mercoledì 26 dicembre 2012

Rumore Bianco - Don DeLillo


"Possano i giorni essere senza meta. Le stagioni scorrano. Non si prosegua l'azione secondo un piano"
 
Rumore Bianco è un romanzo del 1985, esattamente a metà degli anni 80.
Questo è importante, perché il protagonista di Rumore Bianco è il capofamiglia della perfetta famiglia americana degli anni 80.
Una famiglia consumista, una famiglia che vede i supermercati come templi, una famiglia perfettamente adattata alla filosofia "Lavora-Consuma-Crepa".
Una famiglia così tanto anni 80 da apparire grottesca, grottesca come i dialoghi di questo libro che sfociano nel non senso, naturalmente voluto e tipicamente post-moderno dato che l'autore ne è uno dei maggiori esponenti.
Detta così si potrebbe pensare che questo libro sia una critica alla società consumistica, che in quegli anni era al culmine, in realtà questa è solo una micro tematica.
La tematica principale è la paura della morte, questo è il rumore bianco (a mia interpretazione).
Jack, il capo-famiglia di cui parlavo sopra, è ossessionato (come i suoi familiari, sopratutto la moglie) dalla morte.
Non è un caso che gli unici momenti in cui si sente davvero bene li passa con il figlio neonato: questo non sa che deve morire e questa sua ingenuità fa star bene Jack, come gli fa capire il suo amico "filosofo" Murray.
Non è neanche un caso che Jack si curi degli studi hitleriani dell'università, Hitler è una figura che "grazie" allo sterminio di persone è riuscito a sconfiggere la morte.
Provocando morte è riuscito ad essere (anche se nel male) ricordato nei libri di storia, quindi immortale.
Un ultima caratteristica di Jack, che ci fa intuire la sua atroce paura di morire, è il NON voler sembrare innocuo, si costruisce un immagine forte e poco importa che sia lontanissima dal suo vero "Io". 
Il libro è diviso in tre parti: nella prima abbiamo la paura della morte che è flebile ma serpeggia, nella seconda la paura della morte prende forma in una grossa nube tossica.
Nella terza, ed ultima parte, la nube tossica è svanita, ma non la paura della morte. Anzi, ora la morte diventa più tangibile che mai.
Rumore Bianco non vuole essere un romanzo, la trama non è tanto importante e neanche tanto appassionante.
Rumore Bianco è una riflessione di 400 pagine (circa) sulla morte, una delle più interessanti riflessioni sulla morte che possiate leggere.
Consigliato, quindi, a chi ama riflettere mentre legge e non a chi cerca trame avvincenti, non è quello che avrete.

By Ivan
From Hell

2 commenti:

  1. Trovata! Questo libro era in lista insieme a Cosmopolis e non so esattamente perché poi ho scelto l'uno piuttosto che l'altro. Certo è che "Rumore bianco" voglio leggerlo, ancor più dopo la tua recensione. A presto!

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    1. Ti ringrazio per il commento, spero che Rumore Bianco ti piacerà com'è piaciuto a me :)

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