martedì 18 novembre 2014

Echi Perduti - Joe R. Lansdale



"Vedi, non penso davvero di dimenticare, come fai tu. Io bevo per stordirmi, in modo tale da non avere nessuna esperienza"

Ennesimo post dedicato ad un romanzo di Lansdale e qualcuno potrebbe pensare che questo blog sia quasi interamente dedicato allo scrittore texano, il punto è che ogni volta che finisco un romanzo di Joe non riesco a  dire "carino", devo per forza pensare che sia fottutamente stupendo.
E' più forte di me, mi piace troppo il suo stile, il suo modo di raccontarti storie.
In mano a lui, niente è banale, neanche le storie più semplici.
Come fai a non innamorarti quando ti trovi di fronte a certe frasi: "Ero incazzato come un porco che avesse appena scoperto che una salsiccia era suo cugino"

Questo romanzo parla di un ragazzo, Harry, che in seguito ad una grave infezione all'orecchio riceve una maledizione: la maledizione di sentire, attraverso i rumori propragati dagli oggetti, il male di cui quegli oggetti sono stati testimoni.
Mi spiego meglio, se in passato una persona è stata uccisa su un "tavolo A", allora Harry riuscirà a vedere l'omicidio quando qualcuno batterà il pugno sul "tavolo A"
Harry non è per niente contento di questa sua capacità, lo fa divenire un timorato cronico ed un alcolizzato.
L'alcool, infatti, indebolisce il suo potere ed Harry inizia ad abusarne per non provare queste terribili esperienze.
Sulla strada della sua vita, per fortuna, troverà Tad. Un ubriacone come lui, ma un ubriacone vecchio.
Tra i due nascerà un amicizia ed insieme inizieranno un percorso per arrivare a smettere di bere, un percorso alla ricerca del loro "equilibrio", come dice Tad.

Andando avanti la storia prenderà la piega del thriller, ma bisognerà aspettare quasi metà romanzo perché questo accada, lo scopo del romanzo è un altro.
Lo scopo del romanzo è parlare della dipendenza da alcool? Si, ma non solo, il concetto è più vasto. Lansdale non vuole fare un sermone contro l'abuso di sostanze alcoliche, non sarebbe nel suo stile né tantomeno nei suoi progetti.
Lansdale non è moralista.
Lansdale vuole parlare della paura di vivere che hanno i protagonisti di questa storia, è da questa che deriva la loro dipendenza ed è contro questa che si scaglia lo scrittore, non contro la dipendenza in se.

By Ivan
From Hell

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