sabato 15 marzo 2014

Gang Bang - Chuck Palahniuk


"Non importa quanto lavori duro, o quanto diventi in gamba. Sarai sempre e soltanto ricordato per quell’unica scelta sbagliata."


Ok, questo non è il miglior romanzo di Palahniuk, a dir la verità è considerato fra i peggiori.
A me, però, non è dispiaciuto affatto. Nonostante sia ben consapevole della sua oggettiva mediocrità.
In fondo, pensiamoci bene: chi poteva avere l'idea di sviluppare un intero romanzo in una sala d'aspetto di un film porno? Solo una persona, questa persona è Chuck Palahniuk.
Diciamo che anche se il romanzo non è fra i migliori, l'idea è sicuramente da premiare.
Se poi leggiamo il romanzo, andando oltre la sua brutta fama, scopriamo che la vicenda ci accompagna piacevolmente fino all'ultima riga. Scopriamo che non è poi così brutto come dicono.

La vicenda è quella di Cassie Wrigt, un'attrice porno che è ormai arrivata a fine carriera e vuole entrare nella leggenda.
Lo vuole fare battendo il record di gang bang (600 uomini), ma non solo: vuole morire appena terminato il record, secondo lei solo in tal modo rimarrà veramente nella leggenda.
Il tutto ci viene raccontato tramite il punto di vista di quattro personaggi:
- Il numero 137, un ex star della televisione che ancora non ha capito bene il suo orientamento sessuale.
- Il numero 72, un ragazzo convinto di essere il figlio rinnegato da Cassie e concepito durante il primo film porno della attrice (ovviamente non spoilero se la sua convinzione sia giusta od errata)
- Il numero 600, un famoso attore porno.
- Sheila, colei che ha organizzato questo leggendario evento.
Naturalmente, essendo un romanzo di Chuck, nulla è come sembra e non tutto ciò che sembra chiaro all'inizio sarà per forza la realtà delle cose.

Di solito Palahniuk è un autore che, all'interno dei propri romanzi, inserisce sempre delle critiche sociali, da questo punto di vista il romanzo ne è un po' carente.
D'altra parte i personaggi sono perfetti "eroi" alla Palahniuk, ovvero gente senza né arte né parte, gente che spicca tantissimo per i propri difetti, gente che non vorremo mai essere.
Diciamo che è un romanzo più "intimista" e meno "sociale", rispetto a quello a cui Chuck ci aveva abituato.

By Ivan
From Hell

Nessun commento:

Posta un commento