sabato 23 febbraio 2013

Hot Kid - Elmore Leonard




"Se avevi una pistola in mano di sicuro mi sparavi, eh? Per via che ti ho dato del mangiatortillas. Cazzo, è una legge di natura, ti basta una goccia di quel sangue e sei un mangiatortillas. Che c'entro io? Così stanno le cose. In più sei anche un mezzosangue, e non lo so se anche per questo c'è un nome preciso. Ma su questo puoi anche far finta di niente, sei abbastanza bianco di tuo. Cazzo, fatti pure chiamare Carl, non sarò certo io a sputtanarti"


Leggendo Leonard non ci si stupisce del fatto che sia uno degli scrittori preferiti di Tarantino (si dice che una volta abbia persino rubato un suo libro).
Leggere un libro di Leonard fa capire quanto il regista americano debba a questo scrittore, sopratutto per quanto riguarda i dialoghi: lo stile con cui i due autori fanno parlare i propri personaggi è pressoché autentico.
Inoltre, Leonard, ha sicuramente influenzato un altro autore "Pulp": questa volta un collega scrittore, parlo di Lansdale.
Quindi, possiamo dire che Leonard è un autore molto "Pulp" ed anche molto prolifico: andate sulla sua pagina di Wiki e rimarrete impressionati da quante voci ci sono al capitolo "Opere"
Ora, però, parliamo di questo romanzo: "Hot Kid" non è un noir nonostante lo sembri.
Mi spiego meglio: il romanzo è ambientato nell'Oklahoma degli anni 30 e parla di gangster e poliziotti, di rapine in banca e di proibizionismo, insomma tutto farebbe pensare ad un noir... invece, leggendolo, si capisce di avere fra le mani un western.
Hot Kid è un western mascherato da noir, questa è l'impressione che mi ha dato.

Leonard ci descrive la vita di due personaggi, due opposti.
Uno è Carl Webster: uomo di legge che è quasi una leggenda, una specie di super poliziotto che non sbaglia mai un colpo.
L'altro è Jack Belmont: ricco, ma che rinuncia al suo benessere per seguire una vita criminale fatta di pericoli, il suo sogno è diventare una specie di Dillinger, ovvero diventare il pericolo N° 1.
Le vite di questi due personaggi non possono non incrociarsi, questo perché Jack dovrà riuscire ad uccidere il poliziotto N°1 se vuole essere il criminale N°1.
  
Il romanzo è molto scorrevole e divertente.
Non ha grandi tematiche (se si esclude la ormai inflazionata lotta fra bene e male), si tratta di un romanzo di diletto, ma è un divertimento intelligente, non stupido.
C'è un unica cosa che non mi è piaciuta del romanzo, la poca complessità dei personaggi.
Carl è buono ed infallibile dall'inizio alla fine del romanzo, mentre Jack è cattivo ed inetto dall'inizio alla fine.
Io, personalmente, amo i personaggi un po' più sfaccettati.

By Ivan
From Hell

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