giovedì 12 febbraio 2015

Confessioni di un artista di merda - Philip K.Dick


"Io sono fatto d’acqua. Non ve ne potete accorgere perché faccio in modo che non esca fuori. Anche i miei amici sono fatti d’acqua. Tutti quanti."

Non avevo mai letto un romanzo realista di Dick, sapevo che ne aveva scritti e che nessun editore, ai tempi, li accettava perché da questo autore volevano solo ed esclusivamente "fantascienza"
In realtà Dick aspirava alla lettteratura realista, tanto da definire ciò che scriveva non fantascienza, ma "surrealismo di confine"
L'impressione è che Dick volesse fare ciò che è riuscito a Ballard: usare la fantascienza all'inizio, ma poi staccarsene per diventare un autore a tutto tondo, non confinato nei limiti di un genere.

I protagonisti principali di questo romanzo sono tre:
- Jack Isidore, una persona che definiremmo stramba. Crede a teorie pseudo-scientifiche ed a scuola era convinto che il suo professore fosse un gallo. Pensa di essere più intelligente della media, in realtà è solo un pazzo. E' lui l'artista di merda di cui si parla nel titolo del romanzo.
- Fay è sua sorella, una donna bella ed in forma, affascinante e cordiale, però... però è terribilmente egoista, un egoismo quasi infantile, e questo la porta a servirsi delle altre persone, come fossero marionette al suo servizio.
- Charley è il marito di lei, ricco ma burbero ed ignorante. Insofferente nei confronti della moglie, e questa sua insofferenza sarà il motore della vicenda.

Fra le tematiche spicca il rapporto complicato che ebbe Dick con le donne (si sposò ben cinque volte), e questa tematica è ben espressa nel personaggio fortemente negativo di Fay.
Le altre tematiche sono le classiche di Dick, come la pazzia, il distacco dalla realtà, l'insofferenza a questa realtà.
Insomma, Dick ci parla di tutto ciò di cui di solito ci parla nei suoi romanzi, con la differenza che qui non lo fa con un romanzo di fantascienza, ma postmoderno.
Si, quest'opera ci mette in chiaro come Dick possa essere ascritto a pieno diritto nella lista degli autori postmoderni.
Questa storia potrebbe essere stata tranquillamente scritta da un DeLillo o da un Palahniuk.
Anche dal punto di vista stilistico ci troviamo di fronte ad un romanzo postmoderno: la narrazione non è coerente, ma si sposta continuamente da terza persona a prima.
Non solo, quando siamo in prima persona non è mai lo stesso personaggio che parla: a volte è Jack, a volte Fay, a volte Charlie, etc...

Gran bel romanzo, un romanzo da leggere sia se si è fan di Dick sia se non lo si è.
Questo perché il fatto che non vi sia della fantascienza può portare ad apprezzare un autore che magari, se non piace il genere, non avreste apprezzato.

By Ivan
From Hell

P.S. Vorrei mettervi al corrente del mio gruppo Facebook su Dick : https://www.facebook.com/groups/828865497150544/

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