lunedì 11 maggio 2015

L'occhio nel cielo - Philip K. Dick




"Che significa per un paranoico un telefono che suona?"

Avete presente il film Inception? Bene, se pensate che sia originale allora dovete leggere questo romanzo del 57 di Dick, un romanzo che ha una struttura simile, ma è stato scritto decenni prima del film che ho citato.
Come al solito, l'eredità di Philip nelle fantascienza degli anni successivi è sempre fondamentale.

Otto personaggi vivono in un mondo distopico, un mondo militaresco dove la paura e la diffidenza la fanno da padrone.
Questi otto personaggi non hanno nulla in comune fra di loro, ma un incidente causato da un acceleratore di particelle li unisce, li unisce mentalmente.
I personaggi rimangono privi di sensi, ma le loro menti iniziano a creare  dei mondi che loro attraversano assieme, ed ogni mondo che attraverseranno sarà uno più minaccioso dell'altro.

Leggendo questo romanzo ho pensato che potesse trattarsi di un proto-ubik perché anche in quell'opera, certamente più famosa, Dick costruisce queste strane dimensioni che fluttuano fra reale ed irreale e che sono creati dalla mente di una persona,  i cosidetti "pseudomondi".
Considerato che Ubik è stato scritto, più o meno, una decina di anni dopo, è molto probabile che sia così, che questo romanzo abbia anticipato il capolavoro di Dick.
Arriviamo alle tematiche: di cosa ci vuole parlare Dick in questo romanzo?
E' fin troppo semplice capirlo, ogni mondo creato da un personaggio del romanzo rappresenta le paure, le angosce e le paranoie da cui ogni persona può essere afflitta.
L'occhio nel cielo è psicoanalisi in formato fantascientifico.
Ogni pseudomondo ha poi le proprie micro-tematiche: dalla religione all'infedeltà, dalla paura alla politica.
Quest'ultimo elemento è un altra grande tematica del romanzo.
L'opera è stata scritta e pubblicata durante la guerra fredda, e questo si sente tantissimo.
Ogni riga del romanzo è impregnata delle paure che derivarono dalle tensioni che vi erano fra USA e URSS.

By Ivan
From Hell

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