domenica 18 gennaio 2015

Cabal - Clive Barker

 
"Tu non sei un Notturno, -  lo accusò,  -  tu sei carne. Ecco che cosa sei. Carne per la bestia."

Prima di Cabal non avevo mai letto nulla di Barker, lo conoscevo soltanto come regista.
Barker, però, è principalmente uno scrittore, ed era veramente uno scandalo che un appassionato di letteratura horror, come me, conoscesse questo autore solo per la sua occupazione secondaria e non per quella principale.
Così mi sono messo a leggere "Cabal"

Aroon Boone, il protagonista, è un depresso e con dei problemi con la sua ragazza (problemi che non vengono spiegati bene, ma che possono essere facilmente intuiti).
Aroon Boone è in cura da uno psicologo e, sotto ipnosi, rivela di essere stato autore di alcuni crudeli omicidi.
Quando questa verità viene fuori Boone ne rimane abbastanza scosso e decide di uccidere la bestia che si trova dentro di lui nel modo più semplice, togliendosi la vita.
Il suicidio, però, non va a buon fine e Boone si ritrova in ospedale dove, grazie ad un matto di nome Narcisse, sente parlare di Midian.
Midian è un posto dove i mostri come Boone sono ben accolti.
Boone va quindi alla ricerca di questo posto e lo trova, ma quando arriverà a Midian scoprirà che, in questa comunità, i mostri non sono solo quelli dentro l'uomo.

Midian mi ha ricordato tantissimo la Innsmouth di Lovecraft, ma più inquietante e cupa. 
Una versione più estrema di Innsmouth, insomma.
Oltre a Lovecraft, un altra influenza che ho sentito in questo romanzo è di una fiaba molto famosa: "La bella e la bestia"
Io penso che Cabal sia un po' una versione horror della famosa fiaba, non so se sono l'unico ad averlo notato, ma non credo.

Andando avanti nella lettura del romanzo si sarebbe portati a credere di essere di fronte ad una di quelle storie dove i mostri sono più buoni degli esseri umani, io non credo che sia proprio così.
Io penso che, in questa storia, i mostri siano esattamente come gli esseri umani: hanno la loro parte buona ed anche con la loro parte cattiva.
A volte compassionevoli, a volte crudeli.

Dal punto di vista stilistico Barker ha una scrittura elaborata e ricca di metafore, ad esempio: "Il sole spuntò come una striptease, celando le sue glorie dietro una nube fino a far temere che non ci sarebbe stato show, per poi sfogliare le sue vesti a una a una."
Nonostante questo stile articolato la lettura non risulta difficile, ma comunque scorrevole.


Concludo dicendo che non si tratta di una lettura per stomaci deboli.
Barker è molto splatter, come dimostra questo passo: "Serrò il pugno e i suoi artigli penetrarono nella gola di ...... Poi tirò. Trachea ed esofago vennero alla luce in un getto di sangue."

By Ivan
From Hell

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