sabato 27 dicembre 2014

La svastica sul sole - Philip K. Dick


 
"Siamo tutti insetti che brancolano verso qualcosa di terribile o di divino"

Quando si parla de "La svastica sul sole" di Dick si parla di uno degli esempi meglio riusciti di ucronia, prima di parlare di questo romanzo, quindi, bisogna un attimo spiegare, a chi non lo sapesse, di cosa si tratta.
L'ucronia è una realtà alternativa in cui un qualche evento del passato è andato diversamente da come lo conosciamo noi e questo, quindi, ha modificato la contemporaneità.
In questo caso specifico i nazisti ed i giapponesi hanno vinto la seconda guerra mondiale, non gli americani, e si sono spartiti tutto il mondo.

Il romanzo è ambientato nella parte di Stati Uniti controllata dai Giapponesi, la west coast, che è un po' indietro rispetto alle zone occupate dai tedeschi, questo perché i tedeschi sono economicamente più forti grazie ad un maggiore sviluppo dei poliesteri e si stanno apprestando a conquistare tutto il sistema solare.
I giapponesi, in compenso, sembrano avere una maggiore considerazione dei popoli che occupano, infatti sono appassionati di oggetti di antiquariato americano e sono disposti a spendere molti soldi per questi.
Sono cinque i personaggi principali di questo romanzo:
- Childan ha un negozio di antiquariato, la sua clientela è formata esclusivamente da ricchi giapponesi.
- Frink è un ebreo e per questo può vivere solo nei territori occupati dai giapponesi, ma deve comunque nascondere le sue origini.
- Tagomi, un funzionario giapponese che poco sopporta i tedeschi.
- Bayness, un uomo d'affari svedese che nasconde un segreto.
- Juliana, ex moglie di Frink e conoscitrice delle arti marziali.
Questi personaggi hanno in comune l'essere insoddisfatti, il farsi domande a cui non sanno dare risposte (e ricorrono ad un oracolo per averle) ed il fatto che tutti e cinque verranno coinvolti in giochi di potere più grandi di loro.
Oltre ai personaggi vi è un oggetto che è molto importante in questa storia, un romanzo: "La cavalletta non si rialzerà più".
La presenza di questo romanzo è interessante non solo perché si tratta di un libro dentro un libro, ma anche di un ucronia dentro un ucronia visto che tratta di un mondo in cui i nazisti hanno perso la storia, un mondo esattamente come il nostro. 
Quindi, mentre per noi l'ucronia è "La svastica sul sole", per i personaggi di questo romanzo l'ucronia è "La cavalletta non si rialzerà più", ovvero il nostro mondo.

Come in tutti i romanzi di Dick anche in questo vi sono digressioni filosofiche sulla vita, sulla religione e sulla società, tutto ciò è veicolato attraverso i dialoghi ed i pensieri dei personaggi.
Concludo dicendo che, quando si scrive di una realtà alternativa, bisogna stare molto attenti a renderla fattibile, noi lettori dovremmo pensare: "si, questo mondo non esiste, ma è comunque un mondo fattibile" e Dick riesce molto bene a rendere questo.

By Ivan
From Hell

venerdì 5 dicembre 2014

Il mondo sommerso - J.G. Ballard



"Se non ritorneremo nella giungla, porteremo sempre la cravatta"

Eccomi a parlare del secondo romanzo del ciclo post-apocalittico di Ballard, del primo romanzo "Vento dal nulla" ne ho parlato QUI
Iniziamo con un abbozzo di trama, come al solito non troppa per non togliere il piacere di leggere a chi deciderà di immergersi (termine usato non a caso) in questo romanzo.
"Il mondo sommerso" o "Deserto d'acqua", dipende dalle edizioni, narra di un mondo completamente sommerso dall'acqua, come si può ben intuire dal titolo.
La storia parte dopo la catastrofe naturale che ha portato a questo scenario, questa ci viene  descritta sommariamente, non  narrata nei dettagli.
La catastrofe in questione è la più plausibile che sarebbe potuta venire in mente ad ogni scrittore: aumento temperature, scioglimento poli e violente piogge tropicali.
L'originalità di questo romanzo non sta nella trama ma risiede in altro, che dirò più avanti.
Le uniche zone non completamente sommerse, dove gli umani possono vivere, sono diventate lagune ed il clima è ormai tropicale dappertutto, con giungle e grossi rettili affamati, insomma il paesaggio è diventato giurassico.
Sopra quella che una volta era Londra vive un insediamento di persone, questo gruppo decide di lasciare la zona per andare più a nord, visto che sia il livello dell'acqua che la temperatura sta aumentando.
Tre persone però si ribellano a questo spostamento e decidono di rimanere nella loro laguna, si tratta di Robert, Beatrice ed il vecchio Bodkins.

Questi tre personaggi decidono di restare, nonostante tutti i pericoli che una vita solitaria possa portare in un mondo come quello descritto dal romanzo. Perché decidono in tal modo?
Qui sta' l'originalità del romanzo: mentre nei romanzi post apocalittici i personaggi principali sono in genere terrorizzati dal nuovo habitat, qui invece provano un amore quasi morboso verso questo.
In tutti i romanzi post-apocalittici che ho letto è l'antagonista, di solito, ad avere questa caratteristica, a voler sfruttare le nuove condizioni ambientali.
Invece in "Il mondo sommerso" il ruolo è invertito: l'antagonista, che arriverà più tardi nel romanzo, cerca di rimettere a posto le cose, mentre sono i protagonisti a non volere il mondo di prima.
Perché? Perché i protagonisti sono talmente affascinati da questo mondo? Perché non vogliono costruire una nuova civiltà, vogliono tornare indietro nella natura.
Non avanti, ma indietro, fino a tornare ad essere un uomo preistorico.
E' questo che, inconsciamente, desiderano i protagonisti del romanzo.

Ogni volta che leggerete qualcosa di Ballard noterete che questo scrittore parla dell'io-interiore e delle sue pulsioni, anche qui non fa eccezione.
Dal punto di vista stilistico c'è poco da dire: Ballard SA scrivere, la sua prosa è pulita e non appesantisce neanche quando si dilunga nei dettagli, ma rapisce.

By Ivan
From Hell

giovedì 27 novembre 2014

Le ultime 5 ore - Douglas Coupland



 
"E' il contante a definirci in quanto specie. Nient'altro in tutto l'universo ha i soldi"


Nella mia ricerca di uno stile simile a quello di Palahniuk ed Ellis mi sono imbattuto in Douglas Coupland.
Devo dire che è vero ciò che ho letto in rete, lo stile di questo scrittore canadese è molto simile a quello degli scrittori sopra citati: uno stile minimalista, crudo, senza fronzoli, proprio come piace a me.
Un tipo di letteratura dove non è il narratore a spiegare, lo scopo del romanzo va estratto dai dialoghi e dai pensieri dei protagonisti.
E chi sono i protagonisti di questo romanzo? Sono cinque persone molto diverse fra loro, ma con un punto in comune: aver fallito, fin'ora.
Queste cinque persone si ritrovano chiuse in un bar di un aeroporto, mentre il mondo fuori va verso il collasso a causa di una enorme crisi petrolifera.
Li descriverò questi personaggi, perché la loro caratterizzazione è molto importante ai fini del romanzo:
- Karen è una madre single, si ritrova nel bar perché deve incontrare una persona conosciuta via internet, ha fallito nella vita sentimentale.
- Rick è il barista ed ex-alcolizzato, durante il corso del romanzo scopriremo che il suo fallimento riguarda la sua vita lavorativa e famigliare.
-  Luke è un pastore che non crede più in dio ed è scappato con i soldi della propria parrocchia, quindi fallito dal punto di vista morale ed ideologico.
- Rachel è una ragazza un po' fuori di testa, vive fuori dal mondo a causa di un deficit percettivo del sistema nervoso, non capisce le persone e non riesce ad avere emozioni. Anche se non a causa sua, possiamo dire che è fallita dal punto di vista sociale.
- Giocatore Uno è un misterioso personaggio che non fa altro che osservare gli altri personaggi, non interagisce e gli altri non sembrano sapere della sua presenza. Sembra essere onnisciente e non è caratterizzato.

Attraverso i dialoghi ed i pensieri di questi personaggi, l'autore snocciola le varie tematiche del romanzo come la religione, la morte, le ambiguità delle società ed il tempo.
E' su quest'ultima tematica che vorrei soffermarmi, perché penso che sia la principale e perché è quella che mi ha colpito di più.
Il tempo che passa troppo velocemente e le persone che non riescono a starci dietro, arrivando fino al punto in cui si accorgono di aver sprecato tutte le proprie opportunità di fare qualcosa nella vita, è questo, secondo me, ciò di cui ha voluto parlare Coupland in questo romanzo.
A sostegno della mia tesi ci sono alcune frasi dei protagonisti :
"A vent'anni capisci che non sarai mai una rockstar, a venticinque capisci che non diverrai mai un professionista, a trenta cominci a chiederti se sarai mai solo realizzato ed a trentacinque capisci cosa farai per il resto della tua vita e ti rassegni"

"Ho dovuto fare i conti con la certezza che la mia occasione di combinare qualcosa di grosso nella vita se n'era andata"

La tematica "tempo" è scandita anche nel titolo stesso dell'opera, le ultime cinque ore sono le ultime del mondo da noi conosciuto.

By Ivan
From Hell

martedì 18 novembre 2014

Echi Perduti - Joe R. Lansdale



"Vedi, non penso davvero di dimenticare, come fai tu. Io bevo per stordirmi, in modo tale da non avere nessuna esperienza"

Ennesimo post dedicato ad un romanzo di Lansdale e qualcuno potrebbe pensare che questo blog sia quasi interamente dedicato allo scrittore texano, il punto è che ogni volta che finisco un romanzo di Joe non riesco a  dire "carino", devo per forza pensare che sia fottutamente stupendo.
E' più forte di me, mi piace troppo il suo stile, il suo modo di raccontarti storie.
In mano a lui, niente è banale, neanche le storie più semplici.
Come fai a non innamorarti quando ti trovi di fronte a certe frasi: "Ero incazzato come un porco che avesse appena scoperto che una salsiccia era suo cugino"

Questo romanzo parla di un ragazzo, Harry, che in seguito ad una grave infezione all'orecchio riceve una maledizione: la maledizione di sentire, attraverso i rumori propragati dagli oggetti, il male di cui quegli oggetti sono stati testimoni.
Mi spiego meglio, se in passato una persona è stata uccisa su un "tavolo A", allora Harry riuscirà a vedere l'omicidio quando qualcuno batterà il pugno sul "tavolo A"
Harry non è per niente contento di questa sua capacità, lo fa divenire un timorato cronico ed un alcolizzato.
L'alcool, infatti, indebolisce il suo potere ed Harry inizia ad abusarne per non provare queste terribili esperienze.
Sulla strada della sua vita, per fortuna, troverà Tad. Un ubriacone come lui, ma un ubriacone vecchio.
Tra i due nascerà un amicizia ed insieme inizieranno un percorso per arrivare a smettere di bere, un percorso alla ricerca del loro "equilibrio", come dice Tad.

Andando avanti la storia prenderà la piega del thriller, ma bisognerà aspettare quasi metà romanzo perché questo accada, lo scopo del romanzo è un altro.
Lo scopo del romanzo è parlare della dipendenza da alcool? Si, ma non solo, il concetto è più vasto. Lansdale non vuole fare un sermone contro l'abuso di sostanze alcoliche, non sarebbe nel suo stile né tantomeno nei suoi progetti.
Lansdale non è moralista.
Lansdale vuole parlare della paura di vivere che hanno i protagonisti di questa storia, è da questa che deriva la loro dipendenza ed è contro questa che si scaglia lo scrittore, non contro la dipendenza in se.

By Ivan
From Hell

lunedì 3 novembre 2014

La casa d'inferno - Richard Matheson


"...mi dica se c'è o meno un aldilà. Fatti."

Un eccentrico miliardario, in fin di vita, assume uno scienziato e due medium per sapere se vi è qualcosa dopo la morte.
Per trovare le prove di cui hanno bisogno i tre (più la moglie dello scienziato) andranno nella celebre "Casa d'Inferno", ovvero la casa infestata più pericolosa di tutta l'america.
Questa enorme casa era di proprietà di un certo Belasco, costui si chiuse dentro la casa assieme ai suoi ospiti ed iniziò a compiere un vero e proprio studio sul male.
Quella casa iniziò a divenire luogo di omicidi, necrofilia, perversioni di tutti i tipi e cannibalismo.
Fu tutto questo male a far diventare la casa, una volta morti tutti i suoi abitanti, il pericoloso luogo che i protagonisti affronteranno nel romanzo.

Come si può capire dalla trama ci troviamo di fronte ad un classico romanzo horror ambientato in una casa stregata.
Visto questo, direte voi, perché bisognerebbe leggere questo romanzo?
Bisognerebbe leggerlo perché a volte non è la trama a fare un bel romanzo, a volte vi sono romanzi con trame banali che sono comunque stupendi grazie al modo in cui vengono raccontati.
E questo è uno di quei casi, la trama è semplice e già vista e l'autore non affronta tematiche altissime, ma si tratta un stupendo romanzo di intrattenimento.
La cosa migliore di questo romanzo è che riesce in pieno nell'obbiettivo principale che dovrebbe avere un buon romanzo dell'orrore: fare paura.
Si, "La casa d'inferno" fa paura, inquieta, vi è un senso di pericolo imminente che pervade anche i passi del romanzo che dovrebbero essere più distensivi.
Il romanzo ha anche un lato erotico ed anche questo risulta ben scritto, ben funzionante e pertinente alla storia.
Per intenderci: Matheson non ha messo tette e culi così a caso, come fanno in parecchi, giusto per rendere il romanzo più torbido.
Tallone d'Achille della storia è il finale, troppo inferiore rispetto a tutto ciò che viene prima, ma nonostante questo ho finito di leggerlo con soddisfazione.

By Ivan
From Hell 

mercoledì 22 ottobre 2014

Lasciami entrare - John Ajvide Lindqvist





“Ho dimenticato come si fa ad avere freddo”

Penso che sia quasi inutile descrivere la trama di questo romanzo, visto il grande successo che ha avuto. Comunque, a grandi linee, lo farò.
Oskar è un ragazzo debole ed insicuro, una preda facile per i bulli della scuola che lo perseguitano con scherzi sempre più pesanti.
Oskar reagisce solo passivamente a questi soprusi, ovvero con piccoli furti ed una fantasia macabra: sogna di essere un feroce killer che uccide proprio quelle persone che lo trattano male nella vita reale.
Le cose inizieranno a cambiare quando nel quartiere di Oskar arriveranno una strana bambina che esce solo di notte, dal nome Eli, ed il suo accompagnatore, Hakan.
Oskar, finalmente, sembra aver trovato un amicizia sincera, ma tutto è diverso da come sembra: Eli è in realtà un vampiro, ma non è questo l’unica cosa diversa dalle apparenze, Eli non sembra essere neanche del tutto una femmina.

Sin dalle prime pagine si capisce subito che il vampirismo è solo un pretesto, l’autore usa l’horror ed il mito del vampiro per parlare di altro.
L’autore vuole parlare dei problemi delle persone che non riescono ad integrarsi nella società, e non mi riferisco solo ad il piccolo Oskar; nel corso del romanzo ci saranno alcolisti, matti, poveri, ladri, etc… tutte persone emarginate, insomma.
E’ di queste persone che vuole parlare Lindqvist.
Ma il tema degli emarginati non è l’unico di cui il romanzo vuole parlare, il romanzo vuole parlare di problematiche sociali come la pedofilia: il rapporto che ha Hakan con Eli è morboso e, più avanti nella storia, scopriremo che l’uomo è stato già denunciato per pedofilia.
A questo proposito, veramente struggente uno dei primi capitoli in cui l’autore ci parla di prostituzione minorile.
Nel romanzo si passa da questo tipo di tematiche ad altre di tipo completamente diverso, come la cementificazione selvaggia quando si parla del quartiere in cui vive Oskar.
Insomma, l'horror per Lindqvist è solo un contenitore, un modo avvincente per farci riflettere su cose che avvincenti non sono, per niente.

Dal punto di vista stilistico c’è poco da dire, lo scrittore svedese è bravo, la sua è una scrittura molto “avvolgente”, passatemi il termine, è difficile distrarsi dalla lettura.
Il romanzo è molto goth, molto oscuro, è come l’inverno svedese in cui è ambientato.
Consigliatissimo, un gran bel romanzo.

By Ivan
From Hell

lunedì 6 ottobre 2014

Sventura - Chuck Palahniuk



"Voi pre-morti dovete capire che noi post-vivi non siamo le vostre puttane. I morti hanno di meglio da fare che rispondere alle vostre stupidissime domande"


Il seguito di Dannazione ci ha messo quasi un anno intero per arrivare in Italia, rispetto all'uscita americana.
Ora, tutta questa attesa, è stata ben ripagata?
Mah....
Si, "mah..." è la reazione che ho avuto una volta arrivato alla fine di questo romanzo.
Mi spiego meglio: il romanzo parte bene, è sullo stesso stile del suo precedessore, Dannazione appunto, che a me era piaciuto.
Poi, però, dalla seconda metà inizia a perdersi.
La prima metà è ben ritmata, incalzante, mi ha fatto veramente sperare in un gran bel romanzo, la seconda, invece, non rispetta le promesse della prima e risulta lenta e noiosetta.
Ci sarà anche una terza parte, aspettiamola per poter giudicare in toto la trilogia di Madison.
Per ora Dannazione mi è piaciuto, mentre Sventura solo a metà.

Ora che ho dato il mio parere, soggettivo, analizziamo il romanzo.
Sventura parla, a detta dello stesso Palahniuk, della nostalgia dei genitori morti che, in questo periodo della sua vita, sta provando l'autore stesso; è in questa direzione che deve essere compresa tutta la trilogia infernale di Madison.
Infatti, proprio sui genitori di Madison questo romanzo si sofferma maggiormente, rispetto al precedente.
Scopriremo che, nonostante siano sempre i soliti ipocriti miliardari/ambientalisti/filantropi, alla fine non sono così male.
Madison, invece, che nel primo romanzo ci era apparsa così giusta (sembrava capitata all'inferno più per colpa delle situazioni che altro), così giusta non lo è.
Madison ha fatto le sue cattiverie in vita, e la sua dannazione ci appare più meritata.
C'è anche da dire che le colpe di Madison derivano dal desiderio di essere uguale agli altri adolescenti, e non una viziata figlia di miliardari.
Madison desidera ardentemente ricevere uno schiaffo, una punizione, che i suoi genitori non vogliono dare, in modo da rispettare la loro immagine di pacifisti.
Ma Madison è anche vittima di un disegno che appare prestabilito, un disegno per il quale il suoi genitori hanno creato una religione che si basa sull'essere maleducati ed offendere l'altra persona.
Madison dovrà porre ripari, altrimenti tutta l'umanità verrà condannata all'inferno a causa di questa religione.
Non tutti i mali, però, vengono per nuocere, infatti questa religione rende la terra un posto paradisiaco: pensateci bene, in un mondo dove offendere è giusto, nessuno se la prende per le offese ricevute, quindi i genitori di Madison creano un mondo senza liti.

Lo stile conferma alcune cose che già avevo notato col primo romanzo della trilogia: Chuck ha sostituito la critica feroce dei suoi primi lavori con l'humor ed il sarcasmo.
Prima si scagliava con rabbia contro gli aspetti della società che non gli piacevano, ora li deride.
Inoltre è meno minimalista, in alcuni passi del romanzo Palahniuk allunga chiaramente il brodo, come si suol dire, cosa che fino a qualche anno fa non avrebbe mai fatto.

Concludo dicendo che (chi ha letto già Palahniuk sa bene) i romanzi di questo scrittore non esulano dalla contemporaneità, ma anzi ci sguazzano per poterne fare una satira.
Ebbene, Sventura non fa eccezione: i capitoli non ci sono più, al loro posto abbiamo i post su Twitter e sui Blog personali dei protagonisti.

Chi volesse leggere anche la recensione della prima parte della trilogia di Madison, Dannazione, clicchi QUI.

By Ivan
From Hell

venerdì 26 settembre 2014

Il vento dal nulla - J.G. Ballard



"Simile a una giostra cosmica prossima alla fine della sua corsa, il
vento stava lentamente rallentando."


Dire che Ballard sia stato uno scrittore di fantascienza non sarebbe totalmente corretto, Ballard è stato ANCHE uno scrittore di fantascienza.
Ballard non si è mai fermato ad un genere preciso, tant'è che alcuni dei suoi romanzi più famosi come "Crash" e "La mostra delle atrocità" sono lontani da questo genere.
Fatto sta che autore di fantascienza lo è stato, e "Il vento da nulla" è un esempio della sua produzione fantascientifica.
Per essere precisi si ascrive a quel tipo di fantascienza che viene chiamata "fantascienza post-apocalittica", ovvero romanzi incentrati sulla fine della civiltà e sulla successiva resistenza dei sopravvissuti in un mondo devastato.
In questo caso ciò che causa la fine della civiltà è un vento, un vento che diventa sempre più forte e che, durante il corso del romanzo, supererà la velocità di 800 Kmh, devastando tutto.
Le storie di vari protagonisti si intrecceranno, mentre uno strambo miliardario si farà costruire una piramide, simbolo della sua resistenza contro la natura.

Ora, voglio essere franco: Ballard ha scritto opere migliori, se non avete mai letto il genio britannico vi consiglierei di partire da "Il Condominio" oppure "La mostra delle atrocità", romanzi più interessanti sia dal punto di vista narrativo, sia per il messaggio che l'autore ci vuole dare.
Però "Il vento dal nulla" andrebbe comunque letto per due motivi: 
1) Se vi piace Ballard perché è il suo primo romanzo e perché è un buon esempio della sua produzione fantascientifica.
2) Se vi piace la fantascienza post-apocalittica perché  questo romanzo è anche il primo di una serie sui disastri naturali (gli altri sono Il mondo sommerso, Terra bruciata e Foresta di cristallo) scritta da Ballard sull'argomento e che ha posto le basi per questo genere.

By Ivan
From Hell

sabato 13 settembre 2014

Toc Toc - Fredric Brown. Un post contro un ingiustizia.


"L'ultimo uomo sulla Terra sedeva da solo in una stanza. Qualcuno bussò alla porta"

Questo è un post contro una grossa ingiustizia letteraria.
Ogni volta che parlo di Stephen King con qualcuno tendo a sottolineare uno dei suoi più grossi difetti, ovvero la sua assoluta incapacità di sintesi.
Per tutta risposta, il lettore di King medio mi dice che non è vero, che se vuole King sa avere capacità di sintesi, che semplicemente non vuole e, come esempio, mi riporta un racconto di due righe che King si sarebbe inventato, in seguito ad una sfida lanciata da un giornalista.

Il racconto sarebbe questo:
"L'ultimo uomo sulla terra sedeva da solo in una stanza. Qualcuno bussò alla porta"

Bene, sarebbe un colpo di genio... se togliamo il fatto che QUEL RACCONTO NON E' DI KING.

Si tratta, infatti, di un racconto del 1948 di Fredric Brown (di cui potete vedere la sua foto sopra) dal titolo "Toc, toc" o "Chi è".
Non solo, il racconto non è neanche di due righe.
Le famose due righe sono semplicemente l'incipit di un racconto più lungo, racconto in cui un uomo viene usato da una razza aliena come animale da esibire in un loro zoo.

King, semplicemente, citò questo incipit e da allora i fan di King, che notoriamente non leggono altro che King, gliene hanno dato la paternità.
A questi fan di King consiglierei di leggere qualcosa di Brown, si tratta di una fantascienza imperniata di un forte umorismo, ma anche di patriottismo USA (che può dare fastidio), però considerando che scriveva negli anni 40 glielo si può perdonare.
P.S. fan di King non arrabbiatevi, non è un post contro di voi e neanche contro Stephen, solo contro chi è ignorante.

By Ivan
From Hell

martedì 2 settembre 2014

Arto Paasilinna - Piccoli suicidi tra amici

 
"Si può scherzare con la morte, ma con la vita no. Evviva!"

Una volta ho letto, non ricordo dove, che la Finlandia è il paese nel mondo con la più alta percentuale di suicidi.
Sarà il clima, sarà l'abuso di alcool che, si dice, facciano i finlandesi, non lo so.
Ciò che so è che, ovviamente, questa piaga sociale non può non avere influenzato la letteratura di quel paese, come nel caso del maggiore esponente della narrativa finlandese, Arto Paasilinna.
Paasilinna decide di affrontare questa problematica con una elegante commedia: "Piccoli suicidi tra amici".
Elegante è proprio il termine adatto, sia per il modo in cui è scritta, sia per quell'umorismo che pervade il romanzo, per niente volgare, straordinariamente soft se si pensa alla tematica principale del romanzo.

La storia è molto semplice, un direttore fallito, che risponde al nome di Rellonen, ed il colonnello Kemppainen, si incontrano mentre tentano di suicidarsi, questo incontro rende impossibile il suicidio (una faccenda personale) ed i due passano assieme qualche giorno.
Insieme pensano che ci siano molte altre persone in Finlandia con il loro stesso problema e decidono di contattarli, in tal modo creeranno una comunità di aspiranti suicidi che, a bordo di un pullman di lusso, viaggerà per l'Europa per cercare il luogo migliore dove compiere un grande suicidio di massa.
Il tragitto che i finlandesi compiranno ricalcherà quello che i soldati finlandesi fecero ai tempi della guerra dei trent'anni, quando erano nelle fila dell'esercito svedese, e non è un caso che Paasilinna abbia scelto un colonnello per guidarli.
Alla fine di questo tragitto saranno cambiate molte cose, e ci resterà la sensazione che la morte sarà stata l'unica beffata.

Non solo il suicido, Paasilinna affronta anche altre problematiche che affliggono i finlandesi, come il loro rapporto con l'alcool: molto bello il passo in cui vengono scambiate bottiglie di liquori, facendole galleggiare nel lago Ebbro. Un messaggio, alcoolico, nella bottiglia.
Un altra tematica è l'inquinamento, il finlandese non può più rifugiarsi nei boschi, in quanto contaminati da fabbriche, radioattività e piogge acide.

By Ivan
From Hell

martedì 26 agosto 2014

La mia pagina




Un breve post per comunicare che da oggi ho anch'io una pagina FB dal nome Radio Noir, nome ispirato ad un mio racconto che, fra l'altro, potete trovare QUI

La pagina non tratterà di letteratura come il blog, ma di musica, nonostante questo vi condividerò i post di questo mio amato blog che rimarrà sempre la mia prima passione.

Se volete seguire la mia pagina andate QUI

By Ivo
From Hell

mercoledì 30 luglio 2014

Drive In - Joe R.Lansdale


"Un film di serie B con sangue e popcorn, made in Texas"

In tal modo Lansdale ci descrive questo suo romanzo, ed infatti si tratta proprio di questo: Lansdale prende i film di fantascienza degli anni della sua adolescenza, quelli fatti con scadenti effetti speciali, ci aggiunge un po' di splatter, molto humor nero e ci serve questa storia.
Detta così potrebbe sembrare un romanzo scadente, nulla di più lontano dalla verità: "Drive-In" è un fottuto capolavoro, per dirla come farebbe un personaggio di Joe.
Un fottuto capolavoro che, naturalmente, non verrà mai considerato negli ambienti accademici, ma penso che a Lansdale questo non importi.

Un gruppo di ragazzi va a passare il venerdì sera al drive-in più grande del Texas, l'Orbit.
Mentre si godono una bella dose di film dell'orrore succede ciò che Hitchcock avrebbe chiamato un McGuffin (ovvero un evento la cui funzione è dare il via alla storia), una cometa arriva sull'Orbit e circonda quest'ultimo con una strana nebbia nera.
E' impossibile vedere fuori dalla nebbia ed è impossibile passarci attraverso, pena la propria morte, gli spettatori del drive-in sono completamente isolati.
La cosa all'inizio viene presa con relativa calma ed organizzazione, ma più passa il tempo più le persone incominceranno a delirare: stupri, omicidi e cannibalismo inizieranno a divenire prassi.
Ma il delirio massimo ancora non sarà raggiunto, il delirio massimo si avrà con il tirannico "Re del Popcorn"

Potrebbe sembrare un semplice romanzo di fantascienza/horror, ma a fare la differenza è, come al solito, la grande capacità narrativa di Lansdale che riesce a coinvolgere il lettore anche con trame relativamente semplici.
Sempre riguardo all'autore, è suo uso inserire tematiche sociali nei suoi romanzi e "Drive-In" non fa eccezioni: vengono affrontate tematiche come razzismo e diseguaglianze sociali.
Per tutta la durata del romanzo, della trilogia in realtà, Joe sembra ripeterci che l'uomo non è buono e non è neanche cattivo, è un animale addomesticato e farà di tutto per sopravvivere, anche andare contro alla propria morale come, ad esempio, praticare il cannibalismo.
Non solo, il romanzo è anche una critica, seppure leggera, al consumismo: prodotti come il popcorn, gli snack, le bevande zuccherate, gli hot dog (insomma, i cosiddetti prodotti di consumo) nel romanzo prenderanno una connotazione  fortemente negativa, quasi minacciosa.
Esempio eclatante è il "Re del Pop Corn" di cui vi ho accennato sopra, ma più avanti avremo anche "Popalong Cassidy" (una critica alla televisione).

Come concludere questo post? Beh, ricordandovi che "Drive-In" è un fottuto capolavoro e facendovi presente che si tratta di una trilogia composta da:
- Il Drive In
- Il giorno dei dinosauri
- La notte del drive in 3. La gita per turisti.
Sicuramente il primo romanzo è superiori agli altri due, ma io vi consiglio di leggerveli tutti e tre di fila. L'edizione che ho messo come immagine è l'unica, in Italia, che li raccoglie tutti e tre.

Insomma, se volete leggere un romanzo in cui vi sia violenza, sangue, popcorn con gli occhi, mostri tentacolari e che abbia anche tematiche sociali, allora leggetevi il Drive-In di Lansdale.

By Ivan
From Orbit

lunedì 21 luglio 2014

Ricordi di domani - Philip K. Dick



"Dio sta facendo a pezzi questa casa che è il mio corpo per farmi pagare quello che ho fatto"

Un brevissimo post per un breve consiglio: se capitate in un qualsiasi mercatino dell'usato e trovate questo Urania, non fatevelo assolutamente scappare.
Si tratta di una raccolta di racconti di Dick, e già solamente l'autore in questione sarebbe una garanzia, in più posso assicurarvi che i racconti contenuti in questa sono assolutamente di alta qualità.
Fra tutti svetta "Spero di arrivare presto", dove un paranoico non riesce ad entrare del tutto in ibernazione e dovrà passare dieci anni su un astronave, mentre è in viaggio per un pianeta lontano.
A causa della mancata ibernazione rischierebbe la pazzia, quindi il computer di bordo proverà ad allietargli il viaggio, facendogli rivivere dei ricordi che dovrebbero essere felici.
Il problema è che il paranoico non riuscirà mai a goderseli, in quanto la sua mente interferirà continuamente con l'operato del computer, contaminando i ricordi belli con drammi ed ansie.
Ne esce un racconto che non è solo di fantascienza, ma una profonda riflessione sulla paranoia e da cosa possa essere causata.
Inoltre, a chiudere la raccolta, ci sarà uno splendido saggio di Dick in persona,riguardo quanto sia sottile il filo fra realtà ed irrealtà.

P.S. Vorrei mettervi al corrente del mio gruppo Facebook su Dick: https://www.facebook.com/groups/828865497150544/

By Ivan
From Hell

domenica 29 giugno 2014

Bubba Ho Tep - Joe R. Lansdale




"Stava riflettendo su tutto ciò e stava facendo considerazione sulla vita nell'aldilà, quando il Toro emise un cazzo di urlo, gonfiò gli occhi fin quasi a farseli schizzare fuori dalle orbite, inarcò la schiena, proruppe in una scoreggia lorda simile ad uno squillo della tromba dell'Arcangelo Gabriele, e firmò le dimissioni della sua stanca, vecchia anima"

Vi cito questo passo perché penso che possa farvi ben capire quanto lo stile di Joe sia particolarmente "cool", passatemi il termine.
Si, perché questo romanzo è veramente tanta roba, con l'unico problema di essere veramente troppo corto, quasi più un racconto lungo che un romanzo breve.
Bubba Ho Tep dovrebbe essere fondamentalmente un horror: una mummia egiziana si aggira in un ospizio, succhiando le anime degli stanchi ospiti della struttura.
Ma Bubba Ho Tep non è solo un horror, è anche una commedia.
A far virare questo romanzo sulla commedia sono i suoi protagonisti.
Ad esempio, il personaggio principale è Elvis, si Elvis Presley.
Proprio lui.
Il buon re del rock'n roll ci racconta di essersi scambiato con un suo sosia perché stanco della sua vita e desideroso di averne una più tranquilla.
Quindi, per un certo periodo, lui si è guadagnato da vivere facendo il sosia di se stesso nelle festicciole paesane, mentre il suo sosia è diventato il vero Elvis.
Ora Elvis è vecchio, è ospite di un ospizio e nessuno crede alla sua storia, ovviamente tutti pensano che lui sia davvero un sosia e che abbia, semplicemente, perso il lume della ragione.
In questa avventura la spalla di Elvis sarà Kennedy, il presidente Kennedy.
Anche lui è un ospite dell'ospizio e sostiene che la sua morte sia stata inscenata dagli USA, c'è un unico problema... questo Kennedy è nero.
Il vecchietto sostiene che, dopo aver inscenato la sua morte, il governo l'abbia anche tinto di nero per non farlo riconoscere da nessuno.
Insomma: abbiamo Elvis, abbiamo uno sciroccato che pensa di essere uno dei presidenti USA più amati di sempre ed abbiamo una mummia egizia che succhia anime, per quale motivo non dovreste procurarvi e leggere questo romanzo?

By Ivan
From Hell

mercoledì 18 giugno 2014

Le più belle raccolte di racconti (secondo me)






Allora, prima di iniziare il post sottolineo due cose: primo, come dice il titolo, è una classifica soggettiva e, secondo, è una classifica che riguarda solo le raccolte di racconti nate come tali.
Non le antologie, dunque.
Ad esempio: io amo i racconti di Poe, ma non ho potuto inserire nessuna pubblicazione di tali racconti, perché ne ho sempre letto delle antologie.
Fatte queste premesse, ecco le cinque raccolte di racconti che vi consiglio vivamente.


 ACQUA DAL SOLE - BRET EASTON ELLIS




Pubblicata nel 1994, in questa raccolta Ellis prova a fare con Los Angeles ciò che Joyce fece con Dublino all'inizio del 900, ovvero raccontare una città attraverso la decadenza dei suoi abitanti.
Naturalmente quello di Joyce fu un capolavoro, questa invece è "semplicemente" una raccolta stupenda.
I personaggi di "Acqua dal sole" sono i classici personaggi alla Ellis: alienati, grotteschi e cinici.
Sono personaggi estremamente negativi, ciò che lascia spiazzati è la loro indifferenza, indifferenza verso gli affetti, la morale, le atrocità... e di atrocità ne leggeremo parecchie, in questa raccolta.

 
A VOLTE RITORNANO - STEPHEN KING
                               

                                                     


Non sono mai tenero con King, ma non perché non mi piaccia... anzi.
Non lo sono proprio perché penso che King sia un grandissimo, un grandissimo che però si sputtana uscendo con un libro all'anno e la qualità delle sue opere, quindi, si abbassa.
Questa raccolta è del 1978, qui King dimostra veramente di essere un grande scrittore grazie ad un semplice motivo: i racconti più inquietanti non sono quelli horror.
Prendo ad esempio il racconto che ho preferito, "Il Cornicione"
Parla solo di una scommessa, niente di horror, eppure mi ha fatto venire la pelle d'oca, senza il bisogno di metterci in mezzo mostri assassini.
Insomma, se vuole, King riesce ad inquietarti in qualsiasi modo.

FANGO - NICCOLO' AMMANITI



Pubblicata nel 1996, la raccolta  fa capire tutte le potenzialità di quello che, allora, era il giovane Ammaniti.
Racconti che spaziano dal pulp all'horror, racconti a tratti deliranti e che hanno un unico denominatore comune, la crudezza.
Un piccolo tesoro per chi ama la letteratura "cannibale" che si era sviluppata in Italia in quegli anni.


GENTE DI DUBLINO - JAMES JOYCE



Come già scritto sopra, in questa raccolta Joyce parla di una città attraverso la decadenza morale dei suoi abitanti.
Però gli intenti di Joyce non erano moralistici, anzi, lo scrittore irlandese quasi giustifica i suoi concittadini.
Il messaggio che questi racconti veicolano è che i dublinesi sono vittime di una paralisi morale dettata dalla loro società, dalla loro cultura e dalla loro religione, una paralisi da cui è impossibile smuoversi.
Un capolavoro.

VUOI STAR ZITTA PER FAVORE - RAYMOND CARVER




Ho già parlato di questa raccolta nel mio blog, ma è un piacere rifarlo.
Carver è uno dei più famosi minimalisti americani, il minimalismo è un modo di scrivere secco, senza tante descrizioni, senza tanti fronzoli.
Carver descrive una situazione in poche righe, ma queste poche righe bastano ed avanzano, perché le riempie di significato.
In pratica, quando si legge Carver bisogna tenere bene a mente che due parole possono racchiudere il significato dell'intero racconto.
E di cosa parlano i racconti di Carver? Delle ansie e delle paure dell'umanità, e lo fanno in poche pagine.

By Ivan
From Hell

giovedì 5 giugno 2014

Quentin Tarantino e la filosofia, come fare filosofia con un paio di pinze ed una saldatrice - Richard Greene & K. Silem Mohammad


Uno come me, ovvero un tarantiniano convinto, uno che ha sempre sostenuto che nei film di Tarantino ci fosse qualcosa di più del semplice intrattenimento, non poteva perdersi un titolo del genere.
Ed infatti non me lo sono perso.
Il libro si pone una semplice domanda: i film di Tarantino offrono solo una illusione di profondità o c'è qualcosa di più? Possono essere spunti di riflessione?
I due autori hanno provato a rispondere a questa domanda raccogliendo una serie di saggi su quanto di filosofico possiamo trovare nei film di Tarantino.
Saggi molto diversi fra loro, ma tutti scritti da persone che sanno bene di cosa stanno parlando, saggi in cui scopriremo la morale che vi è nelle Iene, il nichilismo in Pulp Fiction, il Freud in Kill Bill e molto altro.

So cosa state pensando: di norma questi libri sono delusioni, pubblicazioni fatte per guadagnare soldi sfruttando nomi altisonanti, ma non è questo il caso.
E' un libro scritto da persone preparate che risulta, quindi, anche di difficile comprensione se non si hanno basi elementari di filosofia.

By Ivan
From Hell

mercoledì 28 maggio 2014

Radio Noir - Ivan Castellucci









Buongiorno a tutti !
A grande richiesta oggi pubblico un mio racconto, un racconto con cui ho partecipato ad un concorso : Il festival del Giallo & Noir di La Spezia.
Il racconto non ha vinto, ma comunque alla giuria è piaciuto e gli hanno riconosciuto un attestato per i caratteri di originalità, qualità ed elaborazione letteraria, attestato che potete vedere qui sopra.
Ecco il racconto, buona lettura.


RADIO NOIR
di Ivan Castellucci

“Buonasera a tutti i nostri ascoltatori, coloro che in questa cupa serata autunnale non sono usciti e sono rimasti in casa, in casa ad ascoltare la loro radio preferita. Parlo di Radio Noir, la web radio alternative più seguita della rete ! Io sono Ian e sono qui per tenervi compagnia in questa cupa serata autunnale. Ehi, l’ho già detto che è una cupa serata autunnale ?”

Ian, il conduttore radiofonico di Radio Noir, dirige il suo sguardo verso il suo Dj.

Quest’ultimo, sul suo PC, preme dei tasti e poi fa un cenno con la testa.

“Bene, vi ricordiamo che la nostra radio ha due canali per rimanere in contatto con voi : uno più moderno, la nostra chat alla quale potete accedere dal nostro sito, ed uno più tradizionale, potete contattarci telefonicamente al numero 018******.

Ed ora, qualche secondo di pubblicità. Poi torneremo a farvi compagnia in questa… indovinate un po’ ? In questa cupa serata autunnale !”

La radio inizia a trasmettere la pubblicità, sono in programma prima quella di uno shampoo, poi quella di una bevanda.

- Cazzo – dice Ian – anche stamani c’era quel tizio, quando sono uscito di casa.

- Chi ? – gli chiede il Dj.

- Te ne ho già parlato, non ricordi ? Sono giorni che un tizio sta appoggiato al muro del palazzo di fronte a casa mia, se ne sta lì a fumare ed a fissarmi.

- E’ uno stalker ?

- Non lo so, però non posso denunciarlo senza nulla di concreto in mano, metti che è solo una mia impressione. Magari è solo una persona che si fa i cazzi suoi… poi la denuncia me la prendo io.

- Ne parliamo dopo – dice il Dj – tra trenta secondi siamo di nuovo in diretta.

Trenta secondi dopo, le trasmissioni ricominciano.

“E rieccoci ! Il primo ascoltatore a mettersi in contatto con noi l’ha fatto tramite chat. Mi dice : Ciao Ian, in questa cupa serata autunnale vorrei ascoltare The Big Exit degli Editors.

E noi ti accontentiamo caro ascoltatore, e si che ti accontentiamo !”

Parte la canzone richiesta dall’ascoltatore.

Una canzone cupa, esattamente come una cupa serata autunnale.

Nel frattempo Ian beve un goccio d’acqua, da una bottiglietta che ha lì vicino.

Questa volta è il Dj che prende la parola :

- Quindi ? Cosa intendi fare ?

- Aspetto, io spero che sia solo una mia paranoia. Se vedo che continua a stare lì tutte le mattine, allora vado da lui e gli chiedo chiarimenti.

- Sei matto ? – dice il Dj – Se è un maniaco pericoloso rischi che ti faccia del male…

- Ma no – risponde Ian – secondo me è un semplice fan della nostra radio che sa chi sono, un fissato innocuo. Però fastidioso !

- Sta per finire la canzone. Trenta secondi da…. ora.

La canzone finisce, Ian riprende a parlare :

“Ottima la scelta del nostro amico, proprio adatta ad una cupa serata autunnale. Ed ora andiamo avanti con una telefonata. Pronto ?”

“Pronto” dice una voce rauca, rantegosa.

“Ciao, come ti chiami ?”

“Chiamami Kurt, d’altronde anche te porti il nome di un cantante morto nello stesso drammatico modo, giusto ?”

“Ok Kurt, cosa ti porta a chiamarci ?”

“Voglia di compagnia, in questa cupa serata autunnale”

“Bravo ! Sei solo quindi…”

“In realtà no, ma è come se lo fossi”

“Cosa intendi ? Una cosa del tipo : solo in mezzo alla folla ?”

“Non proprio, ma mettiamola pure in questa maniera”

“Che canzone vuoi ascoltare Kurt ?”

“Mi piacerebbe molto ascoltare Plainsong dei The Cure. Però non ho chiamato per ascoltare una canzone, ho chiamato per fare due chiacchiere. Io amo parlare, ma le persone non mi ascoltano. Si annoiano quando inizio ad entrare troppo nei particolari”

“Beh, una radio serve anche per parlare. Poi noi siamo liberi da scalette, quindi possiamo parlare un po’. Si, direi proprio di si”

“Bene, è un po’ che seguo la tua web radio… e ti conosco anche, sai ?”

“Cosa intendi ? Non ti capisco, Kurt. Ti dispiacerebbe essere più chiaro ?”

“Ci vediamo tutte le mattine. Io me ne sto sempre appoggiato al muro, a fumare”

“Ah ! Sei tu, dunque.”

Ian scrive, velocemente, una cosa su un foglio che ha lì accanto e poi lo mostra al suo DJ.

C’è scritto di registrare la telefonata.

Il DJ preme un tasto ed alza il pollice.

“Quindi, mi stai dicendo che sei la persona che tutti i giorni mi aspetta di fronte a casa mia, appoggiato al muro mentre fuma, giusto ?”

“Esatto, così ora hai la mia dichiarazione che potrai registrare. Io ammetto di essere il tuo stalker” l’uomo a questo punto ride, poi riprende la parola “posso chiederti una cosa ? Una curiosità.”

“Dimmi pure, a questo punto…”

“Vorrei chiederti perché, come nome d’arte, hai scelto il nome di un persona morta in maniera tanto tragica.”

“Semplicemente perché mi piace la musica che questo musicista ha creato quand'era in vita. Niente di morboso, insomma.”

“Ah ! Io invece, dal tuo punto di vista, sarei un morboso. Io ho interesse nella morte. La maggior parte delle persone ne è spaventata, io invece la vedo come la quiete dopo la tempesta. La tempesta è la vita, naturalmente, con il suo stress, la sua fatica, la sua puzza ed il suo rumore. Inoltre, considero chi raggiunge la morte prematuramente come una sorta di privilegiato. Una persona fortunata, insomma. Vorrei anch’io raggiungerla presto, ma ho trovato un surrogato che mi evita di soffrire nell’attesa.”

“Non mi piace tanto la piega del tuo discorso, ma ora sono curioso. Quale sarebbe questo surrogato ?”

“Oh, è un semplice modo per evocarla. Ammazzo gli altri”

“Ahahahah, ho capito. Un macabro scherzo ! Devo dire che ci sta bene, in una cupa serata autunnale come questa”

“Sapevo che l’avresti preso per uno scherzo, ma non è così.”

“E perché mi staresti dicendo tutto questo ? Vuoi farti arrestare? Oltre alla denuncia che ti beccherai per stalking, ovviamente”

“Hai mai visto il vero capolavoro di Hitchcock ? Non parlo di Psycho, quello è solo il film più famoso. Il vero capolavoro, secondo me, è La Finestra sul Cortile”

“Si, è un classico”

“Noi, ora, siamo nella stessa identica situazione : tu sei Stewart, avrai di sicuro un Dj lì con te che potrà essere la Kelly ed io sarò Raymond Burr, l’attore che interpretava l’assassino. Voi state assistendo ad un omicidio.”

“State ? Cosa ? Continuo a non capire…”

“Non è che non capisci, non vuoi capire. Vediamo di accelerare la tua comprensione : fai un po’ di casino, caro !” qualche secondo di silenzio e poi “Non vuoi ? Vediamo cosa succede se ti taglio questo !”

Si sentono dei rumori, poi le urla di un altro uomo.

Urla strazianti.

Non sono urla finte, Ian non è più convinto che si tratti di uno scherzo.

Non è convinto neanche del contrario, ma inizia a temere il peggio.

Quindi fa segno al suo Dj (a Grace Kelly) di chiamare la polizia.

“Ascolta, ascolta. Ti credo, per dio ! Ti credo ! Non far più urlare quella persona e dimmi perché lo fai”

Tempo, Ian vuole guadagnare tempo.

Il tempo necessario al suo Dj per chiamare la polizia e spiegare tutto, il tempo per far si che la polizia rintracci la telefonata ed irrompa in casa del tizio.

Troppo tempo.

“Te l’ho già detto, è un surrogato”

“Ok… allora parliamone. Facciamo conto che non esista questo cavolo di surrogato, va bene ? Perché senti questo bisogno di morte ?”

“Te l’ho detto, ti ho detto anche questo.”

“Ripetimelo”

“Loro non mi ascoltano, non mi ascoltano mai. Loro vogliono solo parlare e non ascoltare, si annoiano quando inizio ad entrare nei particolari. E poi vogliono che io dica ciò che sta bene a loro, se li contraddico si arrabbiano. La gente è nervosa, la gente è rumorosa, la gente è cattiva ed io mi sono stancato. Io voglio un mondo calmo, in cui io possa esprimermi senza dover per forza lottare per farlo. Una soluzione sarebbe farmi del male, così non avrei più bisogno di evocare la morte. Però io non ho il coraggio di farmi del male, quindi faccio male a loro”

Ian pensa che tutto ciò che ha appena ascoltato sia semplicemente un delirio, il delirio di una persona impazzita perché non riesce a sostenere lo stress di tutti i giorni.

Il delirio di una persona che ha bisogno di essere ascoltata.

Quindi decide di tendere la mano :

“Puoi evitare di fare del male a questa persona ? Solo per questa volta… se lo fai ti prometto che potrai chiamarmi tutti i giorni e potrai parlare con me, io ti ascolterò e non vorrò parlare solo io. E non mi arrabbierò se non mi darai ragione. Sarà proprio come vuoi te, un calmo colloquio fra persone calme. Niente stress, niente aggressività. Allora ? Lo facciamo questo patto ?”

Non si sente più niente.

Ian inizia a sorridere, forse ci è riuscito.

Forse ha salvato una vita, in questa cupa serata autunnale.

Poi, come una sveglia che distrugge il sogno sul più bello, si sente un inquietante rumore.

Si sente una lama che squarcia della carne, si sente il gorgoglio di una persona morente.

E poi si sente nuovamente la voce rantegosa di Kurt, che dice :

“Non ho accettato la tua proposta. Ti ringrazio, ma preferisco così”



Fine
Castellucci Ivan




Creative Commons License
Radio Noir by Ivan Castellucci is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

giovedì 22 maggio 2014

Glamorama - Bret Easton Ellis




"Tutto sembra scolorito e fa freddo e all’improvviso la notte smette di accelerare: il cielo
resta bloccato al suo posto, lanuginoso e immobile, e io scendo giù per la strada
incespicando, poi mi fermo per cercare una sigaretta nella giacca"


Ok, Glamorama sarà anche lunghissimo (troppo lungo, effettivamente) però mi ha preso ed affascinato, un po' come tutti i romanzi di Ellis.
Sarà il suo modo di scrivere così estraniante, sarà quell'inquietudine che pervade le storie che crea, sarà la sua cattiveria di fondo, sarà che i suoi romanzi sembrano realistici e poi vanno a sfociare nel surreale e nel grottesco, fatto sta che anche questo "Glamorama" mi ha colpito positivamente.

Victor Ward è un tipo semi-famoso, è un modello ma non un "top-model"
La sua fama è dovuta al fatto di essere fidanzato con Chloe, anche lei una modella però, al contrario di Victor, è effettivamente una top model.
La fragilità della sua fama non sembra importare a Victor che passa la sua vita a stordirsi, frequentando party a base di alcool e droga.
La bella vita, però, svanisce quando Victor pesta i piedi a chi non doveva pestarli.
L'unica ancora di salvezza sembra essere un misterioso uomo, uomo che gli offre una grossa somma di denaro per andare a ritrovare una sua vecchia conoscenza, scomparsa in Europa.
Ma quella che sembrava un ancora di salvezza inizia a tramutarsi in un incubo, sanguinoso e surreale.

Ellis è sicuramente un autore molto originale per quanto riguarda la forma, meno per quanto riguarda i contenuti.
Lo dico perché anche questo Glamorama ha, di fondo, la solita tematica "Ellisiana": ovvero di quanto sia effimero, e pericoloso, uno stile di vita basato solo sulle apparenze.
Ellis prende di mira e distrugge il tipo di società a cui egli stesso appartiene: la società bene, i ricchi  che hanno tutto e non desiderano più nulla, il mondo dello spettacolo e le sue ipocrisie.

By Ivan
From Hell

sabato 10 maggio 2014

Il Condominio - J.G. Ballard


"Al sicuro nella conchiglia del grattacielo, come passeggeri a bordo di un aereo con il pilota automatico, erano liberi di comportarsi in qualsiasi modo volessero, di esplorare le pieghe più oscure della propria persona"

"Il Condominio" o "Condominium" è un gran bel romanzo: violento, filosofico, cinico e critico verso la società.
In un condominio, formato da una quarantina di piani e situato nella periferia di Londra, la vita sembra procedere tranquillamente.
Questo fino a quando piccole incomprensioni e litigi fra gli abitanti iniziano a scaldare l'ambiente.
Il condominio, infatti, è diviso in tre settori che corrispondono alle tre classi sociali: i piani più bassi sono abitati dalla gente comune, i piani centrali sono abitati dai borghesi, ed infine i piani più alti sono abitati dalle classi più ricche ed agiate.
Ognuna di queste "sezioni" prova antipatia nei confronti delle altre due, antipatia che crescerà sempre di più a causa di alcuni difetti strutturali del condominio e che inizierà a trasformarsi in vero e proprio odio.
Si inizierà ad entrare in una spirale di violenza sempre più malvagia e gli abitanti torneranno allo stato brado della civiltà, lottando fra di loro per il territorio, fino alla morte.
La crudeltà di cui saranno capaci gli abitanti del condominio vi colpirà, vi farà essere più guardinghi nei confronti dei vostri vicini.
Il lettore vivrà questa spirale di violenza attraverso gli occhi di tre distinti personaggi, personaggi simbolo di distinte categorie sociali:
- Wilder, che vive nei piani più bassi. La sua aspirazione sarà quella di scalare il palazzo fino ad arrivare all'ultimo piano, quindi simbolo del popolo che vuole elevarsi dalle sue origini umili.
- Laing, che vive nei piani intermedi. Si preoccuperà solo di difendere il suo territorio, quindi simbolo del borghese che vuole mantenere il suo status privilegiato.
- Royal, l'architetto del palazzo. Disprezzerà sin da subito gli abitanti dei piani inferiori e lotterà perché questi rimangano al loro posto, quindi simbolo del potente che sottomette il ceto inferiore (il suo nome non è di certo casuale).

Insomma, come avrete potuto capire, questo romanzo è una grande metafora della società, di come è divisa e di come possano sorgere guerre fra le classi sociali.
La letteratura è piena di romanzi di questo tipo, ma "Il Condominio" di Ballard è sicuramente uno dei meglio riusciti ed attuali.

By Ivan
From Hell

giovedì 17 aprile 2014

John Cheever - Il nuotatore


"Era una di quelle domeniche di mezza estate in cui tutti se ne stanno seduti e continuano a ripetere: 'Ho bevuto troppo ieri sera' "

Oggi voglio consigliarvi uno dei racconti brevi più belli che abbia mai letto.
Si tratta de "Il Nuotatore" di John Cheever.

Innanzitutto bisogna dire che Cheever è stato uno dei grandi maestri della narrativa breve americana, leggendolo si capisce subito quanto la sua opera sia stata importante per gli autori americani successivi.
I suoi racconti parlavano di disagio interiore, conflitti sociali e familiari.
Non raccontava della città, raccontava dei sobborghi.

Arriviamo al racconto, un racconto tanto semplice quanto potente.
Neddy è invitato ad una festa in giardino, in una calda domenica di agosto.
Mentre poltrisce, ai margini della piscina, decide di tornare a casa sua che si trova dall'altra parte del quartiere.
Fin qua tutto nella norma, il punto è che decide di andarci non a piedi e non in macchina, bensì a nuoto.
Si, avete letto bene, a nuoto. 
E come farà? Semplicemente nuotando attraverso tutte le piscine delle villette che lo separano dalla sua abitazione.
Durante il corso del viaggio  il clima si farà sempre più minaccioso, così come l'umore di Neddy che diventerà sempre più cupo.
La gente che incontrerà durante la sua impresa sarà prima benevola nei suoi confronti, poi inizierà a diventare ostile.
Quando Neddy sarà arrivato a casa un atroce verità tornerà a galla, una verità che aveva dimenticato.

Questo è un racconto che vuole esplorare, e parlare, di tutte le volte che decidiamo di dimenticare qualcosa che ci fa male, qualcosa che vorremmo non fosse mai accaduto.
Cheever ci ricorda che, invece, si trova proprio lì nel nostro passato quella scelta sbagliata, quella cosa dolorosa che ci è successa, tutto ciò non può essere cancellato, nonostante le nostre illusioni.
Spesso la persona insicura cerca di nascondere le sue paure dietro ad una vita mondana, ma alla fine queste riemergono.
Di queste persone, Cheever, ci parla in questo racconto.

Un ultima considerazione sul viaggio che intraprende il protagonista: perché a nuoto?
La mia interpretazione  (mia, non per forza giusta) è che il protagonista voglia l'acqua per potersi sciacquare via le paure che ha lasciato a casa. 

By Ivan
From Hell

sabato 12 aprile 2014

Un po' ve la siete voluta






Da poco sono passato all'e-reader e devo dire che un po' mi sento in colpa.
Si, mi sento un po' in colpa perché facendo così ho dato il mio contributo a quello che sarà la futura estinzione delle librerie.
Le case editrici continueranno a vivere (inoltre, quando la svolta digitale sarà al completo, avranno ridotto le spese ai minimi termini), i lettori potranno avere i libri a minor prezzo, gli scrittori avranno più sbocchi per farsi conoscere ed essere pubblicati.
Gli unici che ci andranno a rimettere saranno le librerie.

Un po' mi dispiace, ma sapete cosa vi dico ? Un po' ve la siete voluta !
Perché ? Ecco perché :

SITUAZIONE 1

Paolo entrò nella libreria e, dopo aver curiosato per una decina di minuti, si avvicinò alla libraia.
Questa era giovane e molto attraente, aveva splendidi capelli neri, legati da un elastico, la sua polo rossa metteva in risalto i suoi seni formosi.
- Salve - disse Paolo - vorrei xxx di xxx.
- Fammi controllare - rispose la ragazza - come hai detto che si chiama l'autore ?
- xxx
- Ehm... come si scrive ?
Paolo gli fece lo spelling, quindi la libraia, che da ora chiameremo commessa, finalmente iniziò a digitare il nome sul computer della libreria, che da ora chiameremo punto vendita.
- No, non l'abbiamo
- Può ordinarlo ?
- Mmmm, no. Non è presente neanche su internet.

Paolo uscì, deluso, dal punto vendita scontrando, senza farlo apposta, contro un ragazzo che aveva in mano l'ultimo libro di un famoso presentatore televisivo e che stava, con entusiasmo, andando a pagarlo alla cassa.

Dopo qualche ora,una volta a casa, Paolo cercò su internet il libro dell'autore che gli interessava.
Lo trovò e gli arrivò a casa in tre giorni.

SITUAZIONE 2

Paolo entrò nella libreria e, dopo aver curiosato per una decina di minuti, si avvicinò alla libraia.
Questa era giovane e molto attraente, aveva splendidi capelli neri, legati da un elastico, la sua polo rossa metteva in risalto i suoi seni formosi.
- Salve - disse Paolo - vorrei xxx di xxx.
- Fammi controllare - rispose la ragazza - come hai detto che si chiama l'autore ?
- xxx
- Ehm... come si scrive ?
Paolo gli fece lo spelling, quindi la libraia, che da ora chiameremo commessa, finalmente iniziò a digitare il nome sul computer della libreria, che da ora chiameremo punto vendita.
- Si, l'abbiamo !
- Perfetto, quanto viene ?
- 18 euro - disse la commessa.

By Ivo
From Hell


martedì 1 aprile 2014

Roald Dahl - Le Streghe


"Pieno di entusiasmo inchiodavo la prima tavola del tetto, quando a un tratto scorsi con la coda dell'occhio una donna che se ne stava lì, sotto l'albero.
Mi guardava fisso, sorridendo in modo bizzarro.
Di solito, quando si sorride, si stirano le labbra in senso orizzontale. Le labbra della sconosciuta, invece, si aprivano in senso verticale sino a scoprire tutti i denti, mostrando le gengive rosse come carne cruda."



Oggi un breve post in cui vi consiglio un libro per bambini.
Si, anche la letteratura per ragazzi può sfornare capolavori.
Ricordiamoci che, ai tempi, libri come "Alice nel paese delle meraviglie", considerati oggi pietre miliari della letteratura, erano nati come romanzi per ragazzi.
Quindi, non sottovalutiamo la letteratura per i più giovani.

Il libro è diviso in due parti: la prima ci da delle dritte per riconoscere una strega, la seconda ci racconta l'avventura del protagonista che si ritrova a dover fronteggiare la strega suprema.

Questo libro lo consiglio per due motivi: quando lo lessi da bambino mi fece una paura boia e quando l'ho riletto, da grandicello ormai, mi ha leggermente inquietato.
Si, perché in questo romanzo le streghe sono proprio cattive, non sono addolcite alla "Disney maniera".
Si avverte una sorta di profonda malvagità, nelle streghe di cui parla Dahl.
D'altronde lui era di origini norvegesi, possiamo dire che l'atmosfera della sua cupa terra si faccia ben sentire.
Dahl, per i pochi che non lo sapessero, è stato anche l'autore del celebre  "La Fabbrica di cioccolato".

By Ivan
From Hell

domenica 30 marzo 2014

Ma gli androidi sognano pecore elettriche ? - Philip K. Dick


"Cosa si prova ad avere un bambino? Cosa si prova a nascere? Noi non nasciamo, noi non cresciamo. Invece di morire per una malattia, o di vecchiaia, noi ci esauriamo, come le formiche. Ecco, come le formiche. Ecco cosa siamo"


Dopo tanto tempo mi sono deciso a leggere il libro che ha ispirato uno dei miei film preferiti, Blade Runner.
Come tutti sapranno, il titolo dell'opera non è Blade Runner, preso invece da un opera di Burroughs, i titoli italiani sono "Ma gli androidi sognano pecore elettriche ?" oppure "Cacciatore di androidi" se leggete un'edizione vecchia, come quella che ho letto io (vedere immagine).
Dicevamo, è il libro che ha ispirato Blade Runner e nonostante questo, anche se avete visto il film, potete godervi benissimo il romanzo, questo perché la storia  è completamente diversa.
Il grande Ridley Scott ha preso solamente spunto da questo romanzo, per poi creare una storia totalmente differente.
Anche nel romanzo abbiamo Deckard che è un cacciatore di androidi e da la caccia a Batty, inoltre i personaggi che avete visto nel film ci sono tutti, ma lo svolgimento della trama è completamente differente.
In pratica è un altra storia, con gli stessi personaggi.
Questo fatto ha il pregio di annullare la classica domanda che si fa in occasioni come queste: meglio o peggio del film ? Son due cose diverse, quindi non paragonabili.

Ma arriviamo al romanzo.
Chi ha letto qualche mia recensione avrà capito che io do molta importanza alle tematiche.
La storia dev'essere bella, senza dubbio, ma deve comunque veicolare un pensiero, una filosofia dell'autore.
Bene, questo romanzo è scritto bene (grazie al cazzo, è Dick) ed ha parecchie tematiche, forse il suo unico punto debole è che la storia, per quanto sia bella, a metà romanzo tende ad andare un po' troppo a rilento e questo potrebbe annoiare il lettore.
Ma torniamo alle tematiche, sono parecchie ed una di quelle che mi ha colpito di più è la lunga riflessione sulla morte, cosa che in fondo questo romanzo è.
Il bello è che Dick non ci fa riflettere solo sulla morte dell'uomo, in questo romanzo Dick ci fa domandare se la morte di un androide (quindi di un qualcosa di artificiale) sia veramente meno importante della morte di un essere umano.
Grande particolarità del romanzo è il confine, molto sottile, fra androide ed umano.
In questa storia abbiamo uomini che si affidano alle macchine per qualsiasi cosa, anche per provare emozioni.
Gli androidi, invece, cercano in tutti i modi di dimostrare di avere una cosa che gli umani gli imputano di non avere: l'empatia.
In pratica gli uomini si "robotizzano", mentre gli androidi cercano di diventare umani.
Concludo con un appunto sul titolo.
Nel mondo in cui è ambientata la storia è un obbligo morale prendersi cura di un animale, il problema è che questi sono tutti rari od estinti, quindi molti uomini accudiscono un surrogato meccanico.

By Ivan
From Hell

sabato 15 marzo 2014

Gang Bang - Chuck Palahniuk


"Non importa quanto lavori duro, o quanto diventi in gamba. Sarai sempre e soltanto ricordato per quell’unica scelta sbagliata."


Ok, questo non è il miglior romanzo di Palahniuk, a dir la verità è considerato fra i peggiori.
A me, però, non è dispiaciuto affatto. Nonostante sia ben consapevole della sua oggettiva mediocrità.
In fondo, pensiamoci bene: chi poteva avere l'idea di sviluppare un intero romanzo in una sala d'aspetto di un film porno? Solo una persona, questa persona è Chuck Palahniuk.
Diciamo che anche se il romanzo non è fra i migliori, l'idea è sicuramente da premiare.
Se poi leggiamo il romanzo, andando oltre la sua brutta fama, scopriamo che la vicenda ci accompagna piacevolmente fino all'ultima riga. Scopriamo che non è poi così brutto come dicono.

La vicenda è quella di Cassie Wrigt, un'attrice porno che è ormai arrivata a fine carriera e vuole entrare nella leggenda.
Lo vuole fare battendo il record di gang bang (600 uomini), ma non solo: vuole morire appena terminato il record, secondo lei solo in tal modo rimarrà veramente nella leggenda.
Il tutto ci viene raccontato tramite il punto di vista di quattro personaggi:
- Il numero 137, un ex star della televisione che ancora non ha capito bene il suo orientamento sessuale.
- Il numero 72, un ragazzo convinto di essere il figlio rinnegato da Cassie e concepito durante il primo film porno della attrice (ovviamente non spoilero se la sua convinzione sia giusta od errata)
- Il numero 600, un famoso attore porno.
- Sheila, colei che ha organizzato questo leggendario evento.
Naturalmente, essendo un romanzo di Chuck, nulla è come sembra e non tutto ciò che sembra chiaro all'inizio sarà per forza la realtà delle cose.

Di solito Palahniuk è un autore che, all'interno dei propri romanzi, inserisce sempre delle critiche sociali, da questo punto di vista il romanzo ne è un po' carente.
D'altra parte i personaggi sono perfetti "eroi" alla Palahniuk, ovvero gente senza né arte né parte, gente che spicca tantissimo per i propri difetti, gente che non vorremo mai essere.
Diciamo che è un romanzo più "intimista" e meno "sociale", rispetto a quello a cui Chuck ci aveva abituato.

By Ivan
From Hell