giovedì 24 maggio 2012

Alla fine di un giorno noioso - Massimo Carlotto



"Le sfilai dal collo l'elegante foulard di seta e lo passai intorno a quello di Isabel. Le puntai un ginocchio sulla schiena e iniziai a stringere. Morì in meno di un minuto"


Chi ha letto il libro, o visto il film, "Arrivederci amore, ciao"  già conosce il personaggio di Giorgio Pellegrini.
Chi non ha visto il film, o letto il libro, può comunque leggere questo romanzo perché, anche se i personaggi sono gli stessi, la storia è godibile anche senza conoscere i fatti precedenti, in quanto ci sono alcuni rimandi, si, ma le due vicende non sono direttamente collegate.
Certo, la lettura del libro di Carlotto, o la visione del film di Soavi, può aiutare molto nel capire il personaggio principale, che comunque cercherò di descrivere.
Giorgio è un ex-terrorista degli anni di piombo che, nella storia precedente, torna in Italia e cerca in tutti i modi di ottenere la riabilitazione.
Alla fine riesce nel suo intento e diventa anche proprietario di un locale dal nome "La Nena", ma per riuscirci si immischia in tutti i tipi di affari sporchi che possano aiutarlo nel intento.
In "Alla fine di un giorno noioso" lo ritroviamo sempre proprietario del locale, che va a gonfie vele, legato amichevolmente all'avvocato che ha permesso la sua riabilitazione, Brianese.
L'avvocato si è buttato in politica, Giorgio gli mette a disposizione il suo locale come trampolino di lancio per permettere a quest'ultimo di intortarsi uomini politici utili alla sua causa.
Questo accade non solo grazie ad ottime cene: Giorgio, infatti, organizza un giro di escort  per l'avvocato e per i suoi "amici".
Tutto sembra andare a meraviglia finché Brianese ruba, con l'inganno, parecchi soldi a Giorgio.
Quest'ultimo tenta di recuperare i suoi soldi, con mezzi poco amichevoli, e l'avvocato reagisce immischiando Giorgio in una situazione difficile con la mafia.
Giorgio, quindi, tornerà ad essere quello che era: un animale di strada, un criminale vecchio stampo, in modo da poter uscire da questa situazione e farla pagare, in maniera definitiva, all'avvocato infame.
Ora, se decidete di leggere questo romanzo toglietevi dalla testa il gangster figo e romantico alla Tarantino, nonostante gli omaggi al regista italoamericano ci siano.
Giorgio non è romantico, non indugia in frasi filosofiche sul crimine.
Giorgio è un bastardo puro.
Oltre ad ammazzare e derubare, tratta la moglie come una schiava sessuale ed umilia le persone contro cui vince.
Un altro personaggio, verso la fine del romanzo, gli dice che è bravissimo a distruggere i sogni degli altri: ha ragione.
Giorgio è un bambino che vuole a tutti i costi la caramella, il problema è che è un bambino crudele che sa uccidere.
Un romanzo in cui non c'è spazio per la redenzione.
Un romanzo duro, secco e senza tanti fronzoli.
Un romanzo che non vuole far passare il criminale per eroe.
Un noir allo stato puro, senza spazio per notizie liete o episodi divertenti.
Un romanzo cattivo.

By Ivan
From Hell

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