mercoledì 26 dicembre 2012

Rumore Bianco - Don DeLillo


"Possano i giorni essere senza meta. Le stagioni scorrano. Non si prosegua l'azione secondo un piano"
 
Rumore Bianco è un romanzo uscito nel 1985, esattamente a metà degli anni 80.
Questo è importante, perché il protagonista di Rumore Bianco è il capofamiglia della perfetta famiglia americana degli anni 80.
Una famiglia consumista, una famiglia che vede i supermercati come templi, una famiglia perfettamente adattata alla filosofia "Lavora-Consuma-Crepa"
Una famiglia così tanto anni 80 da apparire grottesca, grottesca come i dialoghi di questo libro che sfociano nel "nonsense", naturalmente voluto e tipicamente post-moderno dato che l'autore ne è uno dei maggiori esponenti.
Detta così si potrebbe pensare che questo libro sia una critica alla società consumistica, che in quegli anni era al culmine, in realtà questa è solo una micro tematica.
La tematica principale è la paura della morte, questo è il rumore bianco (a mia interpretazione).
Jack, il capo famiglia, è ossessionato dalla morte.
Non è un caso che gli unici momenti in cui si sente davvero bene li passa con il figlio neonato: questo non sa che deve morire e questa sua ingenuità fa star bene Jack, come gli fa capire il suo amico "filosofo" Murray.
Non è neanche un caso che Jack si curi degli studi hitleriani dell'università, Hitler è una figura che "grazie" allo sterminio di persone è riuscito a sconfiggere la morte.
Provocando morte è riuscito ad essere (anche se nel male) ricordato nei libri di storia, quindi immortale.
Un ultima caratteristica di Jack, che ci fa intuire la sua atroce paura di morire, è il NON voler sembrare innocuo, si costruisce un immagine forte e poco importa che sia lontanissima dal suo vero "Io"
Il libro è diviso in tre parti: nella prima abbiamo la paura della morte che è flebile ma serpeggia, nella seconda la paura della morte prende forma in una grossa nube tossica.
Nella terza, ed ultima parte, la nube tossica è svanita, ma non la paura della morte. Anzi, ora la morte diventa più tangibile che mai.
Rumore Bianco forse non vuole essere un romanzo, la trama non è tanto importante e neanche tanto appassionante.
Rumore Bianco è una riflessione di 400 pagine (circa) sulla morte, una delle più interessanti riflessioni sulla morte che possiate leggere.
Consigliato, quindi, a chi ama riflettere mentre legge e non a chi cerca trame avvincenti, non è quello che avrete.

By Ivan
From Hell

venerdì 16 novembre 2012

Le tematiche in Pulp Fiction



 "Ora, sono anni che dico questa cazzata, e se la sentivi significava che eri fatto. Non mi sono mai chiesto cosa volesse dire, pensavo che fosse una stronzata da dire a sangue freddo a un figlio di puttana prima di sparargli. Ma stamattina ho visto una cosa che mi ha fatto riflettere. Vedi, adesso penso, magari vuol dire che tu sei l'uomo malvagio e io sono l'uomo timorato, e il signor 9mm, qui, lui è il pastore che protegge il mio timorato sedere nella valle delle tenebre. O può voler dire che tu sei l'uomo timorato, e io sono il pastore, ed è il mondo ad essere malvagio ed egoista, forse. Questo mi piacerebbe. Ma questa cosa non è la verità. La verità è che TU sei il debole, e io sono la tirannia degli uomini malvagi. Ma ci sto provando, Ringo, ci sto provando, con grande fatica, a diventare il pastore."

Tarantino ha la fama di essere un regista i cui intenti sono di puro intrattenimento, cosa falsissima.
Certo, intrattenere è la missione principale per Quentin, ma i suoi film possono prestarsi a diverse chiavi di lettura.

Pulp Fiction è considerato il capolavoro di Quentin Tarantino e, come tutti i capolavori, lo si può guardare in due diversi modi: visione superficiale per divertimento o visione approfondita in modo da scoprire le diverse tematiche intrinseche nel film.
Pulp Fiction è il mio film preferito, quindi mi da fastidio quando le persone lo reputano un semplice film "figo", in realtà ha delle tematiche sociali ed in questo post le elencherò.

- CRITICA SOCIALE gli anni 80 avevano dato la loro lezione, ovvero raggiungere il successo personale fottendosene del prossimo. Gli anni 90 furono i primi allievi di questa filosofia. Non è un caso che nei primi anni 90 sorsero correnti musicali come il Grunge, questi ragazzi non si ritrovavano in quella società dove l'idealismo dei trent'anni precedenti era sparito. Pulp Fiction racconta anche questo, lo racconta con i suoi personaggi cinici e bastardi.
Un esempio è quando Vincent Vega fa esplodere la testa di Marvin, questo non era un nemico dei due gangster ma un amico, una persona che gli aveva aiutati a riprendere la valigetta, e loro a cosa pensano? Alla morte del povero ragazzo? No, ad un modo per ripulire la macchina prima che la polizia li veda.Oltre al cinismo la società è imperniata di menefreghismo, lo vediamo benissimo nel dialogo iniziale fra Zucchino e Coniglietta. Le parole di Zucchino ci dicono che ormai rapinare una banca od una grossa catena e molto più facile del piccolo negozio, perché? Perché tutti se ne sbattono, a nessuno importa, neanche al direttore. Gli unici che hanno ancora il senso del valore di ciò che hanno costruito, continua a dirci Zucchino, sono i vecchi. Prova a rapinare nonno Irving che possiede il negozio da venti fottute generazioni, dice Zucchino, e vedrai che fine farai.

- FRUSTRAZIONE DI MIA WALLACE Tarantino è sempre stato molto attento ai suoi personaggi femminili, tant'è che uno dei suoi film (Kill Bill) è quasi diventato un icona femminista. In Pulp Fiction abbiamo l'affascinante Mia. 
Mia è frustrata, si è sposata per interesse con il ricco Marcellus ed ora cerca l'amore nell'alcool e nella droga, alla fine troverà in Vincent colui che forse sarebbe stato il vero uomo adatto a lei ma... ma lui è un gangster ai servigi di suo marito e non potrà esserci futuro fra loro, continuerà ad essere frustrata per tutta la sua vita.

- REGOLA DEL CONTRAPPASSO Dopo il miracolo che salva la vita di Jules e Vincent i due prendono direzioni opposte: Jules crede al miracolo e decide di cambiare vita, Vincent no... e sappiamo tutti che fine farà.
Quando l'uomo nascosto nell'altra stanza sbaglia ripetutamente mira, non  uccidendo i due gangster, si tratta  di un avvertimento.
E' allora che Jules inizia ad interrogarsi veramente sul significato del pezzo biblico che recita alle sue vittime prima di uccidere, Vincent invece non lo fa ed il suo karma negativo lo porterà ad una morte violenta come quella che più volte ha inflitto alle sue vittime.

- RIBELLIONE AI POTENTI ebbene si, c'è anche questa tematica, il ribellarsi a quelle persone potenti che usano la tirannia come arma per poter essere ancora più incontrastati. Costui è Butch, ovvero il pugile che avrebbe dovuto perdere l'incontro, ma che si ribella e rischia di essere ucciso a causa del suo orgoglio. Tarantino però lo premia, premia il suo aver tanto fegato da riuscire a ribellarsi ad un boss malavitoso come Wallace ed il personaggio, quindi, vivrà. 
Vi ricordate il passo biblico che recita Jules? Io penso che "La tirannia degli uomini malvagi" sia Marcellus Wallace, mentre "il pastore" è Butch, infine i "deboli" che il pastore conduce "attraverso la valle delle tenebre" siano impersonaficati nella ragazza di Butch, Fabienne.

By Ivan
From Hell

venerdì 26 ottobre 2012

L'androide Abramo Lincoln - Philip K. Dick


"Non c'era dubbio che stessimo assistendo alla nascita di una creatura vivente."


"L'androide Abramo Lincoln" è stato il primo romanzo che ho letto di Dick, quello che mi ha "iniziato" al visionario scrittore statunitense.

Louis e Maury sono due soci, la loro azienda fabbrica e vende organi elettronici.
Maury, però, vuole cambiare buisness: con l'aiuto di sua figlia Pris e di un ingegniere, Bundy, progetta ed inizia a costruire simulacri, ovvero androidi che reincarnano perfettamente, sia fisicamente che caratterialmente, personaggi storici.
Iniziano con Stanton (ministro ai tempi della guerra civile americana) e raggiungono la totale perfezione con il simulacro di Lincoln.
Quando è il momento di trovare investitori si rivolgono ad un milionario da cui Pris è affascinata, Sam Barrows, ed è qui che le cose si complicano.
Una volta ottenuto un colloquio con il milionario i due soci scoprono che  Barrows vorrebbe usare i simulacri per inscenare una truffa, in modo da riaddrizzare un investimento sbagliato che gli sta causando una ingente perdita di denaro.
La situazione poco a poco precipita in quanto... stop, mi fermo qua.

Il romanzo è incentrato su due figure Louis e Pris, Louis è profondamente attratto da Pris ma vi è un problema, mentre lui è una persona fondamentalmente passionale ed emotiva lei è fredda, calcolatrice e schizoide.
Durante il corso del romanzo noteremo una cosa molto importante: l'androide Lincoln è molto più umano di Pris, a volte è lei a sembrare un robot.
Importante questo perché penso  sia la tematica centrale del romanzo: i simulacri sono così complessi, così perfetti da essere in tutto e per tutto delle verie e proprie reincarnazioni dei personaggi storici a cui sono stati ispirati, non li si può considerare dei robot.
Quando Louis è fortemente scoraggiato non andrà dal padre, non andrà dal socio, non andrà da nessun essere umano, ma andrà da l'androide Lincoln che sarà l'unico veramente compassionevole e disposto ad aiutarlo.

Un altra tematica del romanzo è la pazzia: Pris, come già detto, è schizoide e ci viene detto che è stata anche ricoverata per questo.
Louis è invece minacciato dalla malattia mentale, fa sempre riferimento a dei test e ad una legge che consente un facile internamento per le persone che non riescono a passare questi test.
Quello che ho notato è che tutti i personaggi agiscono con la paura di essere classificati pazzi, poi accettano il ricovero con tranquillità.
Ambiguo comportamento, dunque, che sembra suggerirci la tipologia della società in cui vivono i personaggi del romanzo, una società distorta ed autoritaria.

By Ivan
From Hell

lunedì 22 ottobre 2012

Il lato oscuro dell'anima - Joe R. Lansdale


"Ma come avrebbero visto il mondo adesso? Erano stati nel lato oscuro e avevano assaggiato un momento senza regole né logica, e una volta che quelle regole erano state infrante, spezzate come calici per lo champagne, si chiese se sarebbe mai stato possibile riattaccare quei frantumi."

Ok, dopo questo ennesimo post su un libro di Lansdale qualcuno potrebbe pensare che io sia un po' fissato con lo scrittore texano.
Se dicessi di no sarei un bugiardo, Joe è sicuramente uno dei miei scrittori preferiti.

"Il lato oscuro dell'anima" è stato pubblicato nel 1987, ma scritto nel 1982, quindi una delle opere meno mature di Joe e questo, in effetti, si nota: non è il miglior romanzo di Lansdale, ma comunque riesce ad essere intrigante.
Pensate, quindi, come sono i migliori!
Ciò che salta subito all occhio è che questo è sicuramente uno dei suoi romanzi più cupi.
Di solito tutti i romanzi di Lansdale sono pieni di violenza e tensioni sociali/razziali, ma vi è sempre un ironia di fondo che rende la pillola meno indigesta.
Invece in questo romanzo quest'ironia non c'è, ciò rende il tutto più dark (nel senso di oscuro, non di goth).

Il titolo riflette la tematica principale, parlo di quello italiano perchè non è tradotto alla lettera e, quindi, si può dire che, una volta tanto, i traduttori italiani abbiano fatto un buon lavoro (non potrò mai scordare il giorno in cui scoprii che il vero nome del film "La Casa" era "Evil Dead").
Il lato oscuro di ognuno di noi, quindi, questa è la tematica principale.
La nostra attrazione per la violenza, per il far del male al prossimo che tutti, anche le persone più mansuete, hanno avuto almeno una volta nella vita.

La trama, come sempre in breve per evitare spoiler: una banda di ragazzi violenti e disadattati, guidati da Clyde, stupra un insegnante, Becky.
Dopo l'atto solo uno della banda viene preso ed arrestato, proprio Clyde che si impiccherà in cella.
Il resto della banda, ora guidati da Brian, deciderà di vendicare il suo ex-capo.
Non c'è solo desiderio di vendetta, nella già oscura mente di Brian si innesta qualcosa di ancora più oscuro, qualcosa non del tutto appartenente al nostro mondo.
Nel frattempo Becky ed il suo compagno, Monty, vivono una crisi dovuta allo stupro e decidono di passare un periodo di vacanza in uno chalet di montagna.
Qui, oltre alla crisi della coppia, verremo a conoscenza della crisi personale di Becky che sostiene di avere delle visioni a cui nessuno crede e teme di star diventando pazza.
Oltre a questa crisi ci sarà anche quella di Monty che si ritiene un inetto, incapace di difendere le persone che ama.

By Ivan
From Hell

lunedì 27 agosto 2012

David Lynch - La mia classifica



Vi siete mai innamorati di "botto" dell'opera di uno scrittore o di un regista oppure di un pittore ?
Una specie di "colpo di fulmine" legato all'attività artistica di un autore.
A me successe, ai tempi, con il regista David Lynch.
Per chi non conoscesse questo autore, o per chi lo conoscesse poco o solo di nome, vi dico subito che se amate i film lineari, e dove vi è una spiegazione logica a tutto, allora NON guardate nulla di Lynch.
Le sue opere hanno bisogno di una riflessione dopo la visione, solo in questo modo possono essere capite e magari non riuscirete a capirle lo stesso.
Le sue opere sono un collage di surrealismo, noir ed onirismo (tendenza a sognare con allucinazioni visive, vissute dal soggetto come reali).
Ora, se la descrizione dello stile di questo regista vi ispira, eccovi una classifica delle sue 5 opere migliori.
E' una classifica che ho fatto per divertirmi ed ha valore puramente SOGGETTIVO, sono le sue cinque opere migliori SECONDO ME.

1 - Twin Peaks (Serie Tv, 1990) E' semplicemente un capolavoro. Non è una normale serie TV, è poesia. La serie parte a tinte gialle per poi sfociare nel paranormale/surreale. Oltre alla bellezza della storia è da segnalare la location straordinaria: i boschi al confine fra USA e Canada. Unica pecca, l'assassino viene svelato prima della fine della serie. Da sottolineare anche l'enorme influenza che questa ha avuto sulle serie future basate sul paranormale, come X-Files

2 - Velluto Blu (Film, 1986) Noir surreale è la definizione che più si adatta al film. A causa del ritrovamento di un orecchio reciso il protagonista verrà catapultato in un mondo di perversioni, violenza, sesso ed incubi. Film molto oscuro.
 
3 - Strade Perdute (Film, 1997) Se qualcuno vi spedisse una cassetta sopra la quale vi è registrato un filmino di voi mentre dormite, non ne sareste inquietati ? Io si e questo film è inquietudine allo stato puro. Non c'è solo quello, non è un semplice thriller. Anche qua c'è molto da pensare, e ciò che si vede non è quello che sembra.


4  - Mulholland Drive (Film, 2001) Ecco, questo è un film dove arrivate a metà e pensate di aver capito tutto, poi dopo la metà capite di non aver capito nulla. Raccontarne la trama ? E' abbastanza impossibile.

5 - Fuoco Cammina con me (Film, 1992) E' il prequel di Twin Peaks, se però pensate di capire di più sulla serie grazie alla visione di questo film, sappiate che rimarrete delusi. Da vedere assolutamente DOPO la serie, altrimenti vi spoilerete un bel po' di roba. Vi piacerà se vi è piaciuto il telefilm ma, a differenza di quest'ultimo, è più carente di ironia. Però è più inquietante.




By Ivan
From Hell

giovedì 9 agosto 2012

Cavie - Chuck Palahniuk


"Ci sono storie, diceva, che quando le racconti si consumano. Sono quelle in cui il pathos si appanna, e ogni versione suona più sciocca e vuota della precedente. Altre storie, invece, consumano te. Più le racconti, più acquisiscono forza. Quel tipo di storie non fa che ricordarti quanto sei stato stupido. Quanto lo sei ancora. E quanto la sarai ancora."

Quando parliamo di Charles Michael Palahniuk (per amici e lettori semplicemente Chuck), stiamo parlando di un autore con una particolare storia familiare: suo nonno uccise sua nonna e, come se questo non bastasse, anche suo padre è stato assassinato.
Ne dedurrete da dove deriva il cinismo delle sue opere, perlomeno delle sue prime, e "Cavie" non fa eccezione.
Il romanzo è la storia di un gruppo di scrittori che si ritira in un vecchio teatro abbandonato, ospitati dal vecchio signor Whittier, con lo scopo di comporre il proprio capolavoro.
Ogni ospite racconterà una storia ed avrà una poesia a lui dedicata, il romanzo quindi ha una struttura simile a "I racconti di Canterbury", in effetti può essere considerato come una sorta di "Racconti di Canterbury versione dark".
Dark inteso come oscuro, non come letteratura gotica.
In breve tempo l'obbiettivo degli ospiti non sarà più quello di creare un capolavoro, piuttosto cercheranno di auto-infliggersi torture, di patire stenti e di incolpare Mr.Whittier per questo.
Il motivo per cui fanno tutto ciò? Quando usciranno da quel ritiro diventeranno dei personaggi famosi e faranno trasmissioni e film su di loro, questo secondo i loro piani.
Insomma, dovranno pur avere qualche dramma da raccontare ai media.
Da ciò si evince di cosa parli in realtà il romanzo: del  voler acquisire fama a tutti i costi, anche a quello di far del male agli altri ed a se stesso, comportamento tipico della generazione dei reality show e delle veline.
Con "Cavie" Palahniuk ha creato una sorta di Grande Fratello splatter, crudo e nichilista, ha usato un reality show per criticare i reality show.


Posso, quindi, concludere dicendo che Cavie è sicuramente un romanzo elaborato (dal punto di vista della struttura) e fra i più difficili da leggere e capire di questo scrittore, in quanto ogni racconto ha un proprio micro-cosmo con una propria micro-tematica.

By Ivan
From Hell

sabato 16 giugno 2012

Acqua Buia - Joe R. Lansdale


 "La cosa che m'infastidiva era che mamma credeva di meritarsele, le botte. Era convinta che fosse l'uomo a comandare e che a lui spettasse sempre l'ultima parola. Stava scritto nella Bibbia, secondo lei. Non era servito altro, per farmi smettere subito di leggerla"



All'evento "Anteprime" di Pietrasanta (LU), Joe Lansdale presentava la sua ultima fatica: "Acqua Buia", titolo originale "Edge of Dark Water"
Avevo la possibilità di incontrare lui e comprare il suo nuovo libro una settimana prima dell'uscita italiana; entrambe le cose fatte, come testimonia il post precedente.
Ecco una foto :





Con quest'opera la critica americana ha elogiato lo scrittore texano, facendo addirittura illustri paragoni con Mark Twain.
La critica americana ha ragione oppure ha sparato troppo in alto?
Andiamo con ordine.
Dal mio punto di vista questo libro è un sunto di tutte le tematiche care a Lansdale: il razzismo, la violenza sulle donne, il fanatismo che rende ciechi ed ignoranti, insomma qua c'è tutto.
Lansdale riesce a parlare di queste cose come meglio sa, ovvero in modo profondo e crudo, ma abbinando il tutto all'ironia, cosa che rende il suo romanzo assolutamente non pesante.
Volendo, leggendo Lansdale, il lettore non interessato potrebbe decidere anche di ignorare i suoi contenuti e prendere il tutto solamente come una bella storia, il lettore più sensibile invece assimila  le denunce che il buon vecchio Joe fa sotto la maschera della letteratura di svago.
Un altro punto forte di questo romanzo sono le descrizioni, sembra quasi che questo libro sia stato veramente scritto durante gli anni 30 in cui è ambientato, mentre si è immersi nella lettura si riesce a respirare l'aria della provincia texana di quegli anni.
Questa caratteristica la riscontriamo anche nei personaggi: i cattivi non sono affascinanti geni del crimine, ma rozzi e sporchi campagnoli ed anche i buoni non sono candidi esempi di buon senso.
E poi c'è Skunk, Skunk è un personaggio geniale... ci si potrebbe fare tranquillamente una serie a parte.
E' un personaggio in grado di rivaleggiare con più famosi "Babau" della letteratura.
A mio parere questo libro ha un unico difetto, a volte il brodo è un po' troppo annacquato.
Poteva avere qualche pagina in meno ed essere ugualmente efficace.
In definitiva: questo romanzo non sarà ai livelli de "Le avventure di Huckleberry Finn", ma di certo è una sua versione più oscura.

By Ivan
From Hell

domenica 10 giugno 2012

Ho incontrato Joe R. Lansdale



Come potete vedere ho incontrato Joe Lansdale a Pietrasanta.
Persona disponibilissima e molto alla mano.
E' stato bello perché me lo sono ritrovato davanti di botto, sapevo che sarebbe stato lì a presentare il suo nuovo libro ma non pensavo passeggiasse tranquillamente tra le persone, sul momento ci sono rimasto un po'.
Comunque pensavo avesse una stretta di mano più forte...

By Ivo
From Hell

giovedì 24 maggio 2012

Alla fine di un giorno noioso - Massimo Carlotto



"Le sfilai dal collo l'elegante foulard di seta e lo passai intorno a quello di Isabel. Le puntai un ginocchio sulla schiena e iniziai a stringere. Morì in meno di un minuto"


Chi ha letto il libro, o visto il film, "Arrivederci amore, ciao"  già conosce il personaggio di Giorgio Pellegrini.
Chi non ha visto il film, o letto il libro, può comunque leggere questo romanzo perché, anche se i personaggi sono gli stessi, la storia è godibile anche senza conoscere i fatti precedenti, in quanto ci sono alcuni rimandi, si, ma le due vicende non sono direttamente collegate.
Certo, la lettura del libro di Carlotto, o la visione del film di Soavi, può aiutare molto nel capire il personaggio principale, che comunque cercherò di descrivere.
Giorgio è un ex-terrorista degli anni di piombo che, nella storia precedente, torna in Italia e cerca in tutti i modi di ottenere la riabilitazione.
Alla fine riesce nel suo intento e diventa anche proprietario di un locale dal nome "La Nena", ma per riuscirci si immischia in tutti i tipi di affari sporchi che possano aiutarlo nel intento.
In "Alla fine di un giorno noioso" lo ritroviamo sempre proprietario del locale, che va a gonfie vele, legato amichevolmente all'avvocato che ha permesso la sua riabilitazione, Brianese.
L'avvocato si è buttato in politica, Giorgio gli mette a disposizione il suo locale come trampolino di lancio per permettere a quest'ultimo di intortarsi uomini politici utili alla sua causa.
Questo accade non solo grazie ad ottime cene: Giorgio, infatti, organizza un giro di escort  per l'avvocato e per i suoi "amici".
Tutto sembra andare a meraviglia finché Brianese ruba, con l'inganno, parecchi soldi a Giorgio.
Quest'ultimo tenta di recuperare i suoi soldi, con mezzi poco amichevoli, e l'avvocato reagisce immischiando Giorgio in una situazione difficile con la mafia.
Giorgio, quindi, tornerà ad essere quello che era: un animale di strada, un criminale vecchio stampo, in modo da poter uscire da questa situazione e farla pagare, in maniera definitiva, all'avvocato infame.
Ora, se decidete di leggere questo romanzo toglietevi dalla testa il gangster figo e romantico alla Tarantino, nonostante gli omaggi al regista italoamericano ci siano.
Giorgio non è romantico, non indugia in frasi filosofiche sul crimine.
Giorgio è un bastardo puro.
Oltre ad ammazzare e derubare, tratta la moglie come una schiava sessuale ed umilia le persone contro cui vince.
Un altro personaggio, verso la fine del romanzo, gli dice che è bravissimo a distruggere i sogni degli altri: ha ragione.
Giorgio è un bambino che vuole a tutti i costi la caramella, il problema è che è un bambino crudele che sa uccidere.
Un romanzo in cui non c'è spazio per la redenzione.
Un romanzo duro, secco e senza tanti fronzoli.
Un romanzo che non vuole far passare il criminale per eroe.
Un noir allo stato puro, senza spazio per notizie liete o episodi divertenti.
Un romanzo cattivo.

By Ivan
From Hell

lunedì 2 aprile 2012

Il Lungo Addio - Raymond Chandler


"Non vi dico addio. Vi dissi addio quando significava qualcosa. Vi dissi addio quando ero triste, in un momento di solitudine e quando sembrava definitivo."

Poche persone sanno la differenza fra giallo e noir, la maggior parte pensa che siano due nomi per identificare lo stesso genere.
In realtà sono due generi diversi e mi infastidisco ogni volta che vengono confusi.
Il romanzo che vorrei consigliare è un classico del genere noir, quindi prima spiego brevemente cos'è il noir: diversamente dal giallo qui non è necessario che ci sia un indagine e non è necessario che ci sia un abile investigatore a risolverla.
Nel noir il protagonista può essere anche il "cattivo", invece nel caso fosse un investigatore questo non è un abile genio alla Sherlock Holmes, ma un imperfetta persona che usa metodi imperfetti e che ha anche qualche scheletro nell'armadio.
Infine il noir si basa molto sull'atmosfera (che dev'essere cupa) e diversamente dal giallo non è fine a se stesso; spesso e volentieri il noir parla di altro, dietro alla vicenda si parla (in maniera sottile e non sempre evidente) del marciume della società.
Ne consegue che il noir non avrà il finale lieto e tipico del giallo, dove l'investigatore cattura l'assassino, nel Noir spesso il finale avrà risvolti drammatici.
Il famoso film "Pulp Fiction" è, con molte contaminazioni, un noir.
Come saprà chi ha visto il film, in questo non sono presenti indagini ed i protagonisti sono criminali e persone scapestrate.

Ora arriviamo al romanzo, è un classico del noir e ne possiede tutte le caratteristiche.
Abbiamo un indagine, ma a risolverla non sarà un abile detective o la polizia.
Il protagonista è un sociopatico, disilluso ed alcolizzato investigatore privato: il famoso Marlowe.
L'atmosfera è cupa e drammatica, sullo sfondo della vicenda osserviamo corruzione e degrado della società degli anni 50 (anni in cui venne scritto il romanzo).
Il titolo "Il Lungo Addio" si riferisce ad un addio che il protagonista non riuscirà a dare ad un amico e che potrà dare solo alla fine del romanzo e, forse, neanche ad allora.

Ecco la trama, come al solito breve e senza spoilerare:
Marlowe fa amicizia con un mantenuto depresso, un tale Terry Lennox.
Questo è mantenuto dalla moglie che è la figlia di un uomo ricco e potente.
Quando la moglie di questo Terry viene uccisa tutti credono sia lui il colpevole, tutti tranne Marlowe  che, anzi, l'aiuta a fuggire.
Questa azione trascinerà il detective in grossi guai, che diverranno ancora più grossi quando farà la conoscenza di uno scrittore alcolizzato (Wade) che lo ritrascinerà dentro al caso Lennox, proprio quando sembrava archiviato.

Come scritto prima, il noir ha sempre qualche messaggio o argomento nascosto, anche in questo caso.
Oltre al marciume della società americana di allora vi è un altra tematica che serpeggia durante tutta la vicenda che il libro racconta: l'alcolismo.
La dipendenza da alcol è la vera tematica de "Il Lungo Addio", tutti i personaggi ne fanno abuso.
Lo scrittore parla anche del suo rapporto con l'alcol, lo fa con il personaggio di Wade ovvero uno scrittore alcolizzato esattamente com'era Raymond Chandler, si pensa che sia addirittura un alter ego dell'autore.

By Ivan
From Hell

lunedì 2 gennaio 2012

Dannazione - Chuck Palahniuk


"La morte è un processo lungo. Il corpo è soltanto la prima delle cose che schiattano. Poi devono morire i sogni e le aspettative. E la rabbia per aver dedicato una vita intera ad imparare cose, amare persone e guadagnare soldi per poi scoprire che di tutte quelle cagate alla fine non ti resta niente"

Prima di leggere questo romanzo del mio autore contemporaneo preferito mi sono informato sulla rete, leggendo qualche recensione.
Ebbene, non sono assolutamente riuscito a farmi un idea del romanzo, in quanto ogni recensione diceva l'esatto contrario di quella letta prima.
Riassumendo, ho trovato due tipi di recensioni: quella che diceva "piacerà ai vecchi lettori di Palahniuk perché ricalca libri come Fight Club e Soffocare" e quella che diceva "non piacerà ai vecchi lettori di Palahniuk perché è un romanzo del tutto diverso dai vari Fight Club e Soffocare"
Dove sta la verità ? Come si suol dire, nel mezzo.
E' vero che è un libro diverso dai classici di Chuck, ma è anche vero che potrebbe piacere lo stesso ai vecchi lettori in quanto è un bel romanzo, e la mano di Palahniuk comunque si sente.
Il cinismo e la sociopatia di cui sono impregnati i romanzi dell'autore americano ci sono sempre, solo che sono molto meno marcati di come erano in Fight Club.

La trama: Madison è una ragazza straricca, figlia di una star di Hollywood.
I suoi genitori sono i classici ricchi ambientalisti ipocriti, ad esempio fanno tante lotte per l'ambiente e poi viaggiano su un jet che inquina quanto un città, oppure adottano sfortunati bambini poveri, ma solo per mostrarli alle televisioni di mezzo mondo.
La madre di Madison pensa che la ricchezza dovrebbe essere meglio distribuita nel mondo, ma non per combattere la fame, bensì per far in modo che tutti possano vedere i suoi film.
Madison muore a 13 anni per un overdose di erba, almeno così ci dice lei all'inizio, ma ci dice anche che all'inferno non si può sperare in un alto valore di sincerità.
Nonostante la protagonista sia una ragazzina il romanzo non è certamente pensato per adolescenti, infatti nel romanzo è possibile trovare una frase molto critica su questa fase della vita: "Sono convinta che una persona diventi straordinaria all'età di tredici anni per poi ritrovarsi lacerata e fuorviata dagli ormoni ... E' sufficiente che le femmine sperimentino le prime mestruazioni e i maschi le prime polluzioni notturne perché all'istante dimentichino il loro splendore ed il loro talento ... Per entrambi i sessi l'adolescenza corrisponde ad un era glaciale della stupidità"
La nostra eroina, arrivata all'inferno, scopre che questo è un luogo tremendamente burocratico  dove, per ottenere qualcosa, bisogna corrompere i vari demoni con i dolciumi perché questa è la moneta corrente.
Inoltre i lavori disponibili sono due: o la web girl oppure l'operatore di call center... si, secondo Palahniuk sia le donnine che si spogliano in internet sia le odiose telefonate che ricevete all'ora di cena provengono dall'inferno!
Insomma: burocrazia, corruzione, lavori degradanti... quest'inferno vi ricorda qualcosa? Ebbene si, Chuck parlando dell'inferno parla anche del mondo dei vivi.
Nel romanzo sono presenti delle belle trovate come "il mare di sperma sprecato" e frasi  che colpiscono, scommetto diventeranno classiche citazioni dell'autore americano.

Insomma un libro di cui vi consiglio l'acquisto, magari l'edizione economica, solo se conoscete già Palahniuk.
Se ancora non avete letto nulla di lui... partite da altro, partite dai i due classici che ho elencato sopra (Fight Club e Soffocare).

By Ivan
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