venerdì 5 dicembre 2014

Il mondo sommerso - J.G. Ballard



"Se non ritorneremo nella giungla, porteremo sempre la cravatta"

Eccomi a parlare del secondo romanzo del ciclo post-apocalittico di Ballard, del primo romanzo "Vento dal nulla" ne ho parlato QUI
Iniziamo con un abbozzo di trama, come al solito non troppa per non togliere il piacere di leggere a chi deciderà di immergersi (termine usato non a caso) in questo romanzo.
"Il mondo sommerso" o "Deserto d'acqua", dipende dalle edizioni, narra di un mondo completamente sommerso dall'acqua, come si può ben intuire dal titolo.
La storia parte dopo la catastrofe naturale che ha portato a questo scenario, questa ci viene  descritta sommariamente, non  narrata nei dettagli.
La catastrofe in questione è la più plausibile che sarebbe potuta venire in mente ad ogni scrittore: aumento temperature, scioglimento poli e violente piogge tropicali.
L'originalità di questo romanzo non sta nella trama ma risiede in altro, che dirò più avanti.
Le uniche zone non completamente sommerse, dove gli umani possono vivere, sono diventate lagune ed il clima è ormai tropicale dappertutto, con giungle e grossi rettili affamati, insomma il paesaggio è diventato giurassico.
Sopra quella che una volta era Londra vive un insediamento di persone, questo gruppo decide di lasciare la zona per andare più a nord, visto che sia il livello dell'acqua che la temperatura sta aumentando.
Tre persone però si ribellano a questo spostamento e decidono di rimanere nella loro laguna, si tratta di Robert, Beatrice ed il vecchio Bodkins.

Questi tre personaggi decidono di restare, nonostante tutti i pericoli che una vita solitaria possa portare in un mondo come quello descritto dal romanzo. Perché decidono in tal modo?
Qui sta' l'originalità del romanzo: mentre nei romanzi post apocalittici i personaggi principali sono in genere terrorizzati dal nuovo habitat, qui invece provano un amore quasi morboso verso questo.
In tutti i romanzi post-apocalittici che ho letto è l'antagonista, di solito, ad avere questa caratteristica, a voler sfruttare le nuove condizioni ambientali.
Invece in "Il mondo sommerso" il ruolo è invertito: l'antagonista, che arriverà più tardi nel romanzo, cerca di rimettere a posto le cose, mentre sono i protagonisti a non volere il mondo di prima.
Perché? Perché i protagonisti sono talmente affascinati da questo mondo? Perché non vogliono costruire una nuova civiltà, vogliono tornare indietro nella natura.
Non avanti, ma indietro, fino a tornare ad essere un uomo preistorico.
E' questo che, inconsciamente, desiderano i protagonisti del romanzo.

Ogni volta che leggerete qualcosa di Ballard noterete che questo scrittore parla dell'io-interiore e delle sue pulsioni, anche qui non fa eccezione.
Dal punto di vista stilistico c'è poco da dire: Ballard SA scrivere, la sua prosa è pulita e non appesantisce neanche quando si dilunga nei dettagli, ma rapisce.

By Ivan
From Hell

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