martedì 5 maggio 2015

La mano sinistra di Dio - Jeff Lindsay




"Tutto richiamava al Bisogno. Oh, lo stridore sinfonico di mille voci nascoste, il grido del Bisogno dentro me, l' entità, il guardiano silenzioso, la cosa calma e gelida, quello che ride mentre danza sotto la luna."

Sono stato un patito della serie tv "Dexter" che è andata in onda fino a qualche anno fa.
Era solo questione di tempo, quindi, ed avrei letto il romanzo da cui è stata tratta questa serie: "La mano sinistra di Dio" di Jeff Lindsay.
Ho deciso di far passare appositamente molto tempo, in modo da poter giudicare le differenze tra romanzo e trasposizione in maniera oggettiva.
La trama del romanzo è la prima stagione della serie tv quindi non mi ci soffermerei moltissimo, a parte alcune varianti come avviene sempre nelle trasposizioni.
Dexter è un tecnico della scientifica di Miami ed il suo compito è analizzare le macchie di sangue.
Dexter, però, ha una doppia vita: in segreto è un serial killer, ma con un codice d'onore... ovvero uccidere solo chi è un assassino come lui.
La sua vita verrà, però, sconvolta da un altro assassino che sembra essere a conoscenza del suo segreto.

Terminata la lettura posso dire che la caratteristica che più distingue serie da romanzo è la narrazione, qui totalmente in prima persona.
Questo porta ad un fattore positivo ed uno negativo.
Il fattore positivo è che in questo modo riusciamo ad entrare meglio nella mente malata di Dexter, insieme a lui ci caliamo nell'abisso di quello che potrebbe essere il modo di pensare di un killer.
Il fattore negativo è che altri personaggi, che nella serie erano ben caratterizzati, nel romanzo lo sono di meno.
Penso principalmente a Deborah/Debra Morgan, uno dei personaggi più importanti della serie, che qui non riesce ad esaltare come nella trasposizione.

Dal punto di vista stilistico la scrittura di Lindsay è molto semplice e lineare (non penso sia per forza un difetto, anzi) e ricca di humor nero, come dimostra questa citazione: "se non mi fate arrivare il giornale in orario, come potete pretendere che non vada in giro ad ammazzare la gente?"

In definitiva: un romanzo divertente e non impegnativo, da non perdere se, come me, si amano i thriller dove il protagonista è il cattivo, l'assassino.
Non ci son grosse tematiche di fondo, ma non è neanche nato con questa intenzione.
Forse ci troviamo di fronte ad uno dei rari casi in cui la trasposizione supera l'opera originale, ma non di molto.

By Ivan
From Hell

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