lunedì 2 dicembre 2013

Dylan Dog - Memorie dall'invisibile



"Sono sempre stato una nullità. Da bambino, mia madre mi scambiava per mio fratello, anche se ero figlio unico. Quindi non ero neanche unico. D'altronde mia madre crede ancora oggi che sia mio fratello, il figlio unico"


Tempo fa feci la recensione della storia di Dylan Dog intitolata "I Vampiri", scrivendo che alcuni fumetti meritano di entrare a far parte della letteratura, senza alcun dubbio.
Oggi parlerò di un altro fumetto che possiede queste caratteristiche, ovvero quella che, probabilmente, è la mia storia preferita di Dylan Dog.
Si tratta del numero 19, datato 1988.
Si tratta di un numero passato alla storia: "Memorie dall'invisibile".

Memorie dall'invisibile non è un thriller, o almeno la trama thriller è solo un pretesto.
E' un pretesto per parlare di colui che ci racconta la storia: un uomo che nessuno vede, un uomo che non viene notato neanche da sua madre.
L'uomo invisibile, appunto.
Quest'uomo invisibile (di cui non sappiamo il nome, tanto meno il volto) viene considerato da un unica persona, la prostituta che vive nel suo stesso palazzo.
Quando questa prostituta verrà uccisa da un assassino allora l'uomo diverrà realmente invisibile, questo perché, da quel momento, più nessuno al mondo saprà della sua esistenza.
E se nessuno sa della tua esistenza, te sei nessuno.
Quest'uomo seguirà tutta la vicenda, fino all'assurdo finale.

Una storia triste, cupa, dalle atmosfere pesantemente noir.
Una storia che ha due tematiche principali :
  • La solitudine come male interiore, veicolata dal narratore.
  • L'incomunicabilità, tema veicolato attraverso la triste storia d'amore fra Bree e Dylan. 

Un capolavoro, da NON leggere con superficialità.
Memorie dall'invisibile non è una storia d'intrattenimento.

By Ivan
From Hell

1 commento:

  1. D'accordissimo... non le ho lette tutte quelle dei primi anni, ma questa finora è la migliore senza alcun dubbio, capace di darmi forti sensazioni

    RispondiElimina