo è di una fiaba molto famosa: "La bella e la bestia"
Io penso che Cabal sia un po' una versione horror della famosa fiaba, non so se sono l'unico ad averlo notato, ma non credo.

Andando avanti nella lettura del romanzo si sarebbe portati a credere di essere di fronte ad una di quelle storie dove i mostri sono più buoni degli esseri umani, io non credo che sia proprio così.
Io penso che, in questa storia, i mostri siano esattamente come gli esseri umani: hanno la loro parte buona ed anche con la loro parte cattiva.
A volte compassionevoli, a volte crudeli.

Dal punto di vista stilistico Barker ha una scrittura elaborata e ricca di metafore, ad esempio: "Il sole spuntò come una striptease, celando le sue glorie dietro una nube fino a far temere che non ci sarebbe stato show, per poi sfogliare le sue vesti a una a una."
Nonostante questo stile articolato la lettura non risulta difficile, ma comunque scorrevole.


Concludo dicendo che non si tratta di una lettura per stomaci deboli.
Barker è molto splatter, come dimostra questo passo: "Serrò il pugno e i suoi artigli penetrarono nella gola di ...... Poi tirò. Trachea ed esofago vennero alla luce in un getto di sangue."

By Ivan
From Hell