domenica 1 novembre 2015

Le macchine infernali - K.W. Jeter


"Chiunque, risalendo sino ad Adamo nel Giardino, invoca a difesa la propria ignoranza; quando, se solo fossimo onesti, dovremmo ammettere che la mela era circondata da ogni immaginabile avvertimento. Così, anch'io sono caduto."

Da un po' cercavo un romanzo che mi introducesse nell'unico tipo di fantascienza che era a me pressoché sconosciuta, lo steampunk.
Si tratta di quel sottogenere di "Sci-Fi" ambientato in epoca vittoriana, dove macchine a vapore e congegni meccanici la fanno da padrone.
Ho deciso di iniziare con K.W. Jeter, per il semplice fatto che è stato lui a coniare il nome di questo genere, nonostante non sia stato certo lui a scrivere il primo romanzo steampunk.

Arriviamo al romanzo letto, "Le macchine infernali".
Dower è il figlio di un grande orologiaio, che riceve in eredità la bottega di suo padre, lui però non sa nulla del lavoro del padre e si limita a fare manutenzione, dove riesce.
Ben presto, però, riceve la visita di alcuni strambi individui, tutti interessati ad una strana scatola di mogano appartenuta al padre, questa scatola di mogano sarà il "motore" per l'avventura di Dower che finirà in posti inquietanti, popolati da uomini con lineamenti pesciformi ed altre stranezze.

Ciò che risalta tantissimo è quanto quest'opera sia influenzata dalla produzione di un grande scrittore del passato: H.P. Lovecraft.
Gli uomini-pesce, che ho nominato sopra, assomigliano tantissimo alla popolazione de "La maschera di Innsmouth", famoso racconto di Lovecraft.
Anche il nome del luogo dove incontra questi strani uomini, Wetwick, ha assonanza con una famosa città lovercraftiana: Dunwich.
Insomma, l'influenza dell'autore di Providence è forte, forse un po' troppo forte, ma se amate il mondo creato da quest'ultimo, allora amerete anche questi richiami (come li ho amati io).
Andando oltre all'influenze, ci troviamo di fronte ad un romanzo che, lo dico chiaramente, non ha grandissime pretese, non è un romanzo fondamentale, ma è sicuramente divertente.
Un'avventura divertente, che di tanto in tanto da qualche critica al bigottismo vittoriano, in pratica questo è il romanzo.
Leggerlo mi ha suscitato qualche sorriso ed il tempo trascorso assieme è stato sicuramente gradevole, ma non è un romanzo che rileggerò nuovamente.
Insomma, la classica lettura piacevole, ma che non ci lascia il segno.

By Ivan
From Hell


1 commento: