mercoledì 27 marzo 2013

Dylan Dog "I Vampiri" - Tiziano Sclavi


"I vampiri, quelli sì, sono reali e vivono tra noi... bisogna imparare a riconoscerli senza droga e a combatterli senza violenza... che cosa dicevano nel 68 ? allargare l'area della coscienza... ma del 68 ormai si ride e la coscienza si restringe sempre di più. Com'era la parola d'ordine ? Imbecille ? No : Libertà"


In un blog in cui si parla di letteratura ogni tanto bisogna fare un post anche sull'altro tipo di letteratura, quella disegnata.
Ora, non tutti i fumetti sono degni di rientrare nella letteratura (così come non tutti i libri dovrebbero rientrarci) alcuni però si, alcuni lo meritano.
Uno di questi fumetti è il numero 62 di Dylan Dog, numero intitolato "I Vampiri".
Questa storia è uscita nel 1991, è stata scritta dal mitico Sclavi (il creatore di DD) e disegnata da uno dei migliori disegnatori che abbiano mai lavorato su Dylan, ovvero Carlo Ambrosini.
Arriviamo alla storia che, se avete la prima edizione e non una ristampa, ci viene introdotta come "vagamente impegnata".
Io, personalmente, toglierei quel "vagamente" perché, nonostante il titolo, qui non si parla di Vampiri.
Questo numero parla di libertà.

Trama, da qui allerta spoiler.
A Londra vengono portate a compimento dall'esercito inglese una serie di operazioni antidroga, la cosa strana e che i soldati vengono incoraggiati a non lasciare testimoni.
Un soldato, terrorizzato, si reca a casa di Dylan e gli racconta che, oltre all'ordine di non fare prigionieri, ci sono diverse cose strane in queste operazioni.
La droga, innanzitutto: è una droga strana che il soldato non ha mai visto prima, inoltre viene dato ordine di distruggerla subito, sul posto.
A questo va aggiunto uno strano fatto: il soldato ha visto un uomo trasformarsi in vampiro, subito dopo aver portato a termine un operazione antidroga di quel tipo.
Dylan all'inizio non crede del tutto alla storia, ma allo stesso tempo un po' ci crede (tipico suo comportamento) e fa arrestare il soldato da Bloch, in modo da proteggerlo.
Solo quando questo soldato verrà ucciso in carcere, solo allora Dylan capirà che sotto c'è qualcosa, qualcosa di veramente brutto.
Dylan inizierà ad investigare fino al punto in cui scoprirà che la droga non è una semplice droga, ma un mezzo per vedere una cosa che l'occhio umano non riesce a vedere.

Naturalmente, come tutti i Dylan Dog, anche questo numero ha delle grosse influenze e quella più importante è "Essi Vivono" di Carpenter. Inoltre le prime sequenze riprendono, pari pari, "Zombie" di Romero.

By Ivan
From Hell

giovedì 21 marzo 2013

In un tempo freddo e oscuro - Joe R. Lansdale


"È solo che gran parte della mia attività esplora il lato oscuro delle cose, e vista la situazione attuale del pianeta ho il vago sospetto che la levità di tocco che ho inserito nei miei ultimi romanzi non durerà a lungo. A dirla tutta, sono incazzato nero."


Joe Lansdale è un autore molto prolifico, ha scritto tantissimo ed ha variato tantissimo.
In Italia lo conosciamo come romanziere ma, in realtà, lui è anche un ottimo sceneggiatore di fumetti ed è, sopratutto, un autore di racconti.
La forma letteraria che prende il nome di racconto può, a chi non ha mai provato a scrivere nulla, sembrare la via più semplice per narrare una storia, questo grazie alla brevità del racconto rispetto al romanzo.
In realtà è proprio la brevità la maggiore difficoltà che si può avere nello scrivere un racconto, si rischia di non riuscire ad esprimere tutto quello che si vuole comunicare.
Un racconto ben fatto, invece, riesce in questo intento, riesce a comunicarci tutto quello che vuole  e lo fa in dieci pagine anziché in cento.

Finito questo breve preambolo, passo a commentare il libro.
Ci sono raccolte di racconti che sono nate come tali ed hanno un filo conduttore, altre che invece sono raccolte edite successivamente alla pubblicazione dei singoli racconti, la raccolta che prendo in esame fa parte del secondo tipo.
E' difficile dare un giudizio unico alle raccolte di racconti del secondo tipo, data la loro varietà di contenuti, quindi mi limiterò a commentare tre dei quattordici racconti presenti nella raccolta, i tre che sono più meritevoli secondo il mio soggettivo gusto personale.
In questa raccolta si va dal giallo al horror e si sfocia pure, spesso, in un umorismo surreale.
Ecco, i racconti che sfociano nel surreale mi sembrano quelli meglio riusciti, infatti ben due dei tre che ho preferito appartengono a questo tipo.

IL CANE DEI POMPIERI: Un racconto surreale. Un uomo cerca lavoro presso la caserma locale dei pompieri, gli viene offerto il ruolo di "cane dei pompieri". Voi ora penserete che il compito dell'uomo sarà quello di fare da mascotte come quelle che si vedono alle partite di basket, dove persone si travestono da animali e fanno balletti, invece no. Il lavoro che gli viene offerto è proprio quello di cane dei pompieri, dovrà comportarsi da autentico cane per nove anni (perché nove anni per un cane sono parecchi). Il protagonista accetta il lavoro che diventerà, pian piano, la sua intera vita.
Incoraggiato dalla moglie, che sembra eccitata dalla cosa, il nostro eroe inizierà a comportarsi da cane anche nel privato. Si arriverà al punto in cui l'uomo diventa cane in tutto e per tutto, fino ad un triste finale. 

BOB IL DINOSAURO VA A DISNEYLAND : Anche questo è un racconto surreale.
Come dice il titolo... questo racconto parla appunto di un dinosauro (gonfiabile fra l'altro) che pressa i suoi padroni per mandarlo a Disneyland. I possessori del dinosauro all'inizio sono restii a mandarlo al celebre parco di divertimenti, ma il dinosauro diventerà particolarmente maleducato ed insistente, fino ad il punto in cui i due possessori lo accontenteranno. Il dinosauro tornerà da Dysneyland totalmente cambiato ed i suoi padroni si pentiranno di averlo accontentato. Può sembrare un racconto senza senso, ma in realtà io ci ho visto una metafora sulla perdita dell'innocenza (tema caro a Lansdale).

LA DONNA DEL TELEFONO: Qua abbiamo un racconto più cupo, potrebbe essere definito di genere thriller. Un uomo riceve, una mattina, una strana visita. Si tratta di una donna, vestita in maniera invernale anche se il racconto si svolge a Giugno.
La donna chiede di fare una telefonata (il racconto è stato scritto negli anni 90, quindi non tutti avevano un cellulare) ed il protagonista la fa entrare e gli concede la telefonata.
Una volta in casa la donna ha un grave attacco epilettico... od almeno così pensa il protagonista.
Si, perché quando arriva l'ambulanza i portantini gli raccontano che quella donna è matta e finge di avere questi attacchi.
Non solo, il protagonista viene a sapere, da alcuni vecchi del vicinato, che quella donna è particolarmente strana, sembra che di notte vaghi per la cittadina cercando di farsi violentare e che, addirittura, abbia cercato di suicidarsi più volte, senza riuscirci.
Il protagonista inizia a sviluppare un interesse per la matta, un interesse via via sempre più morboso, arrivando al punto di seguirla e di aiutarla nell'estremo gesto che a lei non era mai riuscito.
Uno volta consumato l'atto il protagonista non sarà più lo stesso uomo, si sentirà profondamente cambiato e metterà in discussione tutta la sua vita.

By Ivan
From Hell

martedì 12 marzo 2013

Superate le 1000 visite !




Come evidenzia il contatore di visite in alto a destra, il mio blog ha raggiunto e superato le 1000 visite.
Io esclamerei un bel "Fuck Yeah ! "
Grazie a tutti quelli che hanno visitato il mio blog, anche agli internauti che ci sono finiti per caso e poi lo hanno evitato, alla fine hanno fatto numero pure loro.

By Ivo
From Hell