giovedì 17 dicembre 2015

Tre millimetri al giorno - Richard Matheson


"Tremò nell’oscurità. Come la morte, il suo fato era impossibile da concepire. Anzi, no, era anche peggio della morte. La morte, almeno, era un concetto; era una parte della vita, per quanto stranamente sconosciuta. Ma chi si era mai rimpicciolito nel nulla?"

Un uomo rimpicciolisce tre millimetri al giorno, rimane chiuso in uno scantinato dove dovrà trovare riparo, cibo e verrà perseguitato da una vedova nera.
Una vedova nera che, giorno dopo giorno, diverrà più grande di lui, dato il rimpicciolimento del protagonista.
Ora, può sembrare una trama già vista, ma immaginatevi l'ansia che questo romanzo ha potuto provocare negli anni in cui è stato pubblicato, gli anni 50.
Matheson si conferma, anche con questo romanzo, un precursore della letteratura horror, e fantascientifica, degli anni successivi.

Non è solo un romanzo che vuole mettere ansia. Ha le sue tematiche che, come al solito, si possono individuare se si vuole andare "oltre" la narrazione.
E' un romanzo sull'accettazione di se stessi: il protagonista vivrà gli unici momenti di sollievo solo quando accetterà di non essere più l'uomo grande e grosso che era una volta, ma un uomo microscopico.
Scott, questo il nome del protagonista, non prende bene la sua malattia, diventa acido anche con le persone che lo vogliono aiutare, inizialmente rifiuterà di essere aiutato.
Poi, sopratutto dopo l'incontro con una nana, inizierà ad accettarsi ed a non arrendersi, nonostante sia chiaramente spacciato.
Vorrei soffermarmi sulla figura del ragno, che non è solo un espediente per aumentare l'ansia e l'orrore: l'aracnide è l'incarnazione di ogni problematica, di ogni ansia, di ogni difficoltà dell'uomo.
Questo simbolismo Matheson non lo nasconde, lo fa dire chiaramente al suo protagonista quando decide di smettere di scappare e di combattere la vedova nera.
Insomma, un altro grande classico di un maestro della letteratura.
Consigliatissimo, come ogni romanzo di Richard.

By Ivan
From Hell

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