lunedì 13 aprile 2015

Lotteria dello spazio - Philip K. Dick



"Tu avevi paura di morire. Ora non sei più umano... non hai emozioni. È come se tu fossi già morto."

"Lotteria dello spazio" non è uno dei migliori romanzi del leggendario Dick, ma un suo lettore dovrebbe comunque leggerlo per curiosità, visto che si tratta del suo primo romanzo (pubblicato).
E proprio perché si tratta del suo primo romanzo (prima aveva pubblicato solamente racconti), presenta difetti di immaturità: in pratica l'idea è bella, ma poteva essere sviluppata molto meglio.

Dick affronta  una distopia: siamo nel 2202 e per governare il sistema solare è necessario vincere una lotteria.
Il punto è che questa lotteria non è una lotteria come la conosciamo noi, infatti si può dire che sia "truccata" in quanto i risultati sono il frutto di un equazione matematica.
Non solo, il governatore uscente (chiamato Quizmaster) può assoldare un killer per uccidere il nuovo governante e tornare al potere.
La distopia di Dick non finisce qua, in questa società le persone che fanno mestieri manuali sono considerate nullità ed ogni persona ha una particolare classificazione dalla quale dipende la propria dignità ed anche il diritto alla vita (chi non è classificato può essere ucciso, senza che al suo assassino venga inflitta alcuna pena).

Anche se si tratta del suo primo romanzo, sono già presenti molti elementi della narrativa Dickiana: ad esempio i simulacri e le tematiche sociali.
Qua Dick pone l'accento su vari problemi della società, come l'illusione di vivere in un sistema sociale che renda liberi (vedi la truffa della lotteria, che non è per niente casuale).
Altre tematiche riscontrabili sono la divisione fra le classi sociali e la precarietà, che costringe a creare un sistema non per forza giusto.
La tematica più importante, a mio vedere, è però la necessità di dipendere da qualcuno.
Mi spiego meglio: in questa distopia le persone comuni si legano, di loro spontanea volontà, ad altre persone più ricche e potenti.
Ad esempio un personaggio del romanzo dice: "Questa è la cosa più preziosa che abbiamo. La lealtà tra di noi, tra protettori e servi".
Quindi la paura della solitudine, secondo Dick, ci rende assoggettati ad altre persone.

By Ivan
From Hell

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