giovedì 5 febbraio 2015

Ultime notizie dall'America - J.G.Ballard




"Mi rendo conto come le religioni siano sempre cominciate nel deserto, che è come un'estensione della propria mente. Lungi dall'essere un vuoto sregolato, ogni roccia, ogni cactus, ogni roditore o cavalletta sembra far parte di un unico cervello, di un magico mondo ove tutto è possibile."

Sembra proprio che a Ballard gli scenari post-apocalittici piacessero proprio, si può senza dubbio dire che abbia fatto scuola nel genere.
Con questo romanzo, "Ultime notizie dall'America", nel 1981 James torna al genere che lo lanciò negli anni 60 con la celebre quadrologia degli elementi, ovvero la fantascienza post-apocalittica.
Questa volta sono gli USA a farne le spese, questa nazione viene devastata da Ballard: prima  a causa di una forte crisi economica che la mette in ginocchio, poi in seguito a dei cambiamenti climatici (causati dall'uomo) che rendono il territorio desertico e quasi disabitato.
Le uniche persone rimaste si organizzano in tribù e si danno i nomi dei vecchi prodotti di consumo che, tempo addietro, avevano reso ricca l'America (ad esempio Big Mac e 7up)
Il protagonista, Wayne (non si chiama così a caso), è un clandestino di una nave che parte dall'Europa per andare in spedizione in quello che, una volta, era lo stato che dominava il mondo.
La nave si chiama simbolicamente Apollo, metaforicamente è come se si risbarcasse nuovamente sulla luna.
Wayne ha un sogno: ricostruire quello che una volta era il sogno americano, sogno americano che ora è infranto, morto.

E' proprio su quest'ultimo punto che si concentra il romanzo.
Ballard non devasta solo gli USA territorio, Ballard devasta il modo di pensare, il modo di fare economia e di vivere che l'america imponeva in quegli anni, ed anche i suoi simboli.
Ricordiamoci che il romanzo è stato scritto negli anni 80, ovvero il decennio di espansione massima, sia economica che culturale, degli Stati Uniti.
Già ne "La mostra delle atrocità" Ballard non era stato morbido con i simboli americani, qui forse è ancora più duro: molto potente, a tal proposito, il passo in cui vi è la Statua della Libertà crollata in mare e scambiata per una statua raffigurante una sirena.

Insomma, se volete addentrarvi in un coast to coast un po' diverso, che attraversi gli USA, ma devastati e post apocalittici, leggetevi questo romanzo che vi regalerà momenti grotteschi, deliranti e surreali, come d'altronde prevede lo stile ballardiano.
L'unica pecca che ho riscontrato, che non lo fa elevare a capolavoro, probabilmente è il finale troppo macchinoso.
Peccato.

By Ivan
From Hell

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