domenica 8 marzo 2015

Ubik - Philip K.Dick



"Da quando in qua - disse Don Denny a Francesca Spanish - hai bisogno di droghe psichedeliche per allucinarti? Tutta la tua vita è un allucinazione ad occhi aperti."


Dick diceva di non capire Ubik, diceva anche che degli intellettuali francesi avevano tentato di spiegarglielo, senza riuscirci.
Ovviamente la sua era una battuta, però questo non toglie che Ubik sia uno dei più difficili e filosofici romanzi di Dick.
Un altra cosa che si dice di questo romanzo è che il suo autore l'abbia scritto in un periodo in cui si faceva pesantemente di sostanze stupefacenti.
Ora, è un dato certo che la nomea di drogato che aveva Dick sia stata ampiamente pompata da giornalisti, biografi, etc... però è anche vero che, in effetti, il romanzo in questione è grottesco e surreale, come potrebbe essere un trip.
Con Ubik entriamo in un mondo dove telepati leggono nella mente delle persone per carpire informazioni, dove per contrastarli esistono agenzie specializzate. Un mondo dove esistono semivivi, un mondo dove le porte non ti fanno uscire di casa se non paghi e dove presente e passato si intrecciano continuamente.

Uno scorcio di trama: Joe Chip lavora in una delle agenzie il cui scopo è preservare la mente delle persone, l'agenzia del signor Runciter.
Joe Chip è in bolletta, cosa facile in un mondo dove tutto si paga (stupendo il passo in cui vi è il litigio fra lui e la sua porta di casa che non vuole aprirsi, a meno che Joe non la paghi).
Chip conosce una strana donna, Patricia,  che ha un potere tutto particolare, e la fa assumere nella  agenzia in cui lavora.
Quindi i due, ed altri telepati, partono per una missione.
Una missione che si rivelerà catastrofica e che sarà il motore della storia.

Il romanzo presenta più tematiche.
Abbiamo, come al solito nei romanzi di Dick, una figura femminile fortemente negativa: è Patricia,una donna fredda ed inquietante. 
Attraverso di lei l'autore ci parla delle difficoltà che ha avuto nel comprendere le donne, durante l'arco della sua vita.
Un altra tematica è quasi profetica, quella della minaccia alla nostra privacy.
Il romanzo è stato pubblicato nel 69, oggi le minacce alla privacy sono un problema di tutti i giorni a causa delle moltissime "tracce" che lasciamo su internet.
Insomma, Dick ha anticipato queste problematiche contemporanee, e le ha anticipate una cinquantina di anni fa.
Altra tematica è la critica al consumismo, veicolata in due modi: dal fatto che nel mondo di Ubik tutto si debba pagare e dai piccoli spot pubblicitari che appaiono all'inizio di ogni capitolo.

Ma la tematica madre del romanzo è un altra: la tematica del romanzo è la morte.
Le persone che sono sul punto di morire vengono messe in una sorta di semivita, in questo stato possono continuare per un periodo di tempo a vivere cerebralmente, nonostante il loro corpo sia morto, ed a dialogare telepaticamente con i propri cari.
Inoltre, ed ancora più importante, il romanzo sposa la filofia del "e se fossimo morti senza saperlo?", possiamo dire che sia su questo concetto che poggia tutta la storia.
I protagonisti della storia vivono fino all'ultimo nell'incertezza, l'incertezza di essere vivi o morti.


By Ivan
From Hell

2 commenti:

  1. E ora mi leggo il libro. Ottimo articolo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per il commento, e sul libro... vedrai che ne varrà la pena ;)

      Elimina