mercoledì 26 febbraio 2014

Non buttiamoci giù - Nick Hornby



"Fermatemi, per favore. Vi prego, aiutatemi. Trasformatemi in un tipo di persona con la voglia di vivere, quella persona che magari sente mancare qualcosina. Una persona che può dire: Mi spetterebbe un po' di più che questo. Non tanto, di più: solo qualcosa appena sufficiente, invece che non proprio sufficiente. Perchè è questo che il motivo se stavo lì sopra... che non c'erano abbastanza motivi per fermarmi."


Nella notte di capodanno quattro persone, molto diverse fra di loro e senza nessun apparente punto in comune, si ritrovano sul tetto di un palazzo di Londra.
Quel palazzo ha la nomitata di "Casa dei suicidi", dal soprannome di questo palazzo si capisce il perché questi quattro si sono trovati lassù.
Ognuno di loro vuole togliersi la vita per motivi diversi:
- Martin è un uomo di spettacolo, è stato in galera per aver fatto sesso con una minorenne e da allora la sua carriera (e la sua vita personale) è andata in malora.
- Maureen è una donna condannata ad una vita di privazioni a causa di suo figlio che è in perenne stato vegetativo.
- JJ è un musicista fallito che non ha mai avuto un piano di riserva che non sia la musica, ed ora fa il portapizze.
- Jesse è una odiosa e sboccata ragazza che riesce sempre a dire la cosa sbagliata nel momento sbagliatissimo, vuole togliersi la vita per una delusione amorosa (ma sotto c'è di più).
Questi quattro inizieranno a fare gruppo e decideranno di posticipare il loro suicidio nella giornata di San Valentino, in quanto questo insolito affollamento ha rotto qualcosa... il momento catartico.
Ma di acqua sotto i ponti ne passerà... e non dico altro per non togliervi il piacere di leggere questo romanzo.

Si tratta di una commedia nera che vuole affrontare un argomento molto delicato che, nella maggiorparte dei casi, dovrebbe risultare ostico e non certo di facile lettura, ed è qui che sta la bravura di Hornby!
Quando leggi questo romanzo non ti viene voglia di tagliarti le vene, Nick scrive con un ironia  tale che non devi essere un depresso per apprezzare questa storia.

Non vi è un unica voce narrante, i punti di vista dei vari protagonisti si alternano e qui l'autore si rivela di nuovo molto bravo: facendo così si rischierebbe di avere più personaggi che parlano e pensano allo stesso modo, intravvedere l'autore in tutti i protagonisti della vicenda in pratica, Hornby riesce a non inciampare in questo errore.
Dopo aver letto metà romanzo potreste anche cancellare le intestazioni che segnalano quale personaggio sta parlando,  riuscireste comunque a capire di chi state leggendo.

Un romanzo che consiglio, senza dubbio.
Un romanzo che prende un tema delicato come il suicidio e ne parla senza scadere nella morbosità.

By Ivan
From Hell

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